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Renderci simpatico OS X

Come sopravvivere al cambio di mentalità

Da Gennaio gli utenti Mac sembrano più scontenti (e ciò è davvero bizzarro), perché sulle nuove macchine non sarà più possibile avviare da un volume con Mac OS 9 e precedenti. Molti, poi, sono convinti che rimarranno fedeli solo al sistema operativo a cui sono abituati, finché sarà possibile, poi si vedrà.
Partiamo dal fatto che se siete da anni fedeli utilizzatori di Macintosh avete dei preconcetti. Eccoli lì, vi vedo già a indicarvi il petto con le mani, a stringere le spalle e sbarrando gli occhi dire "...io???", con fare di chi cade dalle nuvole innocente, eppure sì, ve lo dico io, avete dei preconcetti, siete stati standardizzati da Apple a un certo modo di pensare.
Alzi la mano chi non ha avuto un po' di difficoltà ad entrare in contatto con la nuova interfaccia utente di Mac OS X. Quante volte vi è capitato all'inizio di andare con il puntatore del mouse all'angolo in alto a destra dello schermo, con l'intenzione di cliccare, e arrivati non trovare l'icona del finder, e solo in quel momento realizzare che non c'è più? E quanti di voi hanno cliccato sulla familiare mela della barra dei menù cercando il pannello di controllo, o la scelta risorse?
Visto!? Avete dei preconcetti. Allora lasciate che vi dica che è normale, non vi processeranno certo mai per questo, ma ciò che è sbagliato è affermare che la nuova interfaccia grafica, e il nuovo sistema operativo siano penosamente un flop, un azzardo della Apple, sensibilmente peggiore del Mac OS 9 e reo di aver perso quella facilità d'uso che era vanto per tutti gli utenti della mela.

Colpevoli e innocenti

Alcune cose sono cambiate, è vero ed è sotto gli occhi di tutti, ma non sempre i cambiamenti sono da demonizzare. A chi sostiene che la gestione dei font è diventata incomprensibile con tre cartelle font (che poi sono addirittura quattro), come a chi sostiene che la gestione delle cartelle è sensibilmente peggiorata, non posso proprio dare ragione. Il problema non sta nel sistema operativo, ma nella mancanza di flessibilità. Dovete sapere che il sistema operativo è cambiato del tutto, ora si basa su strutture e interfacce tipiche del mondo di Unix e Linux, prima cosa la multiutenza: ogni persona che vuole utilizzare il computer con OS X lo fa con le sue impostazioni e preferenze, come piacciono a lui. Ogni utente del computer ha una cartella dove sono registrati tutti i dati di quella persona ed oltre ai dati anche tutti i file su cui lavora, e che vuole tenere segreti, quindi se un utente ha un font, che ha comprato per se o che ha creato lui, e non lo vuole condividere con altri utenti, lo mette nella cartella font all'interno della cartella library (libreria) della propria home. Se altrimenti ha un font comune, che vuole rendere disponibile a tutti gli altri utenti, lo mette nella cartella Libreria > Font. Questa cartella rende disponibile il font a tutti gli utenti. La terza cartella è in Sistema >  Libreria > Font, questa cartella è quella che contiene i font di sistema, e non andrebbe modificata mai, se non da esperti, perché contiene quei font che il sistema operativo utilizza, e se non si vuole incorrere nelle ire di un Kernel Panic, o peggio, è meglio lasciarla com'è.
Per quel che riguarda la gestione delle cartelle il discorso è simile, tutto sta nell'abituarsi al modo di pensare diverso, ogni file, impostazione, preferenza, applicazione o quant'altro relativo a un certo utente sarà dentro la sua home, tutto quello che è condiviso sarà fuori dalla cartella Utenti, quindi se cercate qualcosa abituatevi a pensare di chi è. Poi la cartella non è più come una volta costretta a una singola finestra, o aperta o chiusa, ora dovete pensare alle finestre del Finder come a dei telescopi puntati sulle stelle, che sono le vostre cartelle, e quindi ci possono essere più finestre che visualizzano la stessa cartella. Questo può portare enormi vantaggi, se ci si abitua, perché permette di avere sulla stessa cartella più visualizzazioni diverse, per copiare con una, perché volete mettere le icone in un vostro ordine, per cercare un'altra, con la vista a elenco, e per spostare file intrusi, mettendola per colonne e trascinandoli via in altre cartelle, e via dicendo.

Dock perché sei tu Dock?

Questa trovata della Apple sembra incontrare critiche feroci più che altro. Perché, si chiederebbe chiunque non avesse mai visto e provato OS X, e l'utente scontento comincerebbe a snocciolare problemi di comprensione, flessibilità, utilità,  eccetera. Provate a pensare senza condizionamenti, il dock è un sistema per avere immediatamente disponibile le applicazioni più usate e più introvabili nel marasma dell'hard disk, inoltre ci si può mettere cartelle di utilizzo frequente, e selezionare un oggetto contenuto in queste tenendo premuto control quando si clicca sull'icona, inoltre con questo sistema cliccando sull'icona di applicazioni si può accedere a controlli e funzioni della stessa. Il dock è anche lo spazio dove vanno le cartelle minimizzate, è una striscia multiuso utile proprio perché se si cerca qualcosa è il primo posto dove si può andare a cercare.
Eppure leggendo le riviste specializzate di Macintosh, il dock viene demonizzato, citando esperti che lo indicano come uno dei responsabili del degrado delle qualità intuitive del sistema. Mi consolo pensando che nel 1600 quelli che pensavano che la terra girasse attorno al sole fossero considerati dei pazzi eretici.

Il sistema cattivo cattivo

Molte scelte degli sviluppatori di MacOS X sono discutibili, anche perché sono programmatori abituati a Unix, ma ci sono cose che sono cambiate in meglio, la grafica, la maggior facilità di programmazione, la compatibilità con tutti gli standard, la possibilità di utilizzare molti software open source e la presenza di applicazioni dedicate a soddisfare tutti i bisogni digitali della creatività casalinga degli utenti. L'estensione obbligatoria, che può essere tenuta nascosta, su tutti i file non è un avvicinarsi a Windows, ma è un sistema per essere pienamente compatibili sulle reti, vera linfa dell'informatica di oggi, anche prima OS9 riconosceva le estensioni, ma gli altri computer quando ricevevano i documenti dal Mac non sapevano leggerli.
A mia modesta opinione, OS X è un grande sistema operativo, ma bisogna usarlo come se si usasse un computer per la prima volta, essendo flessibili, cercando di capire come funziona adattandosi e non criticando tutto ciò che ha di diverso dai suoi precedenti. Se sarete aperti a usarlo con felicità, per le potenzialità che ha, e non vi arrabbierete per le sue mancanze vere o presunte, vi saprà dare grandi soddisfazioni.



Data di pubblicazione: 29-05-2003
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