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Come scegliere un Mac

Parte VI - MacBook Air


Sesta parte della nostra guida dedicata ai computer Apple. La prima parte la trovate qui, poi ecco la seconda. Abbiamo quella dedicata all'iMac, quella al Mac Pro e infine abbiamo anche parlato del MacBook.

Quando il MacBook Air fu presentato da Steve Jobs in persona, immediatamente creò attorno a sé commenti di ogni genere. E' il destino (voluto, pianificato, cercato con cura) delle macchine Apple: creare dibattiti, infiammare discussioni, agire in modo che la loro apparizione non scivoli via senza aver creato quell'anomalia nella discussione, nel fiume dell'informazione, capace di rendere il marchio della mela morsicata ancora più "cool".

Prima di iniziare a fare una conoscenza più approfondita di questo computer, ricordiamo alcune sue caratteristiche.
Non è una macchina potente.
Non è espandibile (nemmeno la RAM può essere aggiornata).
Si indirizza a una clientela ben specifica, con necessità altrettanto specifiche.
Soprattutto l'ultimo punto permette di evitare confronti con modelli di computer di altre marche (per esempio gli Eee PC); non perché qui si voglia difendere ad ogni costo i prodotti di Apple. Semplicemente, perché i due produttori hanno in testa differenti categorie di utenti.

Una revisione all'acqua di rose


La recente revisione di questa macchina ci ha consegnato qualcosa di meno costoso, e con processori che evolvono (1.86 e 2.13 GHz), e qualche ritocco qua e là. Nulla di rivoluzionario comunque.
Apple è intervenuta sulla scheda grafica, la cui memoria resta sì condivisa con quella principale (2 GB a 1066 MHz, senza possibilità alcuna di aggiornarla), ma almeno è più potente. Si tratta di una NVIDIA GeForce 9400M a 256 MB. Inoltre, fa la sua comparsa la connessione Mini DisplayPort che permette all'utente di collegare il portatile ad un Apple Cinema Display HD 30".
Superfluo ricordare come il cavo sia venduto a parte. Idem se avete uno schermo con DVI,VGA o Dual-DVI: gli adattatori sono a parte.

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Ovviamente il MacBook Air supporta lo schermo Cinema Display HD 30" attraverso la nuova connessione Mini DisplayPort. Ma purtroppo l'adattatore è venduto a parte. A 99,00 Euro

Come sempre, resta una porta USB 2.0 e niente supporto ottico (venduto a parte). Ma i punti di forza di questa macchina (lo si è accennato all'inizio), non sono affatto le prestazioni. Ma la tastiera (retroilluminata), e uno schermo luminoso e grande (1280x800 pixel, da 13 pollici).
E così torniamo brevemente a ricordare a chi si rivolge questa macchina, dal peso di 1,36 Kg.

Chi viaggia tanto, e si trova spesso a scrivere nei posti più diversi, e a effettuare delle presentazioni, è alla ricerca di una macchina leggera, che garantisca una superficie di lavoro decente. Il MacBook Air risponde a questi requisiti. La tastiera è comoda, grande, così come il trackpad multi-touch (non in vetro, come invece accade coi MacBook Pro).
Lo schermo è ottimo, luminoso, mentre l'autonomia secondo Apple, viaggia ormai sulle 5 ore; un altro elemento tenuto d'occhio da chi decide di compiere il salto verso i portatili. Essendo una macchina per nomadi digitali, avrete notato l'assenza di una porta Ethernet. Apple include nella confezione un adattatore da collegare alla porta USB 2.0. Per il resto, Bluetooth 2.1+ EDR e Airport Extreme sono ovviamente integrate.

Il disco SSD

Volgiamo adesso la nostra attenzione sul fatto che il MacBook Air offre, in opzione, la possibilità di avere al posto del tradizionale disco rigido (da 120 GB a 4200 rpm), un disco SSD. Di che cosa si tratta? E poi, sono davvero così veloci come si dice?

Senza entrare nello specifico, i dischi SSD (Solid State Drives), basano la loro tecnologia sulla memoria flash NAND (come quella delle chiavette USB, certo).
Il loro fascino risiede nel fatto che essendo privi di parti meccaniche (niente disco, niente bracci in movimento e testine che corrono su e giù sulla superficie del disco), sono più leggeri, consumano meno energia (quindi meno usura anche per la batteria), e hanno meno probabilità di guastarsi. La mancanza di parti in movimento garantisce anche prestazioni migliori. Tutti questi pregi sono davvero reali, oppure si tratta solo di propaganda?

Innanzitutto i dischi SSD costano, e hanno capacità per il momento decisamente inferiori rispetto ai dischi tradizionali. Il Mac Book Air per esempio, offre solo un disco da 128 GB. Le cose sono destinate ovviamente a evolversi, e nel futuro immediato avremo dischi più capienti, a prezzi più accessibili. Ma le prestazioni?
Su file piccoli sono decisamente più veloci i dischi SSD, mentre tendono a rallentare quando devono misurarsi con file sostanziosi. C'è anche un altro aspetto che induce a riflettere se scegliere o meno questo nuovo tipo di dischi: le loro prestazioni nel tempo.

Qui la discussione è aperta, e soprattutto in piena evoluzione. Quello che appare abbastanza certo è che un uso di questi dischi nel tempo produce un degrado delle loro prestazioni. Spesso il problema viene superato con un aggiornamento del firmware (come ha fatto di recente Intel che ha avuto problemi coi dischi X 18-M e X 25-M). L'aggiornamento funziona, ma tutti i produttori di questi dischi sono a conoscenza di questo fatto, e stanno lavorando per risolverlo. E' bene che lo sappiate, e poi potete decidere come meglio agire. Di sicuro il futuro dei dischi rigidi tradizionali è ancora fulgido.

La conclusione


La recente revisione del MacBook Air ha avuto i suoi indubbi pregi. Innanzitutto, il taglio del prezzo dei due modelli. In secondo luogo la scheda grafica: benché abbia la memoria RAM condivisa, è stata migliorata garantendo prestazioni superiori. Non crediate si possa lavorarci duramente con Photoshop, ma i progressi ci sono e sono interessanti.

Chi acquista un MacBook Air persegue un solo obiettivo: un computer leggero, capace di garantirgli schermo e tastiera adeguati, e un peso accettabile. Chi ha questo in mente, ed è alla ricerca di un computer robusto, bello e elegante sceglierà la macchina di Apple. Sarà disposto ad accettare i compromessi che la società di Cupertino ha imposto a un simile prodotto: quindi niente potenza bruta del processore, niente possibilità di aggiornarlo in qualche modo, suono mono (già, ricordiamo anche questo particolare), e limitato numero di porte. Non vuole essere affatto la macchina da lavoro per eccellenza, bensì un affidabile compagno di viaggio.
Fa piacere infine sottolineare che l'unico prodotto capace di entrare in concorrenza con il computer di Apple sia di un'azienda italiana. Parliamo di Olidata, che di recente ha presentato Altro. Anche se siamo un sito dedicato alla piattaforma Mac, ci sembrava giusto uscire dalla norma e essere un poco patriottici...

Se lo desideri puoi leggere la parte dedicata al MacBook Pro.

Data di pubblicazione: 06-07-2009

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