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Rhem 3

The Secret Library


Il videogioco Rhem approda alla terza puntata, e nella testa di chi scrive (e di chi legge), gira una sola domanda: è all'altezza della fama che si è ritagliato attraverso gli anni?
Per chi non ne sapesse nulla: stiamo parlando di un tipo gioco che fa parte del genere "punta&clicca", e dove non esistono mostri da uccidere, o nemici da abbattere prima che essi abbattano noi.
Ci si muove senza fretta e in solitudine in un esteso mondo dove il giocatore è impegnato nella risoluzione di rompicapo ed enigmi che gli permetteranno di accedere a locali, corridoi, di oltrepassare porte e accedere a stanze dove lo attenderanno macchinari e strutture sorprendenti, da far funzionare per proseguire l'avventura. L'obiettivo di tutto questo? Riuscire a scoprire l'ultimo (sarà davvero l'ultimo?) segreto di Rhem.

Inserisci, installa, gioca

Rhem 3 arriva in una semplice custodia che contiene il CD-ROM sia per Mac che per PC. L'installazione sul disco rigido del proprio computer porta via pochi minuti, e quindi si inizia a giocare. Non preoccupatevi troppo dei requisiti di sistema: basta un G3 a 500 MHz e 256 MB di RAM. E se avete un MacIntel, non fate quella faccia: gira anche su queste macchine.
L'interfaccia del gioco è estremamente semplice: se occorre prendere qualcosa, il cursore assume le fattezze di una mano, mentre quando ci si può spostare in una certa direzione, assume quella di una mano con il dito indice a segnalare dove andare.
Non esiste alcun motore grafico, ma ci si muove in un vasto ambiente renderizzato (con maggiore cura rispetto alla prima puntata recensita qui), semplicemente cliccando. La transizione tra una slide e l'altra può essere impostata andando nelle Preferenze del gioco, ma il lavoro svolto per rendere più fluida ed coinvolgente l'esperienza di gioco è tangibile.
Alla base della finestra del gioco, sono presenti 4 icone, visibili se si muove il cursore al di fuori della finestra del gioco (finestra che possiamo scegliere se a tutto schermo oppure no).
Si tratta di una scatola (destinata a contenere gli elementi che scoveremo lungo il gioco); un compasso per indicare verso quale punto cardinale siamo rivolti (non è una sciocchezza: in Rhem perdersi non è difficile), una ruota per tornare alle Preferenze, salvare la sessione di gioco, caricare quella precedente e/o uscire, e un libro. Qui è presente la mappa della Libreria cui si fa riferimento nel titolo.
Ma passiamo al gioco.

La storia è un pretesto

Il gioco si apre con una lettera inviataci da Zetais, in cui ci avverte che è necessario tornare a Rhem (dove si trova l'altro fratello Kales), per risolvere il mistero del relitto.

rhemavvio


Piccolo avvertimento: non è necessario aver giocato alla scorsa puntata per affrontare il terzo capitolo di questa saga.
Quindi ci ritroviamo a bordo del veicolo a rotaia di cui abbiamo già fatto la conoscenza nelle puntate precedenti, e partiamo alla volta di Rhem.

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Una volta arrivati, avremo a che fare con un filmato in cui Kales, il fratello di Zetais, ci darà il benvenuto e ci farà entrare all'interno del mondo di Rhem.

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Qui probabilmente incontriamo il punto debole del gioco: i filmati non sono granché, ma in fondo né la storia, né la qualità con cui questi video sono realizzati rappresentano il punto forte del gioco.

Che la sfida abbia inizio

Il bello di un gioco come questo è la sottile sfida che lancia all'intelligenza del giocatore. Ogni elemento che si incontra, qualunque disegno o suono percepito può rappresentare la chiave per accedere ad un ambiente, o per azionare meccanismi, aprire porte, abbassare passerelle, azionare strani congegni meccanici e/o elettrici.
Abbiate pazienza, ecco il primo consiglio che mi sento di dare. Se pensate di attraversare il mondo di Rhem velocemente, siete fuori strada. Niente fretta, ma calma, e magari anche penna e carta, in modo da prendere nota di quello che appare sul video.

stanzatavolo


A coloro che non amano affatto questo tipo di gioco, balzeranno subito agli occhi i limiti; chi ama questo genere di sfida non li considererà affatto limiti, ma punti di forza. I rompicapo di cui il titolo è formato sono complessi, a volte irritanti, ma perfetti per chi ama sfidare la propria pazienza e intelligenza con un gioco che punta tutto non sugli effetti grafici, ma proprio sulla capacitÓ di scovare collegamenti tra diversi ambienti.

Una tradizione che si conferma

La volta scorsa, quando recensii il primo Rhem, scrissi che era per palati fini. La buona notizia Ŕ questa: Knut Muller continua a percorrere la propria strada, confezionando un gioco che fa dell'atmosfera rarefatta e intrigante, e dei rompicapo complessi e difficili, i suoi punti di forza. Nessuna concezione alle tecnologie, o alle mode; un titolo sotto certi aspetti rude, ma proprio per questo perfetto per quanti considerano gli artifici della grafica un alibi per nascondere stanchezza e mancanza di idee.

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Certo: i detrattori affermeranno che si tratta del solito meccanismo: bisogna entrare in una stanza, e per accedervi occorre mettere in opera tutta una serie di mosse, che se non eseguite nel giusto ordine, non porteranno a niente. Ma a ben vedere tutti i giochi si basano su un meccanismo ripetitivo. Quake, Doom o Call Of Duty impongono al giocatore di assaltare qualcosa, di conquistare una posizione, oppure difenderla, facendo larghissimo uso di texture curatissime, esplosioni, effetti grafici mirabolanti. Ma anch'essi sfruttano lo stesso meccanismo alla base di Rhem: sfidare il giocatore a dimostrare il proprio valore. LÓ ammazzando a pi¨ non posso; qui risolvendo intricati rompicapo.

Una buona notizia finale

Alcuni titoli simili (ci riferiamo ad esempio a Myst), nel corso degli anni hanno dovuto adattarsi al mercato, adottando un motore grafico e investendo pesantemente nel settore grafico. Se questi espedienti hanno immesso linfa nuova nel titolo, a volte non hanno aggiunto nulla di davvero rimarchevole.
Rhem III è rimasto lo stesso del primo capitolo. Le tecnologie impiegate restano Macromedia e QuickTime, e solo l'interfaccia è stata leggermente migliorata. Anche lo sviluppatore Knut Muller continua a sviluppare da solo buona parte del lavoro grosso.

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E per gli amanti del genere, ecco la notizia attesa: Rhem 3 non sarà l'ultimo della serie...

Il giudizio finale

Rhem 3 è in grado di regalare ore e ore di sano divertimento; non è un titolo facile certo, e spesso si sperimenta il fastidio, la frustrazione, di dover procedere avanti e indietro attraverso scale, ambienti, e passerelle per attivare o disattivare (a seconda delle volte), congegni e apparecchiature. Ma alla fine si riprende l'esplorazione dove l'avevamo abbandonata, felici di poter fare affidamento su un gioco semplice e godibile, in grado di attirarci non per gli effetti grafici, o la storia (di fatto inesistente). Bensì per il gusto di risolvere l'intoppo che ci ha bloccato, e scoprire cosa si nasconde dietro quella porta...
Rhem 3 vince ancora per la sua capacità (ancora intatta alla terza puntata), di scommettere su qualità che l'industria videoludica in genere ignora: vale a dire riflessione, spirito di osservazione, capacità di ragionare, e soprattutto niente violenza. Se poi volete provarlo, esiste una versione demo da scaricare dal sito del produttore.

Pregi
Rompicapo complessi. Grafica curata. Requisiti hardware minimi. Atmosfera rilassata e coinvolgente.
Difetti
In inglese. A volte il gioco si dimostra frustrante.
Requisiti hardware
Mac OS X 10.2.8 - Mac OS X 10.4.10 o superiore; processore G3/G4/G5 a 500 MHz, Intelcore; 256 MB di RAM; spazio su disco 700 MB.
Windows - 2000/XP/Vista; processore 500 MHz Pentium III o AMD Athlon; 256 MB di RAM; spazio su disco 700 MB.

Scheda del prodotto
Produttore: Knut Muller
Categoria: avventura
Lingua: inglese
Prezzo: 29,95 Euro
Sito del distributore: RhuneSoft

Data di pubblicazione: 23-04-2008

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