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NeoOffice 2.0 Database

5 – Rapporti



Ci stiamo avvicinando alla conclusione della nostra rapida galoppata all'interno di NeoOffice, e in particolare del suo database, chiamato Base.
In questa puntata affronteremo la funzione dei “Rapporti”: come ogni buon database, anche Base permette di creare un documento dei dati presenti nei record o tabelle, per stamparli, ad esempio.
Superfluo dire che faremo questo sfruttando la procedura guidata per ottenere il nostro svelto rapportino.

I rapporti di NeoOffice Base

Avviamo il nostro database, scegliamo “Rapporti”, quindi clicchiamo su: “Usa procedura guidata per la creazione dei rapporti”.


C'è anche un altro sistema per avviare la procedura: basta scegliere “Tabelle” dalla finestra principale del database, quindi evidenziare il record per cui vogliamo generare il rapporto e grazie al Control- Click, dal menu contestuale optiamo per “Procedura guidata per i rapporti”.
I passaggi da eseguire non si discostano da quanto già visto nelle puntate precedenti; avremo a che fare con diverse finestre che ci chiederanno di scegliere e indicare quello che vogliamo.

Non ci soffermeremo molto su tali aspetti. Diremo solo che abbiamo intenzione di ottenere un rapporto che raggruppi tutti i dati, quindi sceglieremo il pulsante >> per spostare tutti i campi disponibili in quello del rapporto.


In seguito ci viene chiesto se vogliamo indicare una qualche dicitura differente per i campi scelti:


Altra finestra: desideriamo altri livelli di raggruppamento? Vale a dire: desideriamo forse raggruppare il nostro rapporto in base a un certo campo? Decidiamo per ID, in modo che il rapporto sarà creato in base a tale campo.


Poi l'immancabile opzione in cui indicare come ordinare i campi (in ordine crescente o decrescente?).


Da notare come alle spalle della nostra procedura guidata, "Writer", come al solito, stia creando il nostro rapporto.

Siamo ormai alle battute finali: decidiamo il layout:


Infine creiamo il rapporto, ma decidiamo se i dati dovranno essere statici (cioè apparire come erano al momento della creazione del rapporto), oppure dinamici (in pratica, ogni volta che i dati si modificano, il rapporto si aggiorna per mostrare i dati modificati).


Clicchiamo su Fine e il gioco è fatto.


Ancora una cosa o due

Con Base è possibile connettersi ad un database MySQL (e non solo), oltre ad importare file esistenti. Attenzione: se meditate di importare la Rubrica Indirizzi di Mac OS X in Base, non funzionerà.
In questo rapido excursus su NeoOffice Base abbiamo evitato con cura di parlare di SQL. Non è nostra intezione farlo adesso. Ma una cosa dobbiamo dirla.

Nella finestra principale di Base è sufficiente spostare la nostra attenzione sulla barra dei menu del programma e scegliere Strumenti >SQL per accedere ad una finestra di un editor che consente di inserire comandi in SQL.


Questa è una caratteristica che piacerà soprattutto a chi mastica SQL; anche perché la gestione degli eventuali errori può essere compresa (e quindi risolta), solo da chi ha un briciolo di conoscenza di questo linguaggio.

A questo punto, prima di lasciarci, occorre svelare come si sia registrata all'interno della comunità di OpenOffice.org (di cui NeoOffice, ricordiamolo, è il “porting”), una discussione anche accesa sull'opportunità di integrare un database nella suite burocratica Open Source.

Pro o Contro?

Due essenzialmente le posizioni. La prima ha criticato questa introduzione, perché superflua, dispendiosa in termini di risorse e tempo (che potrebbero essere meglio spese per rendere OpenOffice ancora migliore). In sostanza: perché scimmiottare Office di Microsoft, che presenta Access, e non perseguire una strada differente, legata ovviamente alla compatibilità con il documenti generati dalla creatura di Redmond?
Non è il solo argomento portato da chi non ha amato una tale scelta. Chi ha bisogno di un database? Non l'utente domestico, per il quale un comune foglio di calcolo è sufficiente per tener traccia della collezione dei propri CD, o libri. L'azienda medio-piccola (affermano costoro), preferirà rivolgersi a soluzioni proprietarie (come FileMaker), che spendere tempo su qualcosa in fin dei conti limitato.

La seconda difende la scelta di un database proprio perché è giunto il momento di dimostrare la maturità del software Open Source. E il mezzo migliore è proprio quello di offifre anche un database, in modo che l'utente abbia sottomano tutto quanto gli occorre nella gestione dei propri affari. Il fatto poi che Base crei database relazionali significa offrire a curiosi e non la possibilità di cimentarsi con qualcosa di nuovo e stimolante, senza sobbarcarsi il costo (in genere elevato), di un programma proprietario.

Quale la verità? Probabilmente qui occorre restare a vedere quale sarà la reazione degli utenti a questa introduzione: saranno indifferenti o apprezzeranno? La risposta arriverà con il tempo...

Data di pubblicazione: 25-07-2007

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