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Tiger: la nostra recensione

Mac OS X 10.4 sotto la lente

Introduzione

Premettiamo che questa recensione di Tiger è stata scritta dopo aver testato il nuovo OS di Apple su vari Mac, destinati e configurati per usi diversi. Riteniamo infatti impossibile fornire un quadro completo del prodotto limitandoci ad un banale test su una singola macchina. La nostra prima installazione è stata effettuata su un eMac a 800MHz: è stata scelta l'opzione "Aggiorna". Il tempo totale impiegato è stato circa 30 minuti per aggiornare da Panther a Tiger, e tutto è andato benissimo. In seguito è stata la volta di un G5 dual a 2 GHz con 2 GB di RAM: ci sono voluti solamente 20 minuti per l'aggiornamento, contro i 45 minuti richiesti da un G4 dual con 1 GB di RAM. Il record negativo, nei nostri test, è detenuto da un iMac G4 700: l'installer ha lavorato per oltre un'ora. Per curiosità, abbiamo prima inizializzato il disco del G4 dual e in seguito abbiamo effettuato un'installazione da zero: il tempo richiesto è sceso a soli 8 minuti.



Di primo acchito

Una volta completata l'installazione e caricato il Finder per la prima volta, è evidente lo scatto felino del nuovo sistema operativo. Su un iMac G4/700 con 768 MB di RAM, abbiamo notato un incremento delle prestazioni di un buon 15% rispetto a Panther. La maggior velocità permea tutto il sistema: a partire dall'apertura dei menu, passando per lo scrolling delle finestre. Ciò, oltre all'ottimizzazione a livello globale, è dovuto a Core Image, il nuovo software di Cupertino per la gestione della grafica, che fa largo uso della GPU delle schede ATI e nVidia presenti sui nostri Mac.


Una delle prime cose che balzano all'occhio è la presenza di un'applicazione sempre aperta nel Dock: si tratta di Dashboard, un ambiente "a comparsa" ricco di utility, la maggior parte delle quali sfruttabili solo in presenza di connessioni Internet always-on. I widget (questo il nome delle utility) spaziano dalle previsioni del tempo nella propria città (o di qualsiasi altra parte del mondo), alle quotazioni borsistiche, passando per il dizionario e i sempreverdi post-it. Inoltre, collegandosi alla pagina del sito Apple è possibile scaricare un'infinità di altri widget. A proposito, avete già provato quello di ilMac.net?
La particolarità di Dashboard risiede anche nei fantastici effetti grafici che guarniscono le mini applicazioni: rotazioni 3D, dissolvenze e lo stupendo effetto onde. Riguardo quest'ultimo, non pochi utenti sui forum ne hanno notato un'inspiegabile assenza. La spiegazione è che Tiger attiva l'effetto "acquatico" solo sulle macchine più recenti, in presenza di una scheda grafica con almeno 64 MB di VRAM e un processore con velocità pari almeno a 1 GHz. Nonostante i requisiti dichiarati da Apple, siamo rimasti stupidi dal fatto che, sul nostro PowerMac G4 Dual, dotato di scheda nVidia da 128 MB di VRAM, questo effetto non si sia attivato...


Safari 2.0

Safari, il browser Apple nato all'inizio del 2003, dopo due anni e mezzo giunge alla seconda versione. Anche in questo caso abbiamo notato una maggiore responsività dell'applicazione e un rendering delle pagine html visibilmente velocizzato. Ma la novità assoluta è il lettore di RSS. I siti che forniscono notizie con questo formato vengono automaticamente identificati da Safari, che li contraddistingue con un'omonima icona di fianco alla barra dell'indirizzo. Cliccandola compare l'RSS reader integrato all'interno del browser. Un selettore sulla destra ci consente di allungare od accorciare l'anteprima delle news a nostro piacimento, nonchè è prevista la possibilità di ordinare le notizie per Data, Titolo o Sorgente.
Un'ulteriore novità è anche il lettore di PDF finalmente integrato. Quando clicchiamo su un link che rimanda a un file nel suddetto formato, non parte più il download e in seguito Anteprima; bensì si apre una finestra che visualizza direttamente il file in questione.
Questa iApp otterrebbe un ottimo voto se non fosse che, la nuova versione, risulta non compatibile con alcuni importanti siti nostrani: www.190.it, www.bci.it e la webmail di www.virgilio.it. Apple, ricordati di metterci una pezza con 10.4.1...


Anteprima

Anteprima è il lettore di PDF ed immagini standard incluso da Apple a partire da Mac OS X 10.0, e che ha rimpiazzato il vecchio "Picture Viewer" di QuickTime. Le prime versioni, a dire il vero, non eccellevano in termini di velocità. Ma l'evoluzione della specie (felina) ha giovato molto. Anteprima arriva in Tiger non solo con maggior scatto di celerità, ma offre addirittura la possibilità di prendere appunti sui nostri documenti PDF o effettuare evidenziazioni al volo. Praticamente potrete dimenticarvi del buon vecchio Acrobat Reader che, diciamocelo, ultimamente ha assunto dimensioni elefantiache e la cui apertura porta via parecchio tempo.



iChat AV 3

Era senz'altro tra i gadget più attesi del nuovo felino. L'instant messenger di Apple, lanciato con Jaguar nel 2002, col tempo è diventato multimediale. Se la versione 2 allegata a Panther offriva la possibilità di effettuare chat audio e video one-to-one, la versione 3 rivoluziona il nostro modo di videocomunicare. Ora è infatti possibile effettuare audiochat con fino a 10 partecipanti e videoconferenze con fino a 4 interlocutori. Eccezionale la qualità video offerta dal nuovo formato di compressione H.264. Tuttavia, per giocare con queste meraviglie della tecnologia non basta possedere un iSight e un Mac qualsiasi. Meraviglie tecnologiche richiedono macchine e connessioni adeguate allo scopo. Apple fornisce una dettagliata tabella dei requisiti che riportiamo di seguito.


Automator

Automator è un programma che rende semplice sfruttare le funzionalità di programmi diversi per rendere "automatiche" operazioni complesse o ripetitive. Nelle precedenti versioni di Mac OS X, era necessario imparare a usare AppleScript o le funzionalità di macro di una data applicazione per rendere automatiche certe operazioni; ora, con Automator, non occorre più imparare un linguaggio di programmazione: basta semplicemente trascinare le diverse azioni nella sequenza voluta e personalizzarle, grazie ad un'interfaccia semplice e intuitiva. I "flussi di lavoro" così creati possono essere poi registrati come documenti, come applicazioni a sé stanti, o aggiunti al menu Script o alle applicazioni che supportano l'estensione tramite Automator, come il Finder o la finestra di dialogo Stampa, per un accesso più rapido.
Di sicuro questo nuovo di sistema di macro "globali" ha tantissime potenzialità, molte delle quali non sono visibili dopo uno sguardo parziale come può essere la recensione di un sistema operativo. Per quanto abbiamo avuto modo di sperimentare, si tratta di un ottimo software, sul quale ci promettiamo di approfondire nelle prossime settimane.

Spotlight

Il nuovo supermotore di ricerca interno al sistema operativo, che permette di ricercare persino all'interno dei nostri documenti che siano .pdf, .txt, .doc, .jpg, e-mail e molti altri formati ancora, con una velocità sensazionale.
Ovviamente questo è possibile solo dopo aver indicizzato l'intero contenuto del nostro disco rigido in seguito all'installazione. Il tempo richiesto per la creazione del database di ricerca muta molto a seconda delle dimensioni dell'HD e della potenza del nostro Mac. Nei nostri test sono stati necessari tra 1 e 5 ore.
Dopo la prima scansione, successivamente i contenuti vengono indicizzati man mano che vengono inseriti all'interno del nostro Mac. Un'icona azzurra nell'angolo destro dello schermo ci consente di far partire la ricerca in ogni momento, senza dover aprire nuove finestre. Il searching parte in tempo reale, proprio come in iTunes: mentre scriviamo la parole la ricerca parte, e via via che sono state scritte tutte le lettere il risultato si affina sempre più. Senz'altro rivoluziona in parte il modo in cui utilizziamo il Mac, rendendolo più efficiente.

Spotlight è anche la tecnologia che sta alla base delle nuove, rivoluzionare Smart Folder. Mentre ci troviamo nel Finder, premendo "mela-opzione-N" si apre una finestra di dialogo Spotlight, che ci permette di impostare dei parametri di ricerca. Supponiamo di impostarli come segue: "cercami tutti i documenti con estensione .jpg creati oggi". Se lanciamo una ricerca classica otteniamo un risultato statico, ossia il Mac ci dice solo ciò che è stato creato fino a quel momento; se più avanti nella giornata creiamo altri .jpg dovremo lanciare una nuova ricerca. Le cartelle intelligenti di Tiger, invece, hanno un approccio assai più dinamico. Una volta salvate con i parametri di ricerca desiderati, ci mostreranno solo il contenuto da noi voluto e specificato in tali parametri. Tornando all'esempio di poco fa, in qualsiasi momento noi apriremo la Smart folder salvata, essa ci mostrerà tutte le immagini .jpg create in data "oggi". Ora dato che i parametri impostabili sono decine, e ne vengono fuori migliaia di combinazioni diverse, lasciamo alla vostra fantasia l'elevatissimo numero di applicazioni che queste cartelle possono trovare nel lavoro di tutti i giorni.


Mail 2.0

Con una grafica decisamente fuori dal coro rispetto alle altre iApp, ha delle nuove funzioni decisamente interessanti, quali le smart folder, i filtri un po' più intelligenti dei precedenti. Sull'iMac G4 700 è apparso ben più veloce rispetto alla precedente versione. Sul PowerMac G4 Dual è invece risultato più lento, ma ciò è anche imputabile a una forte "customizzazione" del sistema operativo installato su questa macchina pro. Una pecca: non vi sono indicatori di status ben visibili, quindi per sapere a che punto è lo scaricamento o l'invio della posta, occorre aprire la finestra "Visore attività". Inserire una barra di caricamento da qualche parte, non avrebbe fatto di certo male.


QuickTime 7

QuickTime, alla sua settima versione, migliora ma risulta rallentata rispetto alla versione 6. Inoltre, per poterne apprezzare al meglio tutte le sue funzionalità è necessario acquistare separatamente la versione Pro dal sito Apple. Tra le novità, menzioniamo i nuovi controlli A/V che consentono, tra le altre cose, di riprodurre i filmati in versione "remix".
L'avanzato sistema di codifica H.264 non è utilizzato solamente da iChat AV 3. Grazie a QuickTime 7, combinandosi con questo codec, rende possibile riprodurre video HD senza la necessità di hardware esterno dedicato. I video HD sono filmati ad elevatissima qualità: è chiaro che necessitano di elevati requisiti di sistema. Se per riprodurre un video 1280x544 è sufficiente un G4 1-1,5 GHz ben dotato di VRAM, la qualità massima (1920x816) richiede un G5 biprocessore...


Qualche nota negativa

Sebbene i primi giorni di utilizzo del nuovo OS siano stati caratterizzati da particolare entusiasmo, dopo un paio di settimane, a mente fredda e con test ripetuti, siamo riusciti a scovare ciò che ancora non va. Se si fa un aggiornamento da Panther a Tiger, oltre alla notevole lentezza dell'operazione di aggiornamento su molte macchine, si ottiene un Tiger con il freno a mano tirato, anche se decisamente più compatibile con altri applicativi del Tiger installato da zero. Aggiornando Panther con Tiger, Cubase e relativi plugin hanno funzionato molto bene, ed anche più velocemente. Questo è probabile che sia dovuto profonde modifiche che Apple ha apportato al core audio del 10.4. In seguito abbiamo formattato e installato il nuovo OS ex novo. Il risultato è stato che i plugin di Cubase non hanno più funzionato correttamente: non si parla di piccoli difetti, ma di un filtro audio che faceva tutto un altro effetto rispetto a quanto doveva fare. Molti filtri neppure partivano più. Per chi utilizza questo applicativo per la musica, rimanere a Panther sarà una scelta obbligata finchè Apple non risolverà questi problemi, o i produttori di Cubase e relativi plugin non aggiornino i loro software.
In compenso, Tiger ha risolto una serie di problemi che in passato avevamo con la gestione di diverse periferiche Firewire connesse a un nostro PowerBook: ad esempio c'era da stare molto attenti alla sequenza con la quale esse venivano collegate, pena il mancato funzionamento di alcune di esse.



Scheda prodotto

Requisiti di sistema: processore PowerPC G3, G4 o G5, FireWire integrata, 256MB di RAM, 3GB di spazio libero su disco (4GB se si installano gli strumenti per sviluppatori).
Produttore: Apple
Categoria: sistema operativo
Versione: 10.4
Lingua: italiano, inglese, giapponese, francese, tedesco, spagnolo, olandese, svedese, danese, norvegese, finlandese, cinese tradizionale, cinese semplificato, coreano, portoghese brasiliano.
Prezzo: Gratuito (spese di spedizione escluse) per chi ha acquistato un Mac dopo il 12 aprile. Licenza singola: 129,00 €. Family pack da 5 licenze: 199,00 €.


Conclusioni

Questa versione di Mac OS X si dice sia stata rilasciata in anticipo rispetto ai tempi previsti, per evitare che venisse rilasciata prima la beta di Longhorn di Microsoft e si dicesse che Apple aveva copiato da Microsoft per la prima volta. Questo si nota: il sistema ha delle notevoli migliorie, ma anche qualche rallentamento a volte. Complessivamente il giudizio è tuttavia positivo. Per la terza volta di seguito, Apple ha rilasciato un signor sistema operativo che velocizza anche le macchine più vecchie, dai G3 in su, a patto che siano dotati di una buona quantità di RAM. Ottima la politica di eliminare gli effetti grafici più pesanti sulle macchine più vecchie, in modo da estendere al ribasso i requisiti minimi di sistema. Nulla da dire sul prezzo, che ci sembra più che adeguato rispetto alla nuova tecnologia offerta. Pezzi pregiati come Spotlight ed Automator, messi insieme valgono ben più del prezzo dell'intero OS.

Voto: 95/100



Data di pubblicazione: 13-05-2005
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