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Dentro Snow Leopard

Capire e usare al meglio il Dock


Da sempre, il Dock è parte attiva e integrante di Mac OS X. Se ne sta tranquillo e beato alla base dello schermo dei computer della mela mordicchiata, sotto gli occhi dell'utente; e proprio per questo assolutamente sconosciuto, o comunque poco compreso.
Piaccia o meno (e a tanti non piace per nulla), è lì: e allora perché non provare a conoscerlo meglio?


Conoscere meglio il Dock


Il Dock raccoglie le icone delle applicazioni più usate, o che si presume l'utente userà più di frequente. Qui ci sono alcuni elementi fissi (nel senso che non si possono togliere), e altri che viceversa possono essere spostati o appunto rimossi.


docksnowleopard

Il Dock raccoglie, almeno agli inizi, le icone delle applicazioni che probabilmente l'utente userà di più


Per i primi, l'icona del Cestino e del Finder (cioè la faccia che sorride, all'estrema sinistra di chi osserva) fanno parte della categoria degli inamovibili. Tutte le altre icone che trovate possono essere o eliminate o spostate. Ricordate che rimuovere un'icona dal Dock non vuol dire eliminare l'applicazione; questo accade perché si tratta di un "puntatore" al file dell'applicazione. Essa al contrario resterà sempre nella cartella "Applicazioni", fino a quando non la trascinerete nel Cestino. Anche allora però sarà solo nel Cestino, e se la rimetterete al suo posto, funzionerà alla perfezione; solo svuotandolo vi sarete davvero liberati di lei.


Per rimuovere un'icona, basta o trascinarla fuori dal Dock, e si dissolverà in una nuvola stile fumetto. Oppure è sufficiente premere il tasto destro del mouse (o Control-clic), per attivare un piccolo menu, chiamato "contestuale". Al suo interno è presente proprio la voce che permette di toglierla dal Dock.


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O trascinando o ricorrendo al menu contestuale, possiamo liberarci delle icone che non ci servono


Perché si parla di menu "contestuale"? Innanzitutto, ogni elemento in Mac OS X, cliccato a dovere, presenta il suo bel menu contestuale: basta provare. Poi, si chiama in questo modo perché è sensibile al contesto. Cliccare un'immagine produrrà la comparsa di certe voci nel menu, che ovviamente non saranno più presenti se si clicca un file di testo, o un filmato.
Torniamo però all'argomento di questo articolo. Nel Dock, un'applicazione attiva, avrà un menu contestuale rispetto a quando non è attiva.


applicazioneattiva

Il menu contestuale cambia se l'applicazione è attiva oppure no


Il segno distintivo dell'applicazione in uso, è la piccola luce alla sua base. Inutile ricordare che per lanciare un'applicazione del Dock è sufficiente un clic, due se è al di fuori di esso (per esempio nella cartella "Applicazioni). Se non è già presente nel Dock, attraverso il menu contestuale possiamo decidere che lì rimanga una volta che usciremo da essa. In caso contrario, quando procederemo alla sua chiusura, scomparirà dal Dock.


La voce "Apri al login", indica che l'applicazione sarà lanciata automaticamente quando si effettuerà il login del proprio account. Semplificando troppo, "login" è il termine con cui si identifica il procedimento grazie al quale il sistema operativo all'avvio, riconosce l'utente, permettendogli di usare il Mac.
Il riconoscimento avviene di solito tramite la comparsa di una finestra in cui occorre inserire nome e password ad ogni avvio. Se così non accade, probabilmente è dovuto al fatto che si è scelto il login automatico: niente finestra, e neppure la necessità di digitare gli elementi che ho appena citato.


L'ordine delle icone nel Dock può essere modificato trascinando quella prescelta dove si vuole; una volta individuato la sua nuova posizione, le altre le faranno spazio per accoglierla.
Un modo poi veloce per aggiungere un'applicazione al Dock è ... trascinarla; in questo caso non sarà nemmeno necessario specificare che desideriamo tenerla nel Dock: Mac OS X la considererà un'inquilina "stabile" del Dock.


Ho detto sino ad adesso che il Dock raccoglie le icone delle applicazioni, ma non solo. Vi è un divisore, che separa appunto i programmi, dal Cestino e dalle cartelle. Le applicazioni andranno solo a sinistra del divisore (per chi guarda), mentre cartelle, ma anche link, occuperanno la parte destra (rispetto al divisore).
Ecco una qualità che forse qualcuno ignora: se vogliamo visitare la pagina di un sito, ma in quel momento non possiamo, basta trascinare l'Url dalla barra dell'indirizzo del browser sino al Dock, e si trasformerà in una specie di mollettone. Quando avremo intenzione di tornare sul sito a leggere quell'articolo, un clic sul mollettone (si tratta in verità di un url, come si sarà capito), avvierà il navigatore Web predefinito, e ci troveremo sulla pagina che meritava la nostra lettura.


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Il "mollettone" nel Dock indica un link: una volta cliccato atterreremo sulla pagina del sito cui si riferisce


Personalizzare il Dock


Prima regola: visto che lo scopo di questa funzione è mettere a portata di un clic le applicazioni più usate, è inutile infarcirlo di tutto e di più.
Ho spiegato che potete spostare, o eliminare le applicazioni nel Dock, e aggiungerle: ma fatelo sempre con giudizio!


Esiste poi la possibilità di renderlo più personale, cioè di intervenire sugli aspetti estetici e non solo. In due modi: o servendoci delle Preferenze di Sistema (la ruota dentata presente nel Dock), e poi scegliendo "Dock". Oppure premendo il tasto destro del mouse (o Control-clic), sul divisore di cui abbiamo parlato in precedenza.


Intervenendo sul divisore potremo nascondere il Dock (utile se abbiamo lo schermo piccolo), ma basterà poi spostare il mouse alla base dello schermo per rivederlo apparire.
Cambiarne la posizione (a destra, a sinistra, oppure conservarlo in basso). Disattivare l'ingrandimento, se questo ci infastidisce (quando si passa il mouse sulle icone queste "si gonfiano"). O ancora scegliere se applicare l'effetto Genio o Scala quando riduciamo una finestra dell'applicazione proprio nel Dock.


divisoredock

Per intervenire rapidamente sul funzionamento del Dock, basta premere il tasto destro del mouse sulla linea divisoria. Oppure, Control-clic


Se invece vogliamo agire sulle sue Preferenze, possiamo decidere sulle sue dimensioni; sull'ingrandimento; ancora sulla sua posizione, sull'effetto contrazione e se desideriamo che al lancio delle applicazioni, la loro icona rimbalzi oppure no. Sì, anche qui c'è l'opzione "Mostra e nascondi automaticamente".


preferenzedock

Nelle Preferenze di Sistema, esistono anche quelle per il Dock


L'opzione "Contrai le finestre in icona applicazione", se spuntata, spedirà la finestra "dietro" l'icona dell'applicazione cui appartiene. Altrimenti, verrà piazzata a destra del divisore del Dock, ma in questo caso si rischia di affollare troppo questo elemento.


iconaapplicazione

L'applicazione Safari è attiva, e con due finestre distinte aperte. Una, contrassegnata con il segno di spunta, è in primo piano (quella de ilMac.net). L'altra, con accanto il simbolo del rombo (BBC News), è "dietro" l'icona di Safari. Cliccandola, tornerà in primo piano.


Oltre il Dock


All'inizio di questo articolo, ho scritto che il Dock non piace a molti; per questo motivo preferiscono rivolgersi ad applicazioni di terze parti in grado di renderlo uno strumento più sofisticato e utile.


Per esempio DragThing (sito Web DragThing, prezzo 34,00 Dollari), è un'applicazione pluri-premiata che conta una numerosa schiera di estimatori. Visto che è anche possibile scaricarne una versione dimostrativa, potete darci un'occhiata e poi decidere se vale i soldi che chiede. E' in italiano e gira sia su Mac con processore PowerPC che Intel.

Data di pubblicazione: 28-12-2009

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