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Adobe Photoshop - Corso di base

1 - La risoluzione

Con questo tutorial non diventerete dei grafici professionisti e nemmeno degli esperti di photoshop, ma per chi si sta avventurando nel mondo della grafica ed è ricco di idee, ma non conosce i mezzi per realizzarle, questo breve corso lo guiderà mano nella mano ad affrontare per la prima volta il programma più famoso e versatile del mondo per la grafica ed il fotoritocco: Adobe Photoshop.

Ogni operazione si può svolgere in diverse maniere, noi cercheremo sempre di preferire quelle più semplici ed efficaci, tenendo in considerazione anche chi non ha a disposizione l' ultima versione di questo software. Il corso sarà comunque incentrato su Adobe Photoshop 8.0, contenuto nella Adobe Creative Suite 2004, localizzato in italiano. Anche se cercheremo di non disperdere l'attenzione sui cavilli legati a casi specifici e vi guideremo passo a passo nella realizzazione di varie composizioni, in parallelo a questo progetto, ci sarà sempre il nostro forum (da dove è partita l'idea) per risolvere quesiti più particolari o chiarire dubbi dettagliatamente.

Bando alle ciance e cominciamo

Dopo aver installato il software, non ci sono particolari operazioni da compiere, e le preferenze del programma soddisferanno la maggior parte delle vostre esigenze. Assicuratevi comunque che dal menù “Photoshop-Preferenze-Unità di misura e righelli” sia selezionata la giusta voce:

Ora creiamo il nostro primo documento

Purtroppo saremo costretti ad annoiarvi con un po' di indispensabile teoria, ma durante questo tutorial realizzeremo una locandina pubblicitaria, predisponendola per essere stampata in A2 (42 cm X 59,4 cm) a risoluzione fotografica… ma che cos'è la risoluzione?

In parole semplici è la qualità dei dettagli di un' immagine e si misura in dpi (dot per inch). Consideriamo il significato di questa sigla. La traduzione letterale è “punti per pollice” e rappresenta il numero dei punti (o pixel, informaticamente parlando) in cui viene divisa la lunghezza di un pollice (2,54 cm). Il nostro computer considera le fotografie come un insieme di punti, come un enorme “battaglia navale”, costituite da un numero considerevole di “caselline” che in funzione dell'immagine lascerà bianche o riempirà con il colore corrispondente.Per intenderci, se abbiamo un' immagine a 72 dpi (la tipica risoluzione delle immagini web) grande 12,7 X 12,7 cm, significa che i due lati saranno lunghi 72 punti per ogni 2,54 cm, cioè:

(12,7cm / 2,54cm) X 72 punti = 5 X 72 punti = 360 punti (pixel)

Quindi avendo un quadrato con il lato di 360 pixel, la sua area sarà costituita da 129600 pixel! Quindi dire che un immagine è grande 12,7 X 12,7 cm non significa nulla, dire che ha una risoluzione di 72 dpi significa altrettanto poco, ma dire che è grande 360 X 360 pixel è sufficiente per intuirne la definizione.

Anche le fotocamere digitali adottano questo sistema per identificare la qualità dello scatto. I famigerati “megapixel” di cui ormai tutti sentiamo parlare, infatti, rappresentano il numero dei punti che costituiscono l'area della fotografia. Se prendiamo, ad esempio, una macchina fotografica che scatta foto da 2500 pixel di lunghezza e 2000 pixel di altezza, essa sarà definita come una 5 megapixel (2500 X 2000 = 5000000). Ma perché non definire semplicemente le immagini in centimetri?

La risposta è molto semplice. Non sarebbe chiaritivo. Infatti se prendiamo l'immagine di prima, da 360 X 360 pixel, a 72 dpi di risoluzione sarà grande 12,7cm X 12,7cm, ma a 300 dpi (risoluzione fotografica) sarà grande 3cm X 3cm e con la stessa qualità! Perché:

360 pixel / 300 pixel per pollice = 1,2 pollici

1,2 pollici X 2,54 cm per ogni pollice = circa 3 cm

Cambiare la risoluzione ad un immagine, diminuendone la grandezza in centimetri, o viceversa, diminuire la risoluzione aumentandone le dimensioni, non sono operazioni di “ricampionatura”, non sono irreversibili, e non deteriorano o migliorano l'immagine, perché comunque restano definite con lo stesso numero di punti.

Al contrario, ridimensionare un immagine mantenendo la risoluzione è un operazione distruttiva e se stiamo aumentando il numero dei pixel che la costituiscono, non otteniamo un immagine più nitida o più definita, perché Photoshop dovrà “inventare” i punti aggiunti, calcolare il colore in funzione di quello dei pixel vicini e spesso il risultato non è soddisfacente. Nel corso di questo tutorial effettueremo delle operazioni di ricampionatura e cercheremo di ovviare a questo problema.

Torniamo alla pratica

Aperto il programma, dal menu “File” selezionate la voce “Nuovo”. Impostate i valori sulla finestra come da figura (fate particolare attenzione anche alle unità di misura scelte!!!):

Per il momento non analizzeremo le caratteristiche avanzate consultabili e modificabili dal pulsante in basso a sinistra della finestra. Limitatevi per ora a salvare il documento appena generato in un luogo sicuro. Il formato da preferire per i documenti ancora da rielaborare è il formato nativo di Photoshop, “psd” (photoshop document), in quanto ne conserva tutte le caratteristiche.

Quindi dal menu “File”, selezionate la voce “Salva con nome” e impostate i valori in finestra come da figura:

Nella prossima lezione parleremo della sostanziale differenza tra la grafica “raster” (o comunemente detta “bitmap”) e la grafica vettoriale e daremo un primo sguardo all'interfaccia ed agli strumenti.


Lezione successiva.



Data di pubblicazione: 25-01-2006

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