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Corso di Photoshop 5.0

I colori e le preferenze

Salve a tutti.
Eccoci alla seconda puntata del corso di Adobe Photoshop. Nella prima puntata abbiamo imparato ad impostare il nostro Mac nella maniera ottimale per usare Photoshop, ora diamo uno sguardo al programma vero e proprio.
Prima di aprire il programma, però, sarà bene calibrare il monitor per avere una fedele riproduzione del colore.
Cominciamo con un po' di teoria del colore.
Il colore di un'immagine che vediamo sul monitor e il colore della stessa che vediamo stampata su un libro, è stato ottenuto in maniera diversa (o, più esattamente, l'uno nella maniera opposto dell'altro).
Vi sono infatti due tipi di rappresentazione del colore: attraverso la sintesi ADDITIVA e la sintesi SOTTRATTIVA.
La prima, quella additiva, è utilizzata per visualizzare un colore sul monitor. Il monitor produce le immagini rendendo luminosi i fosfori) colorati sullo schermo, attraverso un fascio di elettroni. Ogni punto dello schermo (detto pixel) è costituito da tre fosfori colorati: uno rosso, uno verde, uno blu.

Volete vederli? Niente di più semplice: prendete una lente di ingrandimento (non è importante che sia tanto potente) e appoggiatela su una parte del video bianca. Vedrete tante piccole linee, una rossa, una verde, una blu.
La domanda sorge spontanea: com'è possibile che vi siano tanti rossi, verdi, blu sullo schermo, mentre invece, da lontano e a occhio nudo, esso si vede bianco? Proprio per la sintesi additiva: il monitor, spento, è nero: questo vuol dire che tutti i pixel sono "spenti". Per avere il bianco, tutti i pixel rossi, verdi, blu, si accenderanno con la massima luminosità. L'occhio umano verrà "ingannato" e vedrà lo schermo bianco. Allo stesso modo, per vedere il blu, verranno accesi solamente i pixel blu, mentre i verdi e i rossi rimarranno spenti. Per avere, per esempio, il giallo, i pixel rossi e verdi saranno accesi, i blu spenti. Unendo il rosso e il verde, il nostro occhio vedrà il giallo. Per un grigio basterà che i pixel siano tutti e tre accesi insieme, ma con una luminosità ridotta. Così come per un rosso "spento": solo i pixel rossi accesi, ma con una luminosità inferiore, e i pixel verdi e blu spenti. Con questi tre colori, detti "primari", rosso, verde, blu, possiamo comporre qualsiasi colore esistente.
Ora vediamo il metodo di stampa. Qui il discorso è opposto: il foglio è bianco, e per colorarlo bisognerà "versare" colore su di esso.

La sintesi si chiama SOTTRATTIVA: stavolta il rosso, il verde e il blu non ci servono. Per ottenere colori su carta si utilizzano i colori "opposti" (colori secondari) a quelli che utilizziamo per vedere sul monitor. Questi colori sono il CIANO (un azzurrino), il MAGENTA, il GIALLO e il NERO. (Attenzione: il nero, teoricamente, si otterrebbe mescolando il ciano, il magenta e il giallo, ma per ottenere un nero "puro" chi stampa ha sempre un inchiostro nero, visto che mescolando i tre colori invece di un nero si ottiene un marrone scuro.)
Vogliamo ottenere il rosso? Bene, utilizziamo magenta più giallo. Vogliamo il blu? Mettiamo insieme ciano e un po' di magenta. E così via.
Tutto questo discorso serve per spiegare che non sempre (anzi, in realtà mai) i colori che vediamo sullo schermo saranno tali e quali a quelli che vedremo poi stampati. Ovviamente, se il lavoro che vogliamo fare è destinato alla grafica Internet (o se comunque non si deve stamparlo) questo problema non si pone: si lavorerà sempre nel metodo RGB (rosso, verde, blu). Se invece il lavoro è un libro o comunque qualcosa che dovrete stampare con la vostra stampante, bisognerà fare grande attenzione a questo discorso: potremmo rischiare di vedere una bella immagine di un mare blu e poi, quando lo stamperemo, ci ritroveremo un mare violetto! Strano, vero? Beh, se non avete mai posto l'attenzione a questa differenza (RGB e CMYK) è il momento di iniziare. Dovremo imparare a leggere le "percentuali" di Ciano, Magenta, Giallo, Nero attraverso la palette INFO di Photoshop piuttosto che guardare com'è l'immagine a video. Ricordatevi: MAI fidarsi del colore che state vedendo sul vostro monitor!
Comunque, per partire non facciamoci prendere dal panico. Le percentuali di colore le vedremo in seguito, per ora iniziamo a lavorare guardando i colori "normalmente".

E' ora di calibrare il monitor.
La calibrazione del monitor è un processo lento e di precisione, che si può fare utilizzando il semplice programma Adobe Gamma oppure, dove si richiede una fedeltà estrema, attraverso un apparecchio chiamato Densitometro che misura esattamente il colore di un punto sulla carta e di un punto a video. Ma dato che un densitometro costa parecchi milioni (e non tutti ne possiedono uno!) ci limiteremo a calibrare il nostro monitor con il programma fornito insieme a Photoshop, appunto Adobe Gamma.

Nel vostro Pannello di Controllo dovreste avere il programma Adobe Gamma. Se non l'avete, lo trovate nel CD di installazione di Photoshop.
Aprite il controllo e scegliete la versione "Passo a passo (Assistente)". Seguite le istruzioni, e alla fine date il nome del file creato, che potreste chiamarlo PROFILO OK o PROFILO CALIBRATO.
Cliccate su FINE e avete completato la calibrazione del monitor.
Ora aprite il controllo "Suono e Monitor" (o su MacOS 9 "Monitor) , cliccate sulla voce COLORE e scegliete come "Profilo ColorSync" il file che avete appena creato.

Questa calibrazione "di base" per ora è più che sufficiente.
Il mio consiglio, in ogni caso, è far stampare da una tipografia una digitale del file "Ole No Moire.tif" presente nella cartella Photoshop/Goodies/Calibration, e da questa stampa regolare il monitor attraverso Adobe Gamma fino ad avere i colori più simili possibile.
In ogni caso, ora possiamo incominciare a lavorare con Photoshop.
Diamo uno sguardo alle preferenze, per impostarle in maniera ottimale. Clicchiamo su "File / Preferenze / Generali". Impostate le preferenze nel modo che segue:

  • Selettore colore: PHOTOSHOP
  • Interpolazione: BICUBICA (migliore).
  • Opzioni: selezionate solo:
  • Anti-alias PostScript
  • Mostra consigli su strumenti
  • Cursore colore dinamici
  • Salva posizioni palette

Selezionate "Esporta Appunti" solo se volete salvare il contenuto di un Copia/Incolla quando uscite da Photoshop. Ma questa operazione occupa sempre parecchio tempo (anche alcuni minuti) ogni volta che selezionate un'applicazione diversa da Photoshop, quindi non la consiglio a chi ha un computer lento o con poca memoria.

Dalle preferenze generali passiamo alla voce "Salvataggio dei file", selezioniamo:

  • Anteprima: Salva sempre
    • Icona
    • Miniatura Macintosh
    • (opzionale) Miniatura Windows
  • Aggiungi estensione del file: Mai
  • Selezionate la voce "Compatibilità file"

Ora passiamo alla voce "Visualizzazione e cursori".

Alla voce Visualizzazione selezioniamo solo "Usa dithering diffusione", le altre tre lasciamole deselezionate.
Selezioniamo come Cursore di disegno la voce "Dimensione Pennello" e come Altri Cursori "Preciso".

Lasciamo stare la voce "trasparenze e gamma" e passiamo a "unità di misura e righelli".
Qui diamo come Unità "CM" , dimensione colonna 15 pica, distanza 1 pica, Dimensione punti/pica "Postscript".

Lasciamo stare anche la voce Guide e griglia, sulla voce Plug-in e dischi memoria virtuale dovreste avere già le impostazioni predefinite.
Alla voce Cache Immagine, selezioniamo 8 livelli cache (se avete abbastanza memoria) e selezioniamo la voce "Usa cache per istogrammi".

Fatto questo, avete impostato nel modo ottimale le preferenze. In ogni caso, in seguito fate pure delle prove per capire meglio il funzionamento di queste voci, forse potreste trovarvi meglio con impostazioni diverse.

Ora si può partire veramente!

Nella prossima puntata vedremo i vari approcci da affrontare nella realizzazione di un lavoro ex novo, da scanner, per la pubblicazione web o per la stampa.

E per ogni dubbio, chiarimento o suggerimento, scrivetemi pure.



Data di pubblicazione: 29-04-2000
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