Abbiamo mangiato molta polvere negli ultimi mesi, quella che
ci
alzava la concorrenza del mondo wintel, i loro processori raggiungono i
3.42
GHz e volendo risultano essere anche degli ottimi scaldavivande, Adobe
fa
girare con successo e a velocità mai viste prima tutta la sua
gamma
di applicazioni sui PC, dimostrando che i G4, nonostante il velocity
engine
e il doppio processore, non sono all'altezza. Ci consolavamo con il
nostro
bel sistema operativo, accettando a malincuore i sorrisini e le dita
puntate
nei nostri confronti come se avessimo indossato il vestito al
contrario.
Ma adesso sono cambiate le carte in tavola, e di nuovo possiamo, parola
di
Steve, dire di avere il computer più veloce del mondo...
Possiamo?
Benchmark sarà tua sorella...
Tranquillizzatevi, non è una parolaccia, ma in questi
giorni
di fervore dopo la conferenza degli sviluppatori e la presentazione del
nuovo
G5, è stata usata questa parola senza nessun rispetto e
controllo.
Il termine ha un significato preciso: significa tacca, segno, punto di
riferimento,
e nel mondo informatico indica una applicazione che serve a valutare
le prestazioni di un microprocessore, almeno agli inizi era
così,
ora per la valutazione di un microprocessore si usano più
applicazioni
specifiche, con dei sistemi di calcolo dei tempi e dei risultati
complesso
e preciso. Ma perché è venuta fuori questa parola?
Perché
dopo che il CEO della Apple ha dichiarato mentre lo presentava che il
G5
è il computer più veloce del mondo, si sono scatenate
reazioni,
più o meno dettate dall'invidia, che cercavano di smentire con
prove
alla mano questa dichiarazione; quindi dopo pochi minuti esperti, o
sedicenti
tali, di microprocessori hanno pubblicato su internet i risultati di
questi
test che si chiamano benchmark, cercando di dimostrare che i risultati
mostrati
da Steve Jobs sono viziati, e che nella realtà sono stati usati
dei
trucchi per far si che il G5 risultasse più veloce del PC
migliore
che ci sia in commercio.
Ci sarà qualcosa di vero, penseranno alcuni di voi, e come si sa
la
verità tende a stare sempre nel mezzo, ma questa volta Apple ha
veramente
fatto un gran salto in avanti. In primis perché, nonostante chi
voglia
dimostrare il contrario, la casa di Cupertino ha adesso una macchina
che
compete, e forse è più veloce, delle migliori macchine PC
compatibili,
e poi perché ha dato per prima l'avvio all'utilizzo di
processori
a 64 bit, cosa che prima o poi andava fatta, ma chi comincia è
sempre
in rischio, eppure Apple dimostra ancora una volta che sa sempre
anticipare
i tempi.
Vediamo che cosa viene contestato.
Intanto il fatto che i due processori hanno "volumi" di lavoro diversi,
perché
il PPC970 lavora a 64 bit contro i 32 della concorrenza; ma questo non
ha
significato ora come ora, in quanto non c'è nessun applicativo
che
sia scritto per sfruttare questa potenzialità, quindi il
processore
che abbiamo visto nelle dimostrazioni lavorava a 32 bit.
Apple ha utilizzato software ottimizzato per il G5, ma non per il PC
con
cui ha fatto il test; e questo pare proprio non sia, in quanto sono
state
utilizzate applicazioni non ottimizzate per nessuno dei due, ovvio che
storicamente
Photoshop gira meglio sul Mac, perché è la piattaforma
leader
nel mercato a cui si rivolge quel tipo di applicazione.
I benchmark sono stati truccati; ma come tutti possono constatare sono
stati
fatti da una azienda specializzata, che ci perderebbe la faccia a
mentire
spudoratamente, visto che è esterna a tutte le aziende in
questione
e fornitrice di test per tutti i produttori del mondo informatico.
Vediamo più in dettaglio il processore
Cuore del nuovo computer è il G5, o meglio il PPC970,
ed
è prodotto da IBM.
Già ad Agosto del 2002 IBM aveva rilasciato comunicati stampa
sulla
ricerca di un processore per computer desktop a 64 bit, e poi molte
voci
si erano diffuse non appena si era saputo qualcosa di più.
Intanto
questo processore deriva dal potente Power4 di IBM, che è
installato
sui server, e l'architettura del processore è fatta per
minimizzare
gli errori e per gestire una mole di operazioni notevole senza
problemi.
Un punto in più per la stabilità e l'affidabilità.
Altro
punto a favore del processore è che ha delle unità di
calcolo
multiple per velocizzare la processione in caso di operazioni molto
complesse,
così non appena si avrà a disposizione codice scritto
appositamente
per un processore a 64 bit, diventerà ancora più netta la
prestazione.
IBM ha utilizzato un nuovo sistema di produzione per questi processori,
si
chiama Copper/SOI e consiste in due novità: il sistema SOI
è
un tipo di produzione con ossido di silicio (Silicon-On-Insulator) per
cui viene creata
una sottile lamina di ossido altamente isolante e poi viene depositato
uno strato di silicio, sopra cui vendono
"disegnati" i circuiti del processore, in tal modo si preserva il
processore
dalla naturale migrazione non voluta, e dannosa per le prestazioni e il
consumo,
degli elettroni che trasportano le informazioni tra le unità del
processore.
Copper, che significa rame, è il materiale che viene usato per
le
connessioni tra i transistor del processore, prima veniva usato
l'alluminio,
che non è un buon conduttore. Il rame conducendo meglio non
richiede
molta corrente e quindi scalda anche di meno. Certo sono noti i
problemi
di trasmigrazione atomica, che a lungo andare assottiglia troppo il
conduttore,
ma sembra che con il sistema SOI la IBM abbia trovato un modo per
allungare
sensibilmente la vita delle connessioni in rame, forse utilizzandolo
sottoforma di isotopo, che quindi vengono preferite.
I documenti ufficiali di IBM parlando del PPC970 danno come
consumo
medio 42 W, nella versione a 2 GHz che sono quasi la metà
rispetto
al P4 che a 3 GHz consuma 81 W.
Altra buona notizia è che i nuovi processori utilizzano una
unità
di calcolo con le istruzioni di AltiVec, che erano state sviluppate
assieme
a Motorola, e quindi con i registri e i fetch a 128 bit, non facendo
mancare
così l'amato Velocity Engine che tanto vantaggio da nella
processione
di matrici in virgola mobile, utilissime nelle applicazioni di grafica
e
disegno vettoriale.
E cosa aggiunge Apple come pacco regalo?
Apple crea una configurazione senza colli di bottiglia. Cosa
sono
i colli di bottiglia?
Per fare una similitudine è come se su di una strada larga 10
metri
cercassimo di passare in 7 con delle auto da 2 metri di
larghezza
ciascuna. Qualcuno deve aspettare e passare dopo, e la stessa cosa con
i
colli di bottiglia nel computer, se il bus che è l'autostrada
che
collega le varie parti attive del computer non è abbastanza
capiente
e veloce, le informazioni si accavallano, e alle volte si scontrano,
rendendo
così molto più lento il sistema, in quanto il processore
può
rimanere per molti tempi di clock senza nuove operazioni da fare
perché
il bus è intasato e non gli arrivano i dati. Apple ha deciso di
fare
le cose con criterio e intelligenza, ha dotato il G5 di un bus di 1
GHz,
il più veloce mai creato, in modo che anche nei momenti
più
critici i due processori possano essere sempre riforniti in tempo di
dati,
e ha fatto si che le memorie RAM non possano mai intasare la banda
disponibile,
perché sono leggermente più lente, e così via in
cascata
con le schede PCI, i dischi rigidi e le periferiche esterne. In questo
modo
se i processori stanno lavorando a tutto ritmo, e di conseguenza anche
la
RAM riversa un fiume di dati tra processore scheda grafica, audio,
eccetera,
se si collega una periferica esterna, ad esempio una telecamera
firewire,
questa potrà trasferire dati al computer senza bloccare tutto il
lavoro
frenetico del resto dell'hardware. Ed è un bel vantaggio.
In più Apple ha disegnato il case del G5 per avere 4 diversi
canali
di raffreddamento, così da risultare più efficaci e
più
silenziosi usando ventole meno potenti.
E Motorola...
Cosa fa intanto Motorola? Sta a guardare...
Ma i vertici Apple assicurano che l'alleanza non è rotta, solo
che
mi chiedo che fine farà il progetto del G5 che Motorola aveva
messo
su, visto che IBM è stata più brava, cosa ne faranno
della
ricerca che avevano cominciato, e delle promesse di un processore a 2
GHz
entro 18 mesi, e di tutte le roadmap per i processori del futuro...
Si sa solo che Motorola sta cercando di vendere il settore
microprocessori,
visto che l'intera azienda non naviga in buone acque, chissà che
Apple
non decida di fare spesa.