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MacSpeech Dictate

Il riconoscimento vocale per Mac OS X sul banco di prova - Parte II


Questa è la seconda parte della recensione di MacSpeech Dictate. Se lo desideri, puoi leggere la prima relativa all'installazione dell'applicazione, e poi tornare qui.

Chiusa la fase dell'installazione del programma, è necessario prendere confidenza con il suo funzionamento.
MacSpeech Dictate ogni volta che viene avviato, presenterà una piccola finestra chiamata "Blocco note". E' lei che gestirà il testo da noi prodotto, ed è a lei che viene delegato il compito di raccogliere quello che dettiamo. Non è obbligatorio ricorrere ad essa, certo. Come vedremo, la composizione di testo sotto dettatura può essere svolta anche con TextEdit; oppure effettuata in Blocco note e poi esportata in un'altra applicazione per l'editing finale. Ma essendo la sua funzione a dir poco essenziale nell'uso di MacSpeech Dictate, è consigliato usarla in lungo e in largo. Quello che viene trascritto infatti, è "visto" dall'applicazione, che in questo modo affinerà sempre più le sue capacità di comprensione.
Prima di continuare: l'essenziale è comprendere che con il termine "riconoscimento vocale per Mac OS X" si intende un'applicazione che non si limita a scrivere sotto dettatura, ma lancia le applicazioni del sistema operativo, e permette di interagire con il Finder. Non solo dettare lettere o documenti dunque: ma gestire il Mac grazie alla propria voce. Adesso vedremo come.

L'ambiente di lavoro di MacSpeech Dictate


L'applicazione lavora in quattro modalità: Dettato, Comando, Compitazione e Riposo. Per sapere in quale ci troviamo quando la usiamo, basta fare riferimento alla Finestra di Stato: sarà lei a dirci in ogni momento quale profilo è in uso in quel momento, e appunto in quale modalità stiamo lavorando.

mododettato

In modalità Dettato: la finestra può essere spostata sulla scrivania. La luce verde indica che il microfono è pronto a ricevere le nostre parole

modocomandi

Ecco la modalità Comandi: le piccole icone accanto all'ingranaggio (che identifica questa modalità), sono cliccabili. Il microfono porta in primo piano l'applicazione, l'ultima apre la finestra Riconoscimento

modocompitazione

La modalità Compitazione

modoriposo

Ecco infine il modo Riposo, con il quarto lunare: diverso dall'icona rossa che indica che il microfono è spento

Oltre all'addestramento vocale, sarà necessario imparare i vari comandi, allo scopo di far funzionare l'applicazione come si deve; dove si trova la lista che li racchiude tutti?
O ci si rivolge alla guida in PDF allegata al programma (con consigli e indicazioni dettagliate), oppure si attiva una finestra apposita, che si chiama "Comandi disponibili". Fornisce una lista esaustiva di tutti i comandi che si possono usare, in base al contesto in cui ci si trova. Forse troppo esaustiva: perché alla fine si perde tempo a scorrerla per cercare tra i tanti presenti, quello che serve. Meglio spendere il proprio tempo sul PDF...

comandidisponibili

I triangolini possono essere cliccati ed espansi, per scorgere tutti i comandi disponibili.

Tutte queste modalità sono attivabili anche premendo, e tenendo premuto il mouse sull'icona dell'applicazione, presente nel Dock.
Come si passa da una modalità all'altra? Tramite i comandi vocali, certo!

MacSpeech Dictate al lavoro


Nella modalità "Dettato", MacSpeech Dictate scrive quello che dici, oppure esegue i comandi che gli vengono impartiti.
Il problema, almeno agli inizi, è ricordare che occorre pronunciare ogni cosa, compresi i segni di interpunzione. Dimenticare di dire "Virgola" è quasi ovvio.
Esitare a dare un comando produrrà non il comando, ma la sua trascrizione a video. Nulla che non si possa superare con un poco di esercizio.

Come ho scritto in precedenza, il modo di pronunciare le parole ha la sua importanza. Niente grida (anche perché i vicini potrebbero prenderti per uno svitato), ma un tono chiaro, naturale, aiutano l'applicazione a svolgere un buon lavoro. Sforzarsi di essere "professionali" durante l'addestramento, e poi adottare un tono diverso dopo, nello svolgimento dell'attività quotidiana, è controproducente, frustrante, e costringerebbe a riprendere la procedura dell'addestramento. Questo non è un aspetto secondario, ma la chiave del successo con MacSpeech Dictate.
Un consiglio: è bene attivare la finestra "Riconoscimento", e questo è possibile spostandosi nelle Preferenze del programma, e spuntare quindi l'apposita opzione. Il motivo?
E' il sistema migliore per indicare a MacSpeech Dictate eventuali errori. In questa finestra appariranno le diverse interpretazioni che l'applicazione ha dato alle frasi pronunciate. Se quanto trascritto a video è errato, sarà sufficiente cercare tra le alternative presenti, quella giusta. A questo punto basterà premere sul numero accanto alla frase esatta per sostituire lo scritto errato con quello corretto.


In questo filmato, in basso a destra, si intravede la finestra "Riconoscimento"

La capacità dell'applicazione di riconoscere la voce, anche se non perfetta (la voce, certo), è davvero sorprendente, come si vede nel video qui sopra. Messo alla prova anche con testo non molto intelligente, come le filastrocche (la celeberrima "44 gatti", o gli altrettanto famosi 33 trentini che entrarono in Trento, e via discorrendo), MacSpeech Dictate si dimostra attento e puntuale nella trascrizione. Riconosce il termine "Irpef", ma non Tosap (ho spiegato che occorre insegnare all'applicazione alcuni termini specifici). Scrive "soqquadro" nel modo corretto.
Nel complesso, al di là di certe sbavature, MacSpeech Dictate è efficace, e dopo che avrà imparato a riconoscere la tua voce, ti perdonerà anche alcune incertezze nella pronuncia. Già: perché più si usa, e maggiore è il grado di accuratezza che è in grado di mostrare.

Alcune considerazioni molto generali, adesso: un'occhiata a quanto appare sul video è sempre bene darla, si capisce. A volte la medesima parola in due contesti differenti viene interpretata in maniera diversa, producendo un errore. Forse colpa del recensore, forse del microfono non perfettamente posizionato.

I comandi per intervenire sul testo, e modificarlo, o cancellarlo, potrebbero essere più pertinenti a quelli di Mac OS X. Se voglio registrare un documento appena creato, dirò "Registra", mentre invece il comando esatto è "Registra questo documento". Idem per la stampa: bisogna specificare "Stampa questo documento". La vista "Cover Flow" è resa con "Copertine": decisamente originale! Una certa "armonia" tra i due mondi sarebbe benvenuta, e eliminerebbe queste sbavature un po' irritanti.

L'applicazione accetta anche le... scorciatoie da tastiera! Oltre ai numeri romani, simboli aritmetici, valute, e le lettere diacritiche (in modalità Compitazione però)

Ho ricordato in precedenza, che siamo alle prese con una soluzione che permette di interagire col Finder e le applicazioni presenti in Mac OS X, offrendo all'utente la possibilità di fare qualunque cosa, senza mouse, o tastiera.
I comandi di MacSpeech Dictate si riferiscono alle principali applicazioni presenti nel sistema operativo (TextEdit, Safari Mail, il Finder, iChat, iCal), ma nulla vieta che se ne possano creare ex-novo quanti se ne vuole, per i programmi che si prediligono. Se poi qualcosa non piace nei comandi, basta rivolgersi ad AppleScript: per quale ragione?

L'integrazione di MacSpeech Dictate con AppleScript è spinta. Questo linguaggio non è popolare come merita (anche a causa di Apple stessa, che poco fa nel nostro Paese per avvicinare gli utenti); ma chi lo conosce, o prevede di impararlo, riuscirà a sfruttare appieno le potenzialità di questa applicazione. Basti sapere che i comandi sono eseguiti in questo linguaggio, e quindi sarà possibile intervenire su ciascuno di essi per modificarli radicalmente (renderli quindi più "conformi" al sistema operativo), oppure per crearne di nuovi.
Non solo: si possono disattivare (senza cancellarli), quelli che si prevede saranno poco utilizzati, oppure che lo saranno ma in un secondo tempo, quando per esempio l'apprendimento dei comandi sarà diventato più approfondito e sicuro.

macspeechautomator

MacSpeech Dictate gestisce anche i flussi di lavoro di Automator: decisamente più malleabile di AppleScript!

Questo non significa che se non si ricorre ad AppleScript, l'applicazione risulta monca, o poco utilizzabile.
MacSpeech Dictate offre un ottimo arsenale di comandi per garantire all'utente quello che gli occorre per comandare il Mac con la voce: scrivere, inviare mail, lanciare applicazioni e salvare documenti, e tanto altro ancora. Poi, chi desidera espanderne ancora il raggio d'azione, potrà avvalersi dell'opera di questo potente linguaggio di scripting. Ma si può usare ignorando beatamente AppleScript, e vivere felici.
All'inizio della recensione, avevo scritto che sono tre i CD presenti nella confezione: cosa racchiude il terzo? Una serie di file in mp3 leggibili con iTunes, con cui si illustrano le funzioni dell'applicazione; personalmente, preferisco il manuale.

Conclusione


L'uso di MacSpeech Dictate si dimostra facile, intuitivo, sorprendente (se siete un po' diffidenti verso questo tipo di programmi, come me), e alla portata di tutti. Se chi legge si domanda: "Posso scordarmi di mouse e tastiera?", la risposta è: "Sì". Anche se occorre impegno sia nello studio dei comandi, sia nell'eventuale creazione di quelli mancanti, e indispensabili al proprio lavoro.
Non è necessario stare in un ambiente privo di suoni: l'applicazione dopo la fase dell'addestramento iniziale riconoscerà la voce dell'utente, e scarterà eventuali rumori di fondo. Certo: se ascolti musica ad alto volume, avrai qualche difficoltà a farti capire. Idem se come nel mio caso, hai qualche malanno di gola, e tossisci: sarà tutto trascritto, e questo può essere molto irritante.
Come detto, certi termini tecnici, o parole straniere, devono essere insegnate al programma, altrimenti sarà incapace di intenderli e quindi di rendersi utile. Proprio questa sua capacità di apprendere è uno dei suoi punti forti. Dopo che si è imparato a menadito comandi e peculiarità di MacSpeech Dictate, ci si troverà a fianco un utile strumento non solo per produrre testi, ma anche per interagire in maniera approfondita con il sistema operativo Mac OS X. Le persone con handicap, ma anche coloro che preferiscono (o sono costretti a), non usare mouse e tastiera, dopo un periodo di apprendistato accurato, avranno dalla loro parte un buon strumento per essere indipendenti.

I difetti? L'Installer, che non permette di "scegliere" i file da copiare, e finisce con installare non solo quelli relativi alla nostra lingua, ma anche al francese, al tedesco e all'inglese. Se si potesse personalizzare questa fase, sarebbe tanto di guadagnato: sia di spazio, che di tempo.
Poi le cuffie: una versione Bluetooth che permetta di essere un poco più liberi, anziché "al guinzaglio", sarebbe di certo la benvenuta; quella presente nella confezione (col filo, comunque sufficientemente lungo), lavora bene, anche se occorre riconoscere come l'adattatore USB fornito assieme, sia brutto a vedersi.
Infine: la finestra di addestramento del vocabolario gestisce (importa), file ODT (ottimo, è quello usato da OpenOffice.Org), .doc e .rtf, ma se nel futuro prossimo allargasse questa compatibilità ai file PDF e a quelli prodotti da Pages, sarebbe tanto di guadagnato.

Scheda prodotto


Nome MacSpeech Dictate (versione testata: 1.5.5)
Categoria Utility/Riconoscimento vocale
Produttore MacSpeech. In Italia è distribuito da Active Software.
Prezzo: 209,00 Euro (la versione "Education"); oppure 249,00 Euro.
Requisiti di sistema
Computer Mac con processore Intel (non gira sui computer con chip PowerPC); richiede Mac OS X 10.5.6 "Leopard" o successivo; almeno 1 GB di RAM e 2,2 GB di spazio su disco rigido. E' necessaria la connessione Internet per la registrazione del programma.

Pro: Riconoscimento vocale efficace e accurato. Guida (e software), localizzata in italiano. Estensibile sia con AppleScript che con Automator.
Contro: Installer troppo "rigido". Niente versione demo.

L'Autore ringrazia Active Software per la disponibilità dimostrata.

Data di pubblicazione: 02-11-2009

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