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OpenOffice 2.0

che funziona


Sono due i più conosciuti alfieri di quel vasto movimento che risponde al nome di Open Source: si tratta della Fondazione Mozilla (che produce il navigatore Firefox, il client per la posta elettronica Thunderbird, ma non solo). E OpenOffice, la suite burocratica alternativa a Office di Microsoft, multipiattaforma e multilingua.
OpenOffice nel corso degli ultimi anni ha saputo ritagliarsi una fetta sempre più sostanziosa di utenti che in principio lo hanno adottato spesso "a scatola chiusa". Cioè: è gratis, non è Microsoft.

Cresce il successo

Ma questo atteggiamento rischiava di relegare il programma in una nicchia di mercato, contraddistinta soprattutto dall'ostilità nei confronti della società di Bill Gates. Per fortuna, la vasta comunità che si occupa dello sviluppo e dell'aggiornamento di OpenOffice ha lavorato duro, e da qualche tempo ha reso liberamente scaricabile OpenOffice 2.0 (disponibile anche per la piattaforma Mac).

Anche gli osservatori più scettici hanno decretato che questa versione rappresenta la tappa più importante nel cammino di crescita del programma. Il successo inizia ad premiare questo programma, di cui si contano circa 50 milioni di download prima dell'avvento della versione 2.0 (si tratta di una stima puramente teorica, ma crediamo che sottostimi il numero reale di adozioni). Sono ormai in numero sempre maggiore le realtà medio piccole che guardano al programma con grande attenzione; e aumentano i casi di clamorose migrazioni verso questa soluzione. Tra le ultime, di rilevanza: la municipalità di Vienna.

Tutto questo non capita per caso. Si è lavorato duro sull'interfaccia (più chiara, anche se agli utenti Mac potrebbe non piacere ancora), si è introdotto Base (il modulo per la gestione di database), mentre la compatibilità con i formati proprietari è stata migliorata, e viene presentato il supporto del formato OpenDocument. Ma ci sono un mucchio di altre buone ragione per dare almeno un'occhiata a OpenOffice.

A questo scopo la casa editrice Apogeo (da sempre attenta a ciò che si muove nel mondo Open Source), pubblica "OpenOffice 2.0 che funziona", un'agile manuale di circa 250 pagine, scritto da Michele Marzulli. L'autore tra l'altro, in passato aveva già affrontato la versione 1.1 di OpenOffice, curando la parte relativa alle tecnologie Web nel volume: "OpenOffice.org La guida completa".

Il libro, diviso in 18 capitoli, non ha affatto la presunzione di svelare tutto di questo programma.
Non si tratta della solita guida che tratta l'utente da sprovveduto dicendo: "Clicca sull'icona per avviare il programma". Al contrario: l'Autore ha scelto una formula che riteniamo azzeccata e vincente: quella cioè di fornire al lettore (magari già utilizzatore di un'altra suite burocratica), le informazioni essenziali per cominciare a muoversi con agio nel nuovo ambiente.
Nuovo ambiente che (per volontà della vasta comunità di programmatori che vi lavora da anni), si dimostra di versione in versione sempre più amichevole, e richiama alla memoria proprio quello di Office. La ragione è evidente: mantenendo un'interfaccia il più possibile conforme al prodotto di Redmond, i tempi di adozione di un software alternativo si riducono non poco.

I primi capitoli sono dedicati alla presentazione dei moduli che compongono OpenOffice (Calc, Writer, Base, Impress, eccetera); quindi si passa alla descrizione dell'ambiente di lavoro: si tratta della parte dedicata a coloro che muovono i primi passi in questo genere di applicazione. Il capitolo 3 parla del formato di OpenOffice, poi si passa alle novità più importanti che caratterizzano questa versione 2.0 (capitolo 4). E un capitolo intero (il quinto), ha come oggetto i problemi che possono sorgere nell'adottare questa suite Open Source.

Nulla è perfetto

Già, perché qui nessuno vende nulla, e soprattutto non si vuole magnificare il prodotto al di là dei suoi notevoli pregi, comunque evidenti. Mentre spesso, anzi quasi sempre, le società produttrici di software proprietario usano iperboli per pubblicizzare il loro nuovo programma. Ma il movimento Open Source è davvero differente, e bada molto alla trasparenza. Perciò il manuale si sofferma sull'aspetto dei costi, sui pregiudizi (ahimé, sempre duri a morire), che circondano l'Open Source, sui limiti tecnologi e anche psicologici che in qualche modo rallentano l'utente (o l'azienda), dal fare il grande passo.

Il resto dei capitoli entra nel merito dei diversi moduli che compongono la suite OpenOffice; non in modo dettagliato (lo abbiamo scritto, non è una guida passo-passo), ma fornendo al lettore mediamente esperto, le giuste "coordinate" per iniziare subito a lavorare in modo agevole con questo programma. Il resto lo farà la determinazione dell'utente, la sua voglia di imparare.

Assolutamente condivisibile la scelta di dedicare alcuni capitoli del manuale a spiegare cosa si cela dietro OpenOffice.org, cosa rappresenta (un cenno alla sua nascita, al suo sviluppo), il tipo di licenza con cui viene rilasciato il software. In questa maniera crediamo che il lettore si farà un'idea più precisa e rispettosa del tipo di lavoro portato avanti da sviluppatori sparsi in tutto il mondo; mossi solo da passione.
Il capitolo 17 indica come installare OpenOffice su Linux e Windows - nessuna citazione riguardo alla nostra piattaforma: peccato.

Basterà dire che per vederlo girare su Mac occorre installare X11 (compreso nei CD di installazione di Mac OS X "Tiger"), quindi scaricare il programma, decomprimerlo e iniziare a usarlo.

L'ultimo capitolo infine, offre un utile elenco delle risorse online (in inglese e italiano), utili per chi desidera collaborare o restare informato sull'evoluzione del programma.

L'unico difetto che possiamo segnalare è proprio l'assenza di qualunque informazione riguardo l'installazione di OpenOffice su macchine Apple. Ma essendo il programma multipiattaforma, i consigli e le indicazioni pratiche che si trovano in questo manuale sono applicabili alla versione per Mac di OpenOffice.

Per il resto il libro è godibilissimo: un altro dei suoi pregi è che lo si può iniziare a leggere ordinatamente dall'inizio, oppure sfogliare l'indice e da lì scegliere i capitoli che interessano, lasciando da parte quelli considerati inutili.

L'ultima parola

Se cercate una risorsa cartacea facile da consultare, da tenere a portata di mano, dal prezzo abbordabile e scritto per iniziare subito a misurarsi con questo programma, "OpenOffice 2.0 che funziona" fa per voi.


Titolo OpenOffice 2.0 che funziona
Autore Michele Marzulli
Editore Apogeo
Collana Informatica/Office
Pagine 265
Prezzo 9,90 (scontato 8,41)
ISBN 88-503-2476-6


Data di pubblicazione: 28-06-2006

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