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Programmare con Python

4 - Gettiamo le basi


Non è un perfetto idiota solo perché nessuno è perfetto
Groucho Marx

Una bottiglia di vetro da un litro può contenere di tutto. Acqua, vino rosso, vino bianco, alcolici, superalcolici, succhi di frutta, o anche un bel niente. Starà esclusivamente a noi decidere con quale elemento riempirla. Se state pensando che sia impazzito, sappiate che vi ho appena spiegato (e mi auguro che lo abbiate anche capito), il concetto di "variabile".

La variabile è un contenitore in cui possiamo immagazzinare dati. Essa è composta da un nome, e da un valore che può ovviamente variare (da questo deriva il termine variabile). Essenzialmente, una variabile può gestire un valore stringa, oppure un valore intero. La stringa è un insieme di lettere, di numeri, e di altri caratteri. Il valore intero sono i numeri (interi o decimali). Per capirci meglio, diamo un'occhiata a questo:

saluto = Benvenuto
a = 10
b = 18

Qui abbiamo a che fare con 3 variabili: cioé saluto, a, b. Il segno = non rappresenta affatto l'uguale, bensì assegna il valore alle variabili. Noi stiamo dicendo a Python: Prendi la stringa Benvenuto e piazzala nella variabile saluto. Prendi l'intero 10 e sistemalo nella variabile a. Infine, prendi l'intero 18 e immagazzinalo (o imbottiglialo!), nella variabile b. Facciamo ancora qualche esempio.

print "10 + 10"
print 10 + 10

L'output che otterrete nel primo caso non sarà 20, ma 10 + 10. Viceversa nel secondo caso avremo il risultato dell'operazione di addizione. Già: tutto quanto si trova tra gli apici viene trattato da Python alla stregua di una stringa. Questo spiega perché nel primo esempio, nonostante la presenza di numeri, non otteniamo alcun risultato. Avete ancora dei dubbi? Rivolgetevi al prompt interattivo a riga di comando (quello che si presenta con >>>): sarà lui a dirvi a quale tipo appartiene ogni variabile.


Un altro esempio:

a = 21
print 21
a = a + 10
print a
a = a - 2
print a

Il risultato? Questo:
21
31
29

L'unico modo per imparare a programmare è vedere degli esempi (ed eseguirli). Quindi digitate questo:

print "Marco",
print "Freccero"

Eseguitelo (ovviamente potete usare il vostro di nome: vi assicuro che funziona comunque!). Noterete che ho aggiunto una virgola al termine della prima stringa. Ecco il risultato:


Da questo si capisce che la virgola unisce due stringhe, mantenendo tra le due uno spazio.

Alcune raccomandazioni. Python è 'case sensitive': vuol dire che distingue le variabili maiuscole da quelle minuscole. Quindi fate attenzione. I nomi da assegnare ad una variabile devono iniziare o con una lettera, oppure con il segno _ (cioé l'underscore o il carattere di sottolineatura), seguito o da una lettera o da un numero. Non è possibile usare un numero per assegnare un nome ad una variabile; ottereste solo un messaggio di errore. Non tutti i nomi disponibili nel vocabolario possono essere usati per assegnare i nomi alle variabili. Python infatti ha una serie di termini che utilizza 'per uso interno'; non provateci ad usarli perché anche in questo caso rimediereste solo degli errori. Eccone l'elenco:

and assert breaks class continue def del elif else except exec finally for from

global if import in is lambda or not pass print while raise return try

Ora però date un'occhiata a questo esempio:


La spiegazione è già contenuta nel commento: siamo cioé in presenza dell'assegnamento multiplo, una caratteristica gentilmente offerta da Python.

Un aspetto che (forse), vi avrà colpito positivamente (se avete già bazzicato con la programmazione, altrimenti ciccia), è come Python tratti le variabili. Il simpatico rettile infatti adotta (udite udite), la tipizzazione dinamica. Che vuol dire? Che non avete necessità alcuna di dichiarare il tipo di valore da assegnare alla variabile prima di usarla. Questo non si riscontra in altri linguaggi come ad esempio il C. Se non avete mai programmato in vita vostra la notizia vi avrà lasciato di ghiaccio; viceversa, saprete qualcosa in più su Python.

Commenti da fare

Non è un invito, ma un consiglio pressante. Di cosa stiamo parlando? Della necessità di commentare il codice da voi prodotto. Ora come ora vi sembrerà superfluo (e lo è, visto che stiamo appena appena iniziando a programmare). Ma è un'ottima cosa abituarsi fin da subito a questo sano comportamento. Immaginate infatti di avere un programma che si snoda per righe e righe (non è il caso nostro). Per ragioni non bene identificate per alcuni giorni vi allontanate dal vostro Mac. Tornate, e riprendete contatto con il vostro bel programma. Se non lo avete commentato, il rischio di non capire un accidenti di quanto prodotto da voi stessi sarà elevato. Inoltre, essendo Python Open Source vorrete magari distribuirlo ad altri, perché lo migliorino, lo integrino con altre funzioni. Se non commentate, la possibilità di venire linciati (almeno virtualmente), sarà discretamente elevata.
Come si inseriscono i commenti in Python? Nulla di più semplice: si usa questo

#

Ha anche un nome: si tratta del carattere hash. Tutto ciò che si trova al di là del segno hash fino alla fine della riga viene semplicemente ignorato da Python.

a = 15 # variabile 1
b = 8 # variabile 2
a + 6 , a - 2 # somma, sottrazione
b * 2 , b / 2 # moltiplicazione, divisione

Commentare le righe qui sopra è inutile, ma almeno saprete come agire.
Alla prossima!

Lezione successiva

Data di pubblicazione: 29-07-2005

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