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Automator per servirvi

1 - Primi passi


Accade spesso che l'utente di computer compia quotidianamente una serie di azioni sempre uguali, di una banalità sconcertante. Forse per questo ci si limita a compierle, senza cercare un modo semplice e automatico di farle, e il motivo di questa condotta è ovvio.
Automatizzare certi compiti o azioni spesso richiede la necessità di rivolgersi a qualcosa come AppleScript: un linguaggio che permette di creare script proprio per aggirare la monotonia di alcune azioni. Benché sia semplice e intuitivo da imparare, spesso l'utente non ha né la voglia, né il tempo di conoscere la sintassi di un linguaggio di script come questo.
Una delle caratteristiche presenti in Mac OS X Tiger è l'introduzione di un nuovo, interessante strumento messo a disposizione di tutti coloro che desiderano qualcosa di ancora più semplice di AppleScript, capace di fornire immediatamente un risultato tangibile. Un aspetto da sottolineare: non c'è nessun tipo di sintassi da imparare. Se siete curiosi di sapere di cosa si tratta, ebbene: stiamo parlando di Automator.

Il problema, la soluzione (semplice)

Poc'anzi si è detto che nella maggior parte dei casi, l'uso di un computer si limita ad una serie di compiti identici, che si compiono quotidianamente. Vi sono tre modi per fare questo genere di cose.
Il primo: farle, e basta (magari manualmente).
Il secondo: imparare un semplice linguaggio di scripting come può essere AppleScript. Ma magari non ne avete voglia, né il tempo, e poi ciò che vi serve è talmente banale, che vi sembra assurdo spendere del tempo per imparare la sintassi di un linguaggio di programmazione.
Il terzo: usare Automator. E non avrete niente da imparare: sul serio.

Di cosa stiamo parlando

Per prima cosa, Automator si trova nella cartella 'Applicazioni' di Mac OS X Tiger.


Si è detto prima che il suo uso non richiede di imparare una sola riga di codice: ma allora, vi starete chiedendo, come si fa?
Semplice: invece di scrivere lunghe righe di codice, non dovrete far altro che assemblare una serie di azioni nel giusto ordine, quindi premere il pulsante 'Esegui'. Il Mac avrà cura di eseguire il lavoro per voi. Nient'altro.
Per prima cosa, prendiamo confidenza con l'interfaccia del programma. Come è abitudine dello stile Apple, la finestra principale (quella in cui lavoreremo), è semplice, ricalca sia quella di iTunes, che quella del Finder di Mac OS X. Ma conosciamola meglio.


Lo spazio più grande della finestra (1), viene dedicato al pannello dove apparirà il flusso di lavoro. Qui vengono trascinate le azioni, poi assemblate, e premendo infine il pulsante "Esegui", in alto a destra, avremo il risultato del nostro lavoro.
Perché un lavoro abbia inizio, è necessario possedere la materia prima. Rivolgiamo la nostra attenzione alla Libreria (4), perché è proprio qui che troviamo ciò di cui abbiamo bisogno: cioè la materia prima. Che non sono altro che l'elenco delle applicazioni di Mac OS X "Tiger" capaci ci lavorare e trarre beneficio da Automator.

Strettamente collegata a questo pannello è quello chiamato "Azione" (2). Una volta che abbiamo scelto (cioè cliccato), l'applicazione della Libreria che vogliamo "automatizzare", ci vengono indicate tutte le azioni disponibili e a lei dedicate. Cliccando iCal, per esempio, saranno indicate solo le azioni per questo programma, e nient'altro.
Per conoscere tutte le azioni disponibili basta cliccare nella Libreria la voce "Applicazioni".

In basso a sinistra (3), un pannello descrive brevemente cosa si ottiene dopo che si è scelto una determinata azione.
Infine il segno + (5), a sinistra in basso, consente di aggiungere una nuova cartella a quelle già presenti, che sono due. "Esempi di flusso di lavoro" racchiude alcuni esempi di flussi di lavoro messi a disposizione da Apple. La seconda raccoglierà flussi di lavoro prodotti dall'utente. Cosa sono i flussi di lavoro? Domanda pertinente: quando di una determinata azione mettiamo assieme alcune azioni disponibili, secondo un certo ordine, creeremo un flusso di lavoro (o workflow), che avrà come conseguenza finale (dopo aver premuto il famigerato "Esegui"), quanto da noi desiderato. Ma cosa desideriamo?
Lo vedremo ora, passando finalmente al lato pratico.

Ecco il primo

L'esempio che segue è assolutamente sciocco: questo per non irritare chi programma sul serio, oppure coloro che Automator lo conoscono meglio delle loro tasche. L'obiettivo dell'articolo è di "risvegliare" l'appetito, o la curiosità che dir si voglia, verso un programma davvero utile e probabilmente poco utilizzato.
Avete dunque il vostro bel Mac con Mac OS X Tiger installato. Ogni mattina, quando lo risvegliate dallo stato di "stop" vi collegate da alcuni siti per voi importanti. Qualche nome a caso: il sito di Apple Italia, di Macworld U.S.A. e, già che ci siamo, quello de ilMac.net.
Lo abbiamo già detto prima: sono tre i modi per ottenere le cose. A mano (cioè cliccate sull'url del sito che conservate probabilmente nella Barra dei Preferiti di Safari). Usare AppleScript (ma non si era detto che non si aveva voglia di impararlo?).
Aprire Automator e procedere come segue.

In verità questo lo vedremo la prossima puntata: per ora ci fermiamo qui.

Lezione successiva .

Data di pubblicazione: 29-03-2006

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