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Pulizie di primavera

Come MacOS X si ripulisce

Quel satanasso di MacOS X potrà piacere oppure no; e in tanti rimangono col caro, vecchio 9.xx perché ritengono sia (e continuerà ad essere per molto tempo), un sistema operativo stabile e ottimo per lavorarci. Ma su una cosa credo che anche voi sarete d'accordo: X è un tipo pieno di buone intenzioni, e con una gran voglia di farsi benvolere. Disposto anche a lavorare di notte pur di mantenersi in piena efficienza. Davvero. Se continuerete a leggere queste righe, vi spiegheremo cosa diavolo può combinare.

Stakanovista

Mac OSX è in grado di avviare alcuni (semplici), processi di manutenzione in orari prestabiliti; purché non sia spento o in modalità "Stop". Questo avviene per permettere al sistema di liberarsi dei "temporary items" o di tutti quei files di cui non ha più alcun bisogno. Questi processi di pulizia sono programmati per le ore 03:15 di ogni giorno, per le 04:30 di sabato, e per le 05:30 del mattino del primo giorno di ogni mese. Chi fosse davanti al proprio Mac a quell'ora, si accorgerebbe di una attività insolita del disco rigido. Se poi lanciasse l'applicazione "Visore Processi" (la potete recuperare nella cartella "Utility", racchiusa in quella chiamata "Applications"), si accorgerebbe che la funzione "find" (cerca), è in piena attività. Ma se siete tra quelle persone che a quell'ora hanno la pessima abitudine di dormire, non avverrà un bel nulla. E allora? vi starete chiedendo.

Soluzione 1

Potete "costringere" il sistema operativo a fare pulizia in due modi: il primo è quello di rivolgersi al sito VersionTracker, e cercare tra le applicazioni per MacOS X quelle che si occupano di "alleggerire" il sistema. Ce ne sono almeno un paio, che volentieri segnaliamo: "CronMaster" e "Mac Janitor". Inoltre, sono programmi gratuiti e leggerissimi, quindi facili da scaricare anche se avete una connessione al Web lenta.

Ghe pensi mi!

macjanitor.gif

Un'applicazione semplice e leggera: MacJanitor permette di liberarsi in modo veloce e sicuro dei files inutili.

Soluzione 2

Un altro sistema per "spolverare via" ciò che non serve più, è quello di rivolgersi a lui. Lui chi? vi starete domandando. Ma il Terminale, per giove. Niente di complicato o di trascendentale. Si trova nella cartella "Utilities", contenuta in quella chiamata "Applications". Apritelo. A questo punto avrete a che fare con una finestra su cui sarà scritto qualcosa del tipo: "Welcome to Darwin!"; la figura qui sotto vale più di cento parole.

welcome.gif

Il semplice comando che dovrete aggiungere dovrà essere immesso proprio dopo il segno percentuale. Digitate:

sudo sh /etc/daily

premete il tasto "Invio". A questo punto il terminale vi chiederà la vostra password da amministratore. Fornitegliela; non spaventatevi se digitandola non vedrete comparire un bel nulla. Si tratta di una precauzione del sistema per impedire che chi vi sta accanto possa carpire la vostra password. Premete "Invio". Il processo ha inizio immediatamente, e non vi resta che aspettare che si concluda. Una volta terminato, avrete sullo schermo qualcosa del genere.

remove.gif

Chiudete il terminale, perché avrete finito. Potete sostituire il termine "daily", con "weekly", oppure anche con "monthly"; tutti questi termini infatti non fanno che avviare quei processi programmati settimanalmente, o mensilmente (oppure ogni giorno), di cui abbiamo parlato poco prima. Quello mensile, di solito, si porta via un po' più di tempo.

La conclusione

La morale (se vogliamo darle questo nome), è che MacOS X, nonostante sia un sistema operativo basato su "Unix", permette la creazione (oppure il porting), di applicazioni che aiutano l'utente (senza alcuna voglia di imparare roba tecnica), ad avere col proprio Mac il solito approccio amichevole. Viceversa, gli smanettoni avranno pane per i loro denti. Sono finiti i tempi del caro "ResEdit", il programma gratuito della Apple che permetteva di editare alcuni aspetti di MacOS 9. Ma attenzione: un uso impreciso del Terminale può causare danni inauditi. Se non sapete cosa state facendo, non fatelo. Ma questo vale anche nella vita di tutti i giorni, giusto?



Data di pubblicazione: 11-02-2003
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