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Programmare con Python

1 - Un po' di presentazioni


“Nessuno osò mai raccontargli qualcosa di veramente spassoso: una buona battuta lo avrebbe ucciso sul colpo.”
Jerome K. Jerome “Pensieri oziosi di un ozioso”.

Può apparire fuori luogo esordire in un tutorial su un linguaggio di programmazione (in questo caso Python), con una battuta tratta da un libro di un celebre umorista inglese dell’Ottocento. Ma così non è: lo scopo che ci prefiggiamo è riuscire ad insegnare in modo gradevole, senza suscitare emicranie o ulcere, e tuttavia far sì che alla fine possiate muovervi attraverso il mondo della programmazione con un minimo di consapevolezza e sicurezza. Già il suo nome ne tradisce l’origine un po’ fuori dagli schemi: Python è tratto da una serie televisiva trasmessa dalla BBC che vedeva protagonisti il gruppo di comici Monty Python. Qualunque riferimento al loro umorismo non solo è visto positivamente dalla vasta comunità Python sparsa nel mondo; ma è addirittura incoraggiato!

Perché Python? (Ovvero, perché stringere amicizia con un rettile arboricolo?)

La domanda è ovvia, la risposta è in verità meno scontata di quel che può sembrare. La scelta di un linguaggio di programmazione spesso viene fatta in base alle proprie necessità. Crediamo che Python sia da prediligere rispetto ad altri perché: se si è agli inizi questo linguaggio ha dalla sua una facilità di approccio e utilizzo che altri non hanno. Chi ha viceversa dimestichezza con la programmazione, sappia che Python è orientato agli oggetti, supporta l'ereditarietà, le classi, ha una ricca collezione di librerie di supporto, si integra con Java, e molto, molto altro ancora. Insomma: un'occhiata se la merita proprio. Ma veniamo agli aspetti più interessanti di Python.
Innanzitutto è Open Source (quindi non vi costerà un solo centesimo): proprio come il PHP o il Perl. Basta avere determinazione, perché non esiste l'ostacolo del costo.
E’ facile da apprendere (sul serio!).
Le sue caratteristiche di chiarezza e fluidità, nonché la sua potenza, ne fanno un ottimo strumento per imparare a pensare da programmatore. Non possiede infatti la complessità di altri linguaggi come il C o il C++ - ma non crediate che non sia capace di "mostrare i muscoli". Il codice che produce è più leggero e semplice da leggere (e i tempi di sviluppo si accorciano, così come la manutenzione risulta semplificata). Un’altra sua caratteristica: è portabile (il che non significa che dovrete portarlo con voi come una valigia ventiquattr’ore, e più avanti spiegheremo anche cosa vuol dire). Se poi avete ancora dubbi: per imparare Python non è richiesto l’acquisto del rettile omonimo: sollevati?

Dove lo trovo?

Poniamo ora il caso che stiate continuando a leggere queste righe, e siate ancora interessati a saperne di più. Ottimo: allora dovete andare a questo link e scaricare l’interprete Python per il vostro rombante Mac.

http://homepages.cwi.nl/~jack/macpython/

Attenzione: questo vale solo se avete Mac OS 9, o Mac OS X sino a Jaguar. Se invece siete tra coloro che hanno installato Panther o Tiger, sappiate che Apple ha avuto la buona idea di inglobarlo nel sistema operativo. Tuttavia nella versione contenuta in Panther manca sia il “Package Manager”, che l’IDE (che dovrete scaricarvi dal sito sopra menzionato). Il primo permette di scaricare e installare dei pacchetti software aggiuntivi. L’IDE (ma viene anche chiamata IDLE, dal nome di uno dei componenti dei Monty Python, Eric Idle), è la sigla di Integrated Development Environment, che contiene un editor, un debugger, un class browser e altro ancora.
Ma questa IDE a che serve? Grazie ad essa potrete modificare, eseguire, effettuare il debug (presto saprete cosa significa questo termine), dei programmi Python , il tutto in un unico ambiente.

Facile? Ma quanto facile?????

Domanda ovvia: sapevo che alla fine saremmo arrivati a questo punto. Allora cominciamo subito con un esempio. Non c’è programma che non inizi con il tradizionale saluto: “Hello world!”. Potevamo noi essere differenti? Sì, ma abbiamo deciso di non abbandonare una così radicata tradizione. Scriviamo quindi questo saluto come è nel linguaggio C.

#include
main()
{
printf("Hello world");
}

Se questo fosse un corso sul C, a questo punto dovrei cominciare a spiegarvi per filo e per segno tutto questa roba, cioé:

#include
main
printf
compresa poi la funzione del main, delle parentesi graffe e del punto e virgola.

Lo stesso saluto in Python si ottiene così:

print "Hello world"

A tempo debito spiegheremo tutto, ma già questo dovrebbe stimolare la vostra curiosità. Infatti nonostante il suo approccio amichevole, Python produce ottimo software. La NASA (cioé l'Ente Spaziale statunitense), lo ha adottato da tempo, così come il motore di ricerca più famoso del mondo: Google. L'Industrial Light and Magic di George Lucas lo impiega regolarmente.
Se ancora tentennate: ebbene, chi scrive non è un esperto programmatore, e sono più le cose che ignora di quelle che conosce. Ma si diverte un mondo a buttare giù del codice con questo serpentone.
Se perciò vi ho davvero incuriosito, sapete dove trovarci (me e il rettile): qui.
Alla prossima puntata allora!

Lezione successiva.

Data di pubblicazione: 08-07-2005

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