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Pages

Il primo contatto


Con la presentazione di Pages, Apple ha deciso di dire la sua in un settore (quello dei programmi di videoscrittura), che se da un lato si va affollando (è un bene!), forse non conduce ad un’offerta di applicazioni davvero semplici da usare. In fondo non parliamo di programmi per la modellazione 3D, e neppure di quelli dedicati al fotoritocco. Ma appunto, di applicazioni dedicate alla scrittura.

La proposta di Apple si chiama dunque Pages. Questa guida vuole essere un viaggio alla scoperta di questa applicazione che, nella sua ultima versione (ricordo che è racchiusa nella suite iWork ’08, assieme a Keynote e Numbers), ha raggiunto un notevole livello di maturità.

Facciamo conoscenza con Pages

Pages è la soluzione Apple dedicata a chi è alla ricerca di un programma di videoscrittura semplice da usare, con un’interfaccia comprensibile, e una flessibilità tale da soddisfare i bisogni dell’utente domestico, ma anche quelli di chi ha qualche necessità in più. Come già detto, essa è parte della suite iWork ’08, che comprende sia un programma per la creazione di presentazioni (Keynote), che uno per i fogli di calcolo (Numbers).




iWork ’08 è compresa (nella sua versione dimostrativa, della durata di 30 giorni), su tutte le macchine che montano Mac OS X Leopard. Ovvio che si possa comunque ordinare o sullo Store di Apple, oppure presso un rivenditore autorizzato dei prodotti della mela mordicchiata. Sulle macchine dove è presente, Pages e le altre applicazioni sono in versione trial (di prova), per 30 giorni, dopodiché si dovrà decidere se farne a meno oppure acquistare l’intero pacchetto (al prezzo di 79.00 Euro). Per questa cifra (è bene sottolinearlo), si avranno 3 applicazioni: oltre a Pages anche Numbers e Keynote.

Per vederla girare occorrono almeno 512 MB di RAM, 1 GB di spazio libero sul disco rigido e un processore MacIntel, oppure PowerPC G4/G5 da 500 MHz o superiore. L’intera suite una volta installata occupa circa 690 MB, mentre Pages si “accontenta” di poco più di 250 MB.

Il primo lancio

Al primo lancio dell’applicazione, Pages presenta, oltre alla finestra principale (quella “incaricata” di accogliere il vostro scritto), anche un’altra finestra di dialogo che permette di scegliere tutta una serie di modelli già pronti all’uso, che potete quindi modificare come meglio credete.




Siete dei tipi rudi e non gradite affatto una tale sollecitudine? Ma io vi capisco, sul serio.
In un caso del genere basta spuntare l’opzione “Non mostrare più questa finestra” che potete scorgere in basso a sinistra, e al nuovo lancio dell’applicazione non la vedrete più. Oppure, potete spostarvi nelle Preferenze dell’applicazione (raggiungibili attraverso la scorciatoia da tastiera Mela-, cioè virgola, oppure scegliete dalla barra dei menu Pages>Preferenze), e nel pannello Generale cliccate il pulsante radio “Usa modello vuoto”.
Questa scelta produrrà al lancio successivo del programma la comparsa di un foglio bianco.
Ma torniamo alla finestra di dialogo Scelta Modelli. I tre pulsanti in basso non credo debbano essere spiegati; dirò solo che “Chiudi” non chiude affatto l’applicazione, che resta attiva ma senza alcuna finestra in primo piano.

Spostiamo l’attenzione nella parte sinistra della finestra di Pages, perché lì abbiamo due sezioni: Elaborazione testi e Layout pagina. Di che cosa si tratta?




Innanzitutto, il termine “Layout” indica l’impaginazione, la struttura di una pagina. E a questo proposito occorre spendere due parole sulla natura di Pages: nulla di difficile, state tranquilli.
Ma almeno all’inizio, l’applicazione si era presentata come una buona alternativa ai costosi software di impaginazione presenti sul mercato. No, non mi riferisco certo ad Adobe inDesign o Quark Xpress, bensì proprio a Office per Mac. Se si aveva bisogno di un software per produrre newsletter, inviti e così via, non c’era molto tra cui scegliere, che fosse anche facile da usare e magari in italiano.

La versione ora disponibile (la 3.0.2), non abbandona affatto questo approccio, che in fondo ha regalato al programma lusinghiere recensioni e un’accoglienza piuttosto buona.
Ma Pages è cresciuto ed ora vuole essere anche un affidabile elaboratore di testi. Parliamo quindi della possibilità di creare curriculum, moduli, relazioni o altro ancora, sempre basandosi sui modelli forniti dal programma, oppure creare ex-novo quanto ci necessita.
Qualunque sia la vostra decisione, Pages si presenta in modo amichevole, rinunciando ad un approccio “Faccio tutto io”, che richiede studio e molta applicazione. Per esempio l’interfaccia: pulita ed elegante. Se da una parte riprende (alla lontana), concetti presenti in un po’ tutti i software di questo genere, il suo stile è inconfondibile e decisamente “made in Cupertino”.

Amarcord

In realtà i lettori più anziani ricorderanno meglio di me AppleWorks: un’ottima applicazione che di fatto era una suite completa (racchiudeva anche un database), che Apple offriva all’interno del sistema operativo Mac OS 9. Il passaggio prima a Mac OS X, e poi alla piattaforma Intel ne ha di fatto ucciso lo sviluppo.

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Data di pubblicazione: 26-11-2008

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