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Piacere, kernel panic

1 - Quando MacOS X diventa un nemico

Diciamo la verità: vi hanno fatto una testa così, i capi di Cupertino (e anche noi, si capisce), sulla potenza e solidità assolute di Mac OSX. Chi resta ancorato al vecchio 9, coi suoi blocchi di sistema che costringono a riavviare; o con quelle schermate che dicono: "Non c'è abbastanza memoria per lanciare l'applicazione. Prova ad uscire dagli altri programmi o aumenta la memoria assegnata all'applicazione", è guardato con la stessa simpatia riservata ai trogloditi. Poi, leggete queste righe, e scoprite che anche X è capace di gripparsi come la Panda. Ma allora, starete pensando, non c'è più religione!

La religione è un argomento troppo esteso per essere affrontato sulle pagine di questo sito; ma sul kernel panic abbiamo qualche cartuccia da spendere, e preferiamo farlo con voi. Sgomberiamo il campo dai dubbi però: X è davvero un sistema operativo fuori dal comune per quanto riguarda la robustezza e l'affidabilità. L'unica accortezza da avere è di tenerlo aggiornato (tramite il pannello "Aggiornamento Software"); in questo modo avrete un mezzo di lavoro (e di svago, perché no), che difficilmente vi tradirà. Ma la perfezione, si sa, non è di questo mondo ...

Che cos'è il kernel panic

Né più, né meno, che il solito blocco di sistema. Un sistema operativo (di qualunque tipo), reagisce a determinati eventi: se ad esempio collego una fotocamera al computer, se faccio clic sull'icona di un'applicazione, eccetera: tutti questi sono eventi. Quando si verificano, il sistema operativo deve compiere determinate azioni: aprire "iPhoto", o lanciare "AppleWorks". Ma questo è possibile solo perché "legge" delle istruzioni che gli spiegano cosa fare. E se le istruzioni sono scritte male, oppure il sistema operativo riceve dei dati sconosciuti o che comunque, non è in grado di interpretare? Esatto! Abbiamo il kernel panic.
Nei sistemi Unix, il kernel rappresenta il cuore del sistema operativo. E' lui il responsabile della gestione della memoria, ed è sempre lui che sovraintende alle funzioni più importanti, come ad esempio le comunicazioni con l'hardware. Quello inserito in MacOS X è uno dei kernel più solidi al mondo; quindi, tranquillizzatevi. Ma se si verificasse? Siamo qui per questo...

Kernel panic nei sistemi da Mac OS 10.0 a 10.1.5

Il kernel panic è un tipo educato, probabilmente anche un po' egocentrico, e ci tiene parecchio a che voi sappiate, senza ombra di dubbio, che vi ha fatto visita. Nei sistemi operativi che vanno da Mac OS 10.0 a quelli 10.1.5, si presenta con del testo bianco su sfondo nero, e la solita pallina che ruota, ruota, e non ha mai pace. Assomiglia a qualcosa del genere.


kernel.jpg


Non ne siete rimasti granché impressionati vero? Il suo scopo non è quello di stupire, bensì di indicare che qualcosa non va. Tutte quelle scritte che occupano lo schermo, hanno un significato, che possono aiutare la Apple a migliorare ancora il sistema operativo. Più avanti spiegheremo anche come recuperare, tra quelle righe di testo, le informazioni più rilevanti che poi gli ingegneri di Cupertino useranno per rendere X ancora più possente. Per intanto, qualora vi capiti la schermata del genere, non vi resterà che riavviare. Anche se doveste leggere delle istruzioni che indicano di agire diversamente, premete il tasto reset; quelle indicazioni che consigliano di utilizzare (ad esempio), combinazioni di tasti, sono in genere rivolte a programmatori. Lasciatele perdere.

Kernel panic in Mac OS 10.2 o superiori

Con le ultime versioni di Mac OS (quelle che vanno da 10.2 in poi), c'è qualche cambiamento. Quando capita un kernel panic (magari mentre giocate a "Return to Castle Wolfenstein"), dovrebbe apparire un'immagine con del testo in quattro lingue, come potete vedere qui sotto.


kernel2.jpg


Nient'altro, vi starete chiedendo? Bisogna cercare nel posto giusto. Una volta riavviato, andate a cercare in "nomeutente"/Library/Logs: lì dovrebbe trovarsi un file di testo contenente informazioni sul kernel panic appena occorso.

Carta & penna

Registrare il kernel panic non è obbligatorio: se ne avete voglia e/o tempo, potete farlo. Altrimenti, amici come prima, la Apple non vi toglierà certo il saluto per quisquilie del genere.
Se il vostro sistema operativo va dal 10.0 al 10.1.5 (quello con la schermata per capirci), dovrete ricorrere al vecchio sistema della carta e della penna. In particolare dovreste prendere nota di:
1) ogni riga di testo che segue "Backtrace";
2) ogni numero o testo che segue le espressioni "DSIR=", "DAR=", "MSR=", "LR=", "R1=", "XCP=", "PC=";
3) qualunque altro elemento di testo che sembra particolare o unico. Una volta fatto questo, riavviate.

I sistemi operativi 10.2 o seguenti, registrando queste informazioni in un file di testo, risparmiano la fatica di doverle scrivere a mano. Tuttavia, ricordate anche di aggiungere alla lista le seguenti indicazioni:
1) la quantità di ram installata;
2) il modello di computer, con tanto di tipo di processore e la sua velocità;
3) il tipo di disco rigido usato come disco di avvio, incluso il tipo di bus usato (FireWire, ATA, ecc.), il formato del disco (Mac OS Esteso, oppure Standard);
4) cosa era collegato al computer? Scanner, stampante, disco rigido (di che modello si trattava? Ecc.). Avete installato delle schede grafiche particolari, e/o PC card?
5) cosa stavate facendo quando si è verificato il kernel panic (usavate un'applicazione particolare? Avevate appena installato il nuovo aggiornamento della Apple? Giocavate a qualche gioco?).

Alcune di queste informazioni (in particolari quelle che si riferiscono alla macchina, il modello di disco rigido), le potete ricavare utilizzando l'Apple System Profiler. Ma una volta che avete tutte le informazioni, a chi inviarle? La Apple ha messo a disposizione questo indirizzo. E la società di Cupertino, ne terrà conto. Per oggi ci fermiamo qui: la prossima volta vedremo quali metodi adottare nel malaugurato caso doveste incappare nel kernel panic.

Per leggere la seconda parte clicca qui.



Data di pubblicazione: 19-01-2003
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