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StoryMill 3.2

Un utile alleato nella scrittura


Secondo l'opinione di molti, Word è l'applicazione per la scrittura per eccellenza. Peccato che questa sia una definizione troppo generale: è un programma di videoscrittura, potente, non molto amichevole, non molto adatto a chi invece ha necessità di scrivere racconti, o romanzi.
Per questi scopi, sono invece necessari applicazioni che offrano un altro approccio basato sulla semplicità; e soprattutto una serie di funzioni, che non si trovano in Word. O se si trovano, sono troppo cervellotiche. Ecco perché sulla piattaforma Mac fioriscono applicazioni dedicate alla scrittura, e tutte di buon livello.
Non si tratta di pestare le dita su una tastiera, ma di gestire personaggi, relazioni, luoghi e/o periodi temporali (nel caso di racconti).

StoryMill non è l'ultimo arrivato, ma è piuttosto un veterano per chi con le parole ci scrive. Prodotto da Mariner Software (di cui ho recensito MacJournal, applicazione per la gestione di blog), è probabilmente lo strumento che aiuta meglio chi ha intenzione di scrivere storie complesse. Vediamo di conoscerlo meglio.

Il tuo racconto con StoryMill


D'accordo, prima ho anche parlato di guide. In realtà StoryMill è l'applicazione ideale per chi scrive racconti o romanzi. Come riesce ad aiutare, senza ovviamente sostituire l'autore, e garantendogli anzi l'adeguata serenità, e libertà?
Per comprendere bene la filosofia di base di questo software, bisogna tenere conto di questa sua caratteristica: la flessibilità. Non impone nulla, da nessuna parte troverai mai che "devi" fare così, oppure niente da fare. StoryMill garantisce una libertà di gestione dei propri contenuti pressoché assoluta. Non è l'utente che deve adattarsi, bensì è l'applicazione mette a disposizione un insieme di pregi e caratteristiche che ciascuno può usare come meglio crede.

L'unico sforzo da compiere quando si inizia ad usare l'applicazione è capire l'idea su cui si basa. StoryMill una volta lanciato, presenta un'interfaccia semplice, che su Mac OS X siamo abituati a conoscere. Una parte centrale, e due colonne laterali, rispettivamente a destra e a sinistra.

storymillinterfaccia

L'interfaccia è in puro stile Mac OS X: l'area di lavoro al centro, due colonne rispettivamente a destra e a sinistra

L'elemento che governa o meglio, ordina e racchiude tutto quello che scriverai è il capitolo, che contiene le scene. Tutto quello che darai in pasto al lettore sarà qui.

Ordine e criterio


Occorre capire che gli elementi della colonna di sinistra rappresentano delle viste: sia i capitoli, che le scene che i personaggi o i luoghi dove si svolge la storia.

storymillcolonnasx

In "cima" a tutto, c'è il capitolo, che racchiude: scene, personaggi, luoghi, proposte.

Il concetto della vista è troppo ostico? Allora prova a pensarlo come le celeberrime matrioske. Quelle bambole che al loro interno ne contengono un'altra, e poi un'altra ancora, esatto! Il capitolo è la bambola più grande, poi aprendo trovi le scene, quindi i personaggi, poi i luoghi... Ad uno sguardo appena superficiale può apparire cervellotico, ma in realtà è così che si scrive un racconto, o un romanzo. Si mettono assieme i vari elementi sino a comporre l'opera che poi vedrà la pubblicazione (si spera!).

La scena è un elemento importante: lì trovano posto gli eventi, i personaggi, l'azione insomma. Ciascuna di esse racchiude proprietà (riepilogate nella colonna di destra), il cui scopo è aiutarti a tenere sotto controllo l'evoluzione dell'opera. Ecco allora lo stato (della scena: se richiede lavoro, è solo un abbozzo), i personaggi coinvolti, la data di inizio, o di fine, eccetera.

storymillcolonnadx

Qui sono elencate le proprietà dell'elemento selezionato: chi sono i protagonisti della scena? Dove si svolge? E' da rivedere, solo una bozza, oppure è terminato?

Attenzione: la scena offre due viste (o matrioske che dir si voglia): cioè nota e testo. La prima si può usare quando il racconto è ancora agli inizi, e occorre raccogliere idee, valutare i nodi della storia, decidere le relazioni tra i personaggi, i luoghi, eccetera. Il testo organizzato e compiuto, sarà il passo successivo. La finestra al centro racchiude una serie di comandi per intervenire sul testo: font, dimensioni, stili. Tutto a portata di clic.

storymillnote

Nella parte superiore, l'elenco delle scene. In basso, dove digitare lo scritto. Un doppio clic su una voce dell'elenco, farà aprire una finestra priva delle colonne, in modo da scrivere con più agio.

Trova, e proponi


La funzione di Ricerca è utile, se il racconto è davvero lungo. Si inserisce il termine da scovare, e ... vengono proposte le scene dove esso ricorre. Peccato solo che StoryMill non pensi ad evidenziare in qualche modo il frutto della ricerca; in una lunga pagina di testo scovare "Pippo" può essere decisamente frustrante!
Per fortuna l'applicazione ha un altro strumento decisamente interessante: sono le Smart Views. In pratica lavorano sullo stesso principio delle cartelle Smart che abbiamo imparato a conoscere e apprezzare in Mac OS X.
Le "Viste Intelligenti" si attivano innanzitutto spostando l'attenzione nella barra di stato della colonna di sinistra, e premendo la ruota dentata quindi "Aggiungi Smart View".

storymillsmartview

La forza delle Smart Views però, risiede nel lavoro svolto a monte. Un uso diffuso di tag per esempio, ne amplifica le capacità di ricerca, e quindi la sua utilità

Occorre precisare che ricorrere ai tag (parole che permettono di collegare per esempio diverse parti di un racconto), aiuta moltissimo. Se per esempio nel racconto di 600 pagine dobbiamo controllare in quali contesti è stato usato il termine "casseforme", basta usare durante la scrittura della nostra opera un tag appunto "casseforme" in tutte le scene in cui ricorre, quindi creare una Smart Views capace di fornirci solo le scene dove compare. L'esempio magari non è perfettamente calzante; ma aiuta a capire come su opere complesse, difficili da gestire, una loro adeguata pianificazione a monte è assolutamente indispensabile. Poi, ci penserà StoryMill a dare una mano all'utente.
La funzione "Submissions" altro non è che un mezzo per tenere traccia di tutte le case editrici cui si è inviato il proprio racconto!

Lavorare col testo


Sino ad adesso abbiamo dato un'occhiata a quello che è necessario per usare in maniera appropriata StoryMill. Pur essendo consapevole della difficoltà di parlare di ogni caratteristica di questa applicazione, proviamoci!
StoryMill offre le solite funzioni relative al controllo del testo e dell'ortografia, oltre ad un paio di inedite. Una per evidenziare i cliché, l'altro la frequenza delle parole. Fermo restando che un dizionario e abbondanti letture dovrebbe aiutare a non ricorrere a questo tipo di strumenti, spesso poco precisi.
Poi troveremo la funzione "Cerca e sostituisci"; l'immancabile righello; gli stili; e la suddivisione delle finestre, sia orizzontale, che verticale.

storymillfinestresudd

Un doppio clic sul capitolo che raccoglie le scene, apre una finestra più generale del nostro lavoro. Qui potremo attivare la suddivisione delle finestre

Può mancare la funzione "Schermo pieno"?. No, e infatti è ben presente e utilissima.
Le annotazioni sono un utile alleato prima di dichiarare il lavoro concluso. Nulla vieta di usarle come meglio si crede; ma si può ricorrere ad esse quando dopo una prima stesura abbastanza completa, occorre iniziare a lavorare di fino. Quindi eliminare ridondanze, ripetizioni, aggiungere particolari, o eliminarne di inutili. Essendo però dettagli, ci si potrà concentrare su di essi in un secondo tempo. Annotandoli, potremo evitare di scorrere il testo alla loro ricerca, poiché ci sposteremo velocemente da un punto all'altro del testo. Con un clic.

storymillannotazioni

Certe sbavature possono essere rifinite dopo, con più calma. La funzione "Annotazioni" permette con un clic di passare dall'una (magari a pagina 25), all'altra (a pagina 172)

Altra comodità del lavorare sulle scene è la libertà che il programma offre quando per esempio si ricorre al menu contestuale. Un clic permette di avere a portata di mano tutti i protagonisti coinvolti, il luogo in cui si svolge la scena, definirne lo stato o aggiungere un tag.

storymillmenucontestuale

Il menu contestuale è un'arma spesso sottovalutata dagli utenti. StoryMill ovviamente sfrutta questa capacità in vari modi

Occorre tenere presente un elemento non secondario di StoryMill. Se pure si tratta di un'ottima applicazione per scrivere, e quindi gestire un progetto complesso come la creazione di un romanzo o racconto lungo, non offre affatto alcune caratteristiche di editing. Quali? Il numero delle pagine, le intestazioni e il piè di pagina, e altro ancora. Come se ne esce?
Esportando.

storymillesporta

L'opzione "Archivio>Esporta" fa apparire una finestra con al centro un'anteprima di come sarà il testo. Il menu a discesa nella barra di stato permette di scegliere come esportare il testo

In conclusione


StoryMill può essere scaricato in versione dimostrativa: per trenta volte sarà possibile lanciarlo e lavorarci senza alcuna limitazione. Dopo, non salverà più nulla e si dovrà acquistare, o liberarsene.
Ha altre qualità decisamente interessanti: la Time line (o linea temporale), strumento importante se la storia si sviluppa nel tempo e occorre evitare pasticci... temporali. La Storyline (trova spazio "dentro" la Timeline), per fare ordine nella sequenza cronologica delle diverse scene che si svolgono in una stessa settimana.
Ogni storia che si rispetti ha un evento scatenante, i cui effetti poi si ripercuotono su uno o più personaggi. StoryMill permette di "fissare" l'evento nella Timeline, inserendo il momento esatto in cui si è verificato, e dandogli anche un nome.
Altra qualità di questa applicazione: la possibilità di creare template (modelli insomma). Immaginiamo di creare una serie di storie ambientate in un periodo storico ben preciso. Il template raccoglierà note e personaggi relativi ad esse, e a cui attingeremo ogni volta che dovremo scrivere un nuovo libro della nostra formidabile trilogia!
In ordine sparso segnalo: il salvataggio automatico dei documenti. L'opzione (per chi è abbonato al servizio MobileMe di Apple), di fare il backup su iDisk e un'altra che effettua il backup su una cartella apposita chiamata "StoryMill Backups".

Certo, non è lo strumento completo e assoluto che forse alcuni vorrebbero; mancano appunto i piè di pagina (ma sono indispensabili per le guide tecniche, StoryMill non ha una tale ambizione), le intestazioni, la possibilità di inserire i numeri di pagina. Non esporta nel formato di Pages di Apple, e non salva in quello "aperto" ODF (alla base di OpenOffice e NeoOffice. E pensare che TextEdit, gratuito e incluso in tutti i Mac, permette invece di salvare in ODF), e questa forse è una mancanza grossolana. Però è in italiano, racchiude un tutorial (in inglese), e una guida in PDF (questa in italiano, curata da Active Software che nel nostro Paese commercializza l'applicazione).
StoryMill in breve tempo si dimostra un prezioso alleato nella scrittura della propria storia. Impone un ordine e una disciplina minima agli inizi, fornendo però strumenti interessanti, potenti, e senza costringere mai l'utente a piegarsi ai suoi voleri.
Inoltre è economico, non va in crash, è ben integrato con Mac OS X. Sicuramente da provare, a fondo.

Scheda prodotto


Nome StoryMill
Categoria Applicazione di videoscrittura
Produttore Mariner Software
Prezzo: 49,95 Dollari (download diretto dal sito del produttore) In Italia la distribuzione è curata da Active Software.

Pro In italiano. Interessanti funzioni di ricerca (Smart Views). Buoni strumenti di controllo sullo sviluppo della storia (grazie ai tag). Funzione "Schermo pieno". Interfaccia in stile Mac pulita e intuitiva.

Contro: non esporta nel formato di Pages. Salva in formato proprietario. La mancanza di alcune funzioni (intestazioni, piè di pagina), costringe l'utente ad avvalersi in un secondo tempo di altri programmi.

Data di pubblicazione: 19-10-2009

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