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I su e giù di Steve Jobs

Biografia non autorizzata sul CEO di Apple

“Steve Jobs come non lo avete mai visto”. Questo potrebbe essere il sottotitolo di questa biografia firmata Alan Deutschman, giornalista del mensile americano Vanity Fair, uscita in Italia nello scorso marzo. Steve Jobs, si sa, è un personaggio in merito al quale si possono avere opinioni contrastanti. In questo libro viene ritratto mostrandone tutte le sfaccettature, al punto che si parla di uno “Steve-il-buono” e di uno “Steve-il-cattivo”, due lati di una stessa persona che emergono in base alle circostanze. Per i fans di Apple questo libro è un must. Scoprirete quale serie di avvenimenti hanno fatto sì che voi ora siate seduti davanti ad un Mac piuttosto che davanti ad un PC e come Apple abbia perso un’occasione storica per diventare leader nel mondo dei personal computer. La storia di Jobs si intreccia con quella delle aziende da lui fondate nel corso degli anni: Apple, NeXT e Pixar. Il titolo scelto per la traduzione italiana è più azzeccato di quello originale inglese (The second coming of Steve Jobs, il cui equivalente italiano è più o meno “Il ritorno di Steve Jobs”), in quanto la vita di questo personaggio è stata un continuo passaggio dalle stalle alle stelle e viceversa. La vita di Steve inizia con un’adolescenza travagliata, poi gli onori e le glorie della neonata Apple negli anni Settanta, quando non è ancora trentenne. In seguito a ciò, negli anni Ottanta, la cacciata da Apple da parte di Sculley, seguita dalla fondazione della NeXT, dapprima acclamata dalla stampa e in seguito gettata nella polvere a causa dell’insuccesso commerciale. Negli anni Novanta è il momento della Pixar, azienda specializzata in animazione 3D. Questa, come la NeXT, succhierà soldi a Steve per tanti anni. Ma a differenza della prima, si trasformerà dal suo hobby alla sua salvezza finanziaria, grazie all’accordo con la Disney, a Toy Story e ad una quotazione in Borsa a prezzi da capogiro. Tra alti e bassi arriverà 1996, anno del suo ritorno come consigliere alla Apple, la quale nel frattempo si troverà sull’orlo del fallimento. Spetterà a lui, che a quel punto per la stampa è di nuovo un eroe, riportarla ai vecchi fasti. E da lì in poi è storia recente: tagli di costi nel settore ricerca, lancio dell’iMac (ispirato dall’idea di Network Computer di Ellison), fino al raggiungimento, nel 1999, di nuovi massimi storici del titolo della Mela a Wall Street.

Questa è la storia ufficiale, quella più nota e da sempre raccontata dai media. Ma c’è tutta una serie di fatti, eventi e aneddoti raccolti dall’autore dalle più svariate fonti, che ci fanno meglio capire la personalità di Steve. E sono questi fatti, a volte raccontanti in tono un po' pettegolo, che rappresentano il vero valore aggiunto di questa biografia non autorizzata e che invogliano a continuare la lettura del libro. Troverete aneddoti sulle cose più svariate: il suo rapporto con Bill Gates, quello con lo Zen, le sue tante relazioni amorose, il suo life-style a metà tra un hippy ed un multimilionario megalomane. Senza dimenticare le sue sfuriate dai toni arroganti verso i dipendenti che non riescono a trasformare in prodotto finito ciò che a lui passa per la testa. L'esatto contrario da cone appare al MacWorld Expo. In quelle occasioni diviene un oratore carismatico, abile a tal punto da mantenere in suspense una folla per più di due ore, fingere un abbandono dei microfoni nel punto più alto del discorso e ritornare sui suoi passi per concludere con l’annuncio più importante. Questo libro, oltre a trattare in particolare di Jobs e della Apple, non tralascia approfondimenti sulle società della Silicon Valley che hanno giocato e giocano un ruolo chiave nella rivoluzione tecnologica, che è iniziata proprio quando quei due ragazzi costruirono uno scatolotto grigio in quel garage...


Informazioni

Titolo: I su e giù di Steve Jobs
Autore: Alan Deutschman
Editore Arcana Libri
Tipologia Biografia
Pagine 238
Prezzo 17 euro

 



Data di pubblicazione: 30-06-2002
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