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Plasmare il Web

Road map per siti di qualità


Se costruire un sito Web ormai è alla portata di tutti, certi aspetti fondamentali sono ancora trascurati; perché considerati vincolanti solo per determinate realtà. Già questo è un primo errore. Ecco il secondo: molte realtà medio-grandi presenti sul Web non tengono conto delle qualità che renderebbero la visita al loro sito degna di essere replicata.
Ma gli errori rimarchevoli che si incontrano su una home page, o navigando all'interno di un sito, nascono da una inesistente o pessima progettazione, e da uno sviluppo confuso ed approssimativo.

Per fornire a quanti costruiscono siti Web un modello di azione coerente e attento sia ai temi più in voga (e più disattesi, ahimé), sia all'utente, Roberto Polillo ha curato il volume "Plasmare il Web", per la casa editrice Apogeo.
Quello di Polillo non è un nome nuovo: già autore del precedente: "Il check-up dei siti Web", è docente di Informatica presso l'Università degli Studi di Milano Bicocca; e questo libro rappresenta il naturale completamento di quell'altro.

Una guida per ben cominciare

Oggi gli strumenti per realizzare siti Web permettono una flessibilità e una libertà di espressione insperate. L'arrivo di tecnologie che facilitano il lavoro di gruppo (un esempio banale: la chat), liberano chi si cimenta in questo campo, da tutta una serie di incombenze e tempi morti. Questo dovrebbe permettere di concentrarsi su elementi decisivi per la corretta fruizione di un sito Web: come accessibilità, usabilità, i contenuti (solo per citarne alcuni). Ma questo non avviene ancora.
Il libro di Polillo si inserisce in questo scenario fatto ancora di approssimazione e di scarsa attenzione per temi invece nodali. E si propone come una completa e autorevole guida per fissare le caratteristiche principali di un sito, e riuscire così a produrre un prodotto di qualità. Ma come lo fa?

Con la qualità non si scherza

La creazione e lo sviluppo di un sito Web deve iniziare con la definizione di un modello di qualità. Si potrebbe pensare che un modello di tal genere possa essere frutto di un insieme di conclusioni arbitrarie: ci sono così tanti siti Web, e così diversi, che non ha senso parlare di un modello da applicare a tutti. Questo è un altro errore.
Perché con il termine "modello di qualità" si intende un ventaglio di requisiti irrinunciabili che permetteranno di mantenere un controllo ferreo su quello che si sta costruendo, evitando errori o peggio ancora, rifacimenti. E di ottenere infine utenti soddisfatti.
Su questo aspetto, l'Autore pone molta attenzione; che non deve apparire eccessiva. Questa è una fase che se affrontata nel modo giusto, porta a ridurre drasticamente i tempi di realizzazione, e a rendere più organico e semplice lo sviluppo del sito.

Dalla cascata alla road map

Polillo in seguito parla di una "road map" in sette fasi, e ne auspica la sua adozione: ma concretamente di cosa si tratta?
Di una serie di tappe che prendono avvio dalla definizione degli obiettivi che il sito si propone, sino alla sua pubblicazione in Rete. Ogni tappa termina con un test del sito (o meglio, con la presentazione di un prototipo dello stesso, da testare), allo scopo di evidenziarne limiti o carenze, e procedere rapidamente alla loro soluzione o eliminazione. Ma per quale ragione ci si deve affidare ad una road map?
Molti preferiscono un modello di sviluppo in apparenza più veloce e lineare. Un modello definito "a cascata", dove ogni fase del processo di costruzione e sviluppo del sito è la base di quella successiva. Ma un tale modello si scontra con una realtà che non è mai lineare e ordinata, e questo evidenzia i suoi limiti. Quali: l'impossibilità di tornare velocemente sui propri passi, una sostanziale "rigidità" nell'adeguarsi ai nuovi bisogni del committente e degli utenti, i costi che lievitano (oltre al tempo che va perduto).
Adottare una road map significa avere la possibilità di controllare sistematicamente lo sviluppo del sito, di verificare cosa non funziona (proprio grazie ai test del sito, da offrire ad un campione di utenti), e di intervenire rapidamente, consegnando al termine del lavoro un prodotto affidabile e efficace.
Se ad un'occhiata superficiale questa procedura può apparire eccessivamente puntigliosa, basta in verità poco tempo per intuire la sua ottima adattabilità a qualunque evento.
L'Autore poi propone una serie di esempi tratti dalla sua esperienza, capaci di dimostrare la bontà nella scelta di una road map.

Le grandi assenti

Nel libro Polillo pone giustamente l'accento su due caratteristiche che sui siti Web italiani pare non riscuotano molto successo: si tratta dell'usabilità e l'accessibilità.
Misteriosamente, sono le grandi assenti, come se fornire a tutti gli utenti l'opportunità di accedere a informazioni e servizi, o ottenere la soddisfazione di certi obiettivi, sia un "di più" da non prendere in considerazione. Altro errore commesso da chi realizza siti Web.

Per tutti o per pochi?

Chi legge potrebbe ritenere che un tale libro sia dedicato ai professionisti del Web, e in parte è vero. Ma la qualità della scrittura, assieme alla competenza dell'Autore, ne fanno un acquisto consigliato anche se un domani si deciderà di realizzare solo un sito per la bocciofila sotto casa. Sono tanti infatti gli spunti di riflessione, che di certo stuzzicheranno in chiunque la voglia di migliorarsi, e quindi migliorare il proprio lavoro sul Web.
I dodici capitoli in cui è suddiviso il libro sono poi accompagnati da alcune appendici (6 in tutto), che forniscono materiale (reperibile o sul Web, o in qualunque libreria), ed esempi che contribuiscono a completare un libro competente e curato come pochi in Italia. L'autore inoltre, propone sul proprio sito una serie di modelli da scaricare liberamente.
L'unico appunto che ci sentiamo di muovere riguarda proprio questi file: sono solo in formato Word.


Titolo Plasmare il Web
Autore Roberto Polillo
Collana Guida Completa
Editore Apogeo
Pagine 332
Prezzo 25,00 Euro
ISBN 88-503-2511-8

Data di pubblicazione: 03-11-2006

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