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MacBook con disco SSD (Parte II)

Installazione, e uso


Ecco la prima parte sui dischi SSD: caratteristiche, pregi e difetti.


Prima di procedere alla sostituzione, e quindi all'installazione del disco a stato solido sul MacBook, è indispensabile clonare l'intero sistema operativo su un disco rigido esterno. Non starò a spiegare come agire, quale applicazione usare e via discorrendo: perché l'ho già fatto! Basta leggere l'articolo che ho preparato qualche tempo fa.
Dopo aver badato che la clonazione sia recente, per non correre il rischio di trovarsi tra le mani un sistema operativo di un mese fa, non resta che procedere con il trapianto. Vediamo come.


Estrarre il disco rigido del MacBook


Qualche raccomandazione, prima di cominciare.
Procurati sempre tutti gli strumenti che ti serviranno, in modo da averli a portata di mano quando dovrai ricorrervi. Ricorda che se metti le mani nei circuiti interni di un computer, devi per prima cosa liberarti dell'elettricità statica. I vestiti (quelli di nylon), accumulano questo genere di elettricità in caso di condizioni atmosferiche caratterizzate da basso tasso di umidità, oppure se sei in un ambiente molto ventilato. Se non te ne liberi prima, esiste il rischio che si scarichi appunto sul tuo adorato Mac, producendo danni inenarrabili. Hai presente quando scendi dalla tua automobile e prendi la scossa? A parte il fastidio, tu non ne risenti; applicata però al tuo computer lo renderebbe di fatto inservibile.

In commercio esistono anche dei braccialetti antistatici appositi, ma in realtà è sufficiente tenere a portata di mano un oggetto metallico a contatto col pavimento, e toccarlo, per liberarsi dell'elettricità statica. Evita anche di agitarti troppo e senza ragione, e come ho detto all'inizio di questo paragrafo, conserva quello che ti serve vicino a te: meno ti muovi, e meno elettricità statica produrrai.


Infine, un piccolo spunto di riflessione.
I dischi SSD sono reclamizzati per la loro velocità: giusto. Eviterei di considerarla però la sola qualità di cui parlare. In fondo stiamo trattando di una tecnologia relativamente nuova, dove non mancano gli inciampi, o infortuni che dir si voglia. Quindi propongo di puntare l'attenzione su affidabilità, e (nel caso dei portatili), sulle prestazioni della batteria.
Adesso è ora di iniziare sul serio.


Spegni il portatile, poggialo su un piano ricoperto da una tovaglia, o da un telo che lo separi dal piano di lavoro.

utensili


Un breve riepilogo degli utensili di cui avrai bisogno: un cacciavite Beta T8, disco SSD (questo mi pare ovvio), più un set di mini-cacciaviti di precisione. Da non dimenticare una moneta da 20 Centesimi di Euro!


utensili


Attendi una decina di minuti affinché il MacBook si raffreddi, quindi ruotalo, prendi la moneta da 20 Centesimi e sblocca la batteria. Toglila dall'alloggiamento.


batteriamacbook


A questo punto vedrai tre piccole viti da svitare, per poi passare alla rimozione dell'elemento in metallo a forma di "L" che esse tengono fissato.


vanobatteria

Sostituire un disco rigido in un MacBook è meno difficile di quel che si pensi


Praticamente è già tutto in discesa, sul serio. Tolto l'elemento in metallo potremo accedere alla RAM (però a noi non interessa): si vedono infatti le piccole leve che azionate, ne permettono la sostituzione.


macbook


La linguetta bianca che si scorge si può srotolare, quindi tirare (con delicatezza): in questo modo separerai il disco rigido dalla connessione con il computer. Non tirare forte, in maniera brutale: non ce n'è alcun bisogno. Piuttosto, muovi leggermente il disco tramite la linguetta, in modo da arrivare al suo distacco.


macbook


A questo punto è sufficiente tirare, e il disco rigido interno del MacBook se ne esce tranquillo dal suo alloggiamento.


macbook

Il disco rigido è "avvolto" in una sottile protezione di metallo, perforata. Occorrerà rimuoverla.


La protezione in metallo è fissata da 4 piccole viti, 2 per lato; per svitarle sarà necessario rivolgersi al cacciavite Beta T8, perfetto per questo tipo di lavoro.


macbook

Poco più di dieci minuti: il tempo per cambiare il disco rigido interno con uno SSD


Una volta tolta la protezione, la si fissa sul disco SSD TakeMS, per poi ripetere il processo inverso: reinserire il disco nel suo alloggiamento, e rimontare il tutto.


macbook

Il disco SSD è pronto a essere inserito nel MacBook


A questo punto, rimontato tutto, cosa resta da fare? E' necessario collegare il disco rigido esterno al portatile, accenderlo e premere il tasto "Alt": questo costringe il MacBook ad avviarsi dal disco rigido esterno. E' qui che c'è il clone del sistema operativo, che provvederemo a trasferire nel nuovo disco interno per ritrovare applicazioni, impostazioni e preferenze già pronte all'uso. Senza alcuno sforzo aggiuntivo.


macbook

Il MacBook si avvia dal disco rigido esterno: con Carbon Copy Cloner trasferiremo Mac OS X Snow Leopard da questo al nuovo disco SSD


Il disco SSD in questione è già arrivato formattato per Mac OS X. In caso non lo fosse, occorre lanciare dal disco rigido esterno, il programma Utility Disco (si trova nella cartella "Utility", dentro quella "Applicazioni"), selezionare quello SSD, quindi "Inizializza" scegliendo il Formato volume: "Mac OS esteso Journaled".
Dopo questo passaggio, lancia Carbon Copy Cloner dal disco rigido esterno, scegli il disco di origine, quello di destinazione (il disco SSD), premi il pulsante "Clona", e lascialo lavorare.


clonehdssd

Il disco SSD è ancora vuoto, ma il sistema operativo lo ha già riconosciuto, e montato correttamente sulla scrivania


Un aspetto merita di essere sottolineato: non è necessario scaricare driver, aggiornare firmware o cose del genere. Si smonta il vecchio disco rigido, si monta quello SSD, e in pochi minuti (il tempo di copiare il sistema operativo dal vecchio disco, al nuovo), si è di nuovo al lavoro. Il tempo per portare a termine questa operazione dipende da quanti file sono contenuti sul disco di origine, ovviamente.


Un disco SSD davvero veloce


Come si comporta sul campo il disco SSD, rispetto al suo predecessore, un Fujitsu da 80 GB? L'unico modo per capirlo non è affidarsi all'intuito, ma a software appositi come QuickBench 4.0.
L'applicazione testa il funzionamento dei dischi dando loro in pasto dei file di varia grandezza, e imponendo loro alcuni compiti di scrittura/lettura. Quindi mostra il loro comportamento.
Questo è il risultato che si ottiene sottoponendo il vecchio disco rigido al primo dei test.


discorigidofujitsu


Non è un fulmine di guerra: a 5400 rpm, ha un comportamento sufficiente quando si tratta di leggere/scrivere file, ma quando gli sono forniti file casuali, il rallentamento è evidente anche ai sassi.
Di seguito, lo stesso test col disco SSD della TakeMS.


discotakems


Nella fase di lettura/scrittura, il disco SSD sfodera una velocità davvero notevole, che si riduce quando viene chiamato a gestire file in modalità random. Ma possiamo tranquillamente affermare che non c'è storia: il disco SSD vince a man bassa.
Altro test, questa volta con dei file un poco più grandi (2/10 MB). Ecco il vecchio disco rigido:


discofujitsu


Come si vede, le prestazioni sono sufficienti e come sempre costanti. Adesso tocca al disco SSD:


ssdtakems


Anche in questo caso, i numeri parlano chiaro: il guadagno in termini di prestazioni col disco SSD è evidente.
Ultimo test, che è stato effettuato con file compresi tra 20/100 MB. Come in precedenza, ecco il disco rigido:


fujitsuhd


Nessuna sorpresa, un onesto e diligente lavoro di lettura/scrittura. Adesso, il medesimo test replicato con l'SSD:


discossd


Anche se alle prese con file più impegnativi, il disco SSD, come nel test precedente, raggiunge ottimi livelli in lettura (oltre 120 MB/s), per scendere a poco sotto gli 84 MB/s in modalità scrittura. Il motivo di questa condotta è stato già spiegato nella scorsa puntata.


Al lavoro, ogni giorno col disco SSD


Come si comporta un MacBook non recentissimo come questo, con un disco SSD?
Si comporta bene: nei giorni seguenti la macchina ha svolto i lavori quotidiani di sempre. Dalla navigazione, all'ascolto di musica, alla stesura di testo, alla chat, e via discorrendo. La macchina è sempre apparsa reattiva, più reattiva di prima. Non è solo una questione di impressione: i numeri del test che ho mostrato poco prima sono lì a dire chiaramente che il prodotto è maturo, funziona bene, non porta con sé sgradite sorprese. Come ho indicato in precedenza, la velocità non è esattamente un criterio da prendere sempre in considerazione. Quelli che la celebrano, che cronometrano, sono anche coloro che a parte la navigazione, la chat e la posta elettronica, combinano poco. Chi ha bisogno di velocità, acquista macchine veloci, fine della storia.
Ma è indubbio che il MacBook con questo disco a stato solido, nelle operazioni di avvio, o riavvio; quando viene messo in stato di stop, o da questo "richiamato", si mostra più brillante. Buona parte delle operazioni sono indubbiamente più veloci. E la batteria?
La macchina non è recentissima (ha oltre 24 mesi), ma la maggiore velocità del disco a stato solido non sembra avere ripercussioni di sorta. Secondo il software "CoconutBattery" la capacità della batteria rispetto all'originale è al 96%, quindi ha perso per strada molto poco. La maggiore velocità del nuovo disco SSD, nelle ore e nei giorni successivi, non ha influito in maniera evidente sul suo funzionamento.


La conclusione


Chi legge a questo punto si domanderà: cui prodest (cioè: a chi giova)?
E' evidente che il "collo di bottiglia" se c'è, non è certo legato alle prestazioni, bensì al taglio ancora modesto (128 GB), e al costo di questi dispositivi. Si potrebbe obiettare che un disco a 5400 rpm può essere facilmente battuto, ma uno a 7200 rpm venderebbe cara la pelle.
Non è così: non mancano i test che mostrano come i dischi SSD siano ormai maturi, e superino dischi rigidi a 7200 rpm. Una buona fonte per saperne di più resta da sempre il sito BareFeats.


Chi desidera provare questo genere di dischi, è bene che concentri la sua attenzione sul taglio da 128 GB. Parliamoci chiaro: essendo il prezzo non molto popolare, tanto vale mettere le mani su qualcosa di grande - il più capiente messo a disposizione da parte della TakeMS. Segnalo che sul sito dell'azienda sono presenti anche i disci SSD "Rapid +", con un modello da 256 GB; ma non so indicare il prezzo, purtroppo.
Come ho già scritto in precedenza: il fatto che questo prodotto della TakeMS non richieda all'utente alcun processo di aggiornamento, e neppure il download di software o driver per farlo girare, è indubbiamente un fattore che ha il suo fascino.

Un'obiezione di chi legge potrebbe essere: ma nel tempo cosa accade davvero alle prestazioni di questo tipo di disco? Si degradano? Risposta veloce: come quelle del disco rigido.
Risposta articolata: lo scopriremo vivendo. Per questo motivo tra un mese (fine dicembre, inizio gennaio 2010), potrai tornare sulle pagine di questo sito. Pubblicherò le mie impressioni; una specie di diario più o meno giornaliero (non temere, sarà un riassunto, d'accordo?), su cosa è accaduto al disco SSD di TakeMS dopo quattro/cinque settimane di uso. In questo modo avrai la possibilità di sapere il livello di affidabilità di questo disco SSD. Per il momento, il disco a stato solido della TakeMS lavora perfettamente, non mostra alcuno strano comportamento, ed è veloce.


Scheda prodotto


Nome prodotto Disco SSD "Rapid" da 128 GB
Categoria Unità di archiviazione interna
Produttore TakeMS
Prezzo 299,00 Euro (sullo store BuyDifferent.it).


Pro Non richiede alcun driver per funzionare, né aggiornamento di firmware. Veloce.
Contro Costoso. Dimensione del disco ancora scarsa.


L'autore desidera ringraziare BuyDifferent per la disponibilità dimostrata



Data di pubblicazione: 30-11-2009

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