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NeoOffice 2.0 alfa Base

2 – Il database Open Source


Ora che abbiamo fatto i primi passi nella creazione del nostro database con NeoOffice Base (in verità ne abbiamo solo gettato le basi), cominciamo a dare un'occhiata alla finestra che compare sullo schermo del nostro Mac.


Come si può vedere, abbiamo a che fare con tre sezioni: “Attività”, “Tabelle” e “Database”. Lentamente vedremo di illustrare ogni aspetto. Ma il tempo incalza e dobbiamo procedere a dare al nostro database forma e sostanza.

L'idea

Ma per compiere questo passo bisogna avere un progetto. Il nostro è piuttosto semplice e sufficientemente sciocco da essere intuitivo anche se nessuno ha mai sentito parlare di un database. Poniamo allora il caso che si abbia interesse per l'astronomia, e si desideri creare un database che racchiuda le principali informazioni dei pianeti del nostro sistema solare (compreso il Sole e la Luna, e naturalmente, la Terra). Queste informazioni devono contenere non solo il nome dei pianeti, ma anche indicazioni sulla rotazione e rivoluzione, la composizione dell'atmosfera, eventuali satelliti, e la temperatura di superficie.

Come fare per gestire tutte queste informazioni? Occorre creare una tabella.

Non vi è chiaro ancora cosa sia una tabella? Ottimo: ecco l'occasione più propizia per spiegare alcuni termini che ricorrono quando si parla di database. D'accordo, noi non abbiamo intenzione di scrivere un corso su un argomento tanto esteso. Ma conoscere almeno i termini più frequenti può essere utile.

Il primo "mattone" del database è il "campo": il nome del corpo celeste per esempio.

Poi abbiamo il "record": con questa parola si intende l'insieme dei campi (nell'esempio che andremo a costruire, la serie completa di informazioni riguardanti un certo corpo celeste).

Infine con il termine di "tabella", ci si riferisce a tutti i record, vale a dire l'elenco dei corpi celesti.

Ora mettiamoci all'opera sul serio...

La creazione

La creazione di una tabella in Base si può effettuare in due modi: o si sceglie dalla finestra principale la procedura guidata (cliccando su “Tabelle” nella sezione sinistra, quindi scegliendo “Usa procedura guidata per la creazione di tabelle”).


Noi invece in questo caso agiremo in modi differente: clicchiamo su “Crea tabella in vista struttura”. Ci apparirà questa finestra.


Che cosa ci resta da fare? Molto poco in verità, perché qui a questo punto dobbiamo creare le categorie (in “Nome di Campo”), e indicare inoltre il tipo di dato.
Per prima cosa, selezioniamo la prima casella Nome di campo e inseriamo la categoria CorpoCeleste. È qui che tra poco inseriremo il nome dei pianeti che comprendono il nostro sistema solare.
Poi dobbiamo indicare il tipo di campo: cioè, si tratta di un tipo di campo destinato ad accogliere del testo, oppure dei numeri? Nel primo caso si sceglie Testo [VARCHAR], nel secondo Integer. Da segnalare che sono proposti molti altri tipi di campi.


Se lo desideriamo, possiamo riempire il campo “descrizione”, oppure lasciarlo vuoto, e procedere con il riempimento delle caselle. Diamo tuttavia un'occhiata piuttosto alla parte inferiore della finestra.


Qui si trova la proprietà del campo. In pratica, una sezione che definisce e raffina meglio le caratteristiche dei dati da inserire.
“Digitazione necessaria” indica se il dato deve essere necessariamente inserito (allora si sceglierà il “Sì”), se invece non è necessario l'inserimento del dato basterà optare per il “No”.
“Lunghezza” impone la lunghezza massima consentita del testo.

Dopo che avremo riempito i nostri campi con i dati di nostra scelta, avremo a nostra disposizione la struttura della tabella. Salviamo dando al tutto un nome. A questo punto però comparirà una finestra. Costei ci chiederà se vogliamo creare una chiave primaria.


Diamo il nostro assenso e quindi rimiriamo la nostra opera.


Una domanda probabilmente sorge spontanea: che cos'è la chiave primaria, e perché Base ci chiede di impostarne una?
Si tratta di un elemento importante nella creazione di un database, perché la chiave primaria permette di identificare ciascun record, distinguendolo quindi dagli altri. E probabilmente questa immagine rende meglio l'idea.


Come si può vedere, i campi sono state “riempiti” dei dati in nostro possesso.

Domanda facile facile: come si fa a distinguere ogni corpo celeste da un altro? A identificare il Sole, distinguendolo quindi dagli altri pianeti? La chiave primaria (qui rappresentata da ID), consente di distinguere ogni record dagli altri.
Se al momento vi pare qualcosa di poco importante, con la prossima puntata cambierete parere.

Vai alla lezione successiva.

Data di pubblicazione: 11-05-2007

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