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MacBook impressioni d'uso

Primo contatto con il successore del iBook

L'iBook è stato uno dei computer di maggior successo di Apple, paragonabile solo all'iMac e all'Apple II.
Il Macintosh stesso, quello del 1984, non ha mai avuto un successo paragonabile: era caro e lento, per quanto innovativo.
L'iBook (quello "vero", quello bianco, non la versione portatile dell'iMac, il lentissimo iBook a conchiglia colorato) è stato semplicemente una macchina straordinaria: veloce, robusto ed economico, come l'iMac appunto e, prima ancora, l'Apple II.

Una pesante eredità

Non stupisce che Apple si sia potuta permettere qualche rischio con l'iMac Intel e con il MacBook Pro: infondo l'iMac G5 era nato già pensando ai nuovi processori Intel e i volumi del MacBook Pro hanno consentito qualche aggiustamento in fase di produzione (frequenza del processore aumentata "in corsa" e ronzii vari).
Col MacBook non si sbaglia: è la macchina del grande pubblico, del popolo nomade ed esigente che ha superato la limitazione del computer fisso, il prodotto da vendere nelle scuole americane, prima di tutto.
E come tutti coloro che hanno tanti riflettori addosso spesso le prime impressioni sono fondamentali.

Il monitor

Da tempo ormai si sapeva che con la nuova versione il portatilino Apple avrebbe perso il 12" che è tanto piaciuto in cambio di un poco più ingombrante 13,3", panoramico.
La sorpresa è stata il tipo di finitura superficiale del monitor: lucida (o come si dice: "glossy")!
I monitor lucidi sono una cosa ormai comune nel mondo PC: distinguono certi modelli della linea "Vajo" ovvero l'alto di gamma Sony, e la maggior parte dei portatili che vogliono apparire di qualità.
Ma come in tanti si saranno accorti guardandoli nei centri commerciali in cui sono esposti questi monitor sono belli ma soffrono molto dei riflessi negli ambienti molto luminosi.
Grande è stato lo scandalo quindi quando si è appreso che Apple aveva dotato il suo protatile di un monitor "di tendenza" nel mondo PC: i puristi (ma quanto sono conservatori a volte gli utenti Apple!) hanno subito incominciato ad annunciare diottrie perse per intuire il contenuto della nostra scrivania dietro a monitor a specchio/specchietto per le allodole di un mondo Apple sempre più al seguito delle mode del mondo Windows.

La realtà non è così allarmante: il monitor in condizioni normali non solo è perfettamente leggibile ma è estremamente gradevole ed in effetti è ideale per riprodurre filmati e immagini fotografiche; i testi stessi sono molto nitidi e l'angolo di visuale è sbalorditivo.
Inoltre lo schermo è ora più facile da pulire; solo in condizioni di luce intensa bisogna abituarsi ed è necessario non avere il riflesso della fonte luminosa negli occhi ma, anche in pieno sole, basta... voltarsi!
Nel complesso un passo avanti rispetto al modello precedente, che richiede una certa assuefazione e che lascerà perplessi gli utenti "pro": niente di nuovo sotto il sole, è la stessa polemica nata all'epoca del passaggio dal CRT all'LCD!

Il corpo macchina

Mutuando l'espressione dai fotoamatori l'impressione tattile del corpo macchina in un portatile è fondamentale nel rapporto che l'utente ha con essa.
Qui non ci sono dubbi: il MacBook è costruito dannatamente bene.
Solido, leggero, notevolmente più sottile dell'iBook anche se (data la sostanziale parità di peso) apparentemente più pesante (e questa sensazione non è per niente spiacevole, anzi!)
Le dimensioni sono simili a quelle dell'iBook, solo che essendo largo come un 14" e alto come un 12" la sensazione è quella di avere tra le mani qualcosa di più "importante".
Gli accoppiamenti delle superfici sono più precisi di quelli del suo predecessore e la batteria, finalmente, non sembra sempre sul punto di "saltar fuori".
Infine il pulsante di fermo non c'è più: per aprire il monitor basta tirare dopo aver infilato il dito nella apposita fessura, il tutto appare solido ed efficente, ben fatta Apple!.

Bianco e nero non sono la stessa cosa

Scalpore ha anche suscitato il nuovo modello nero e lo scoprire che, a parità di allestimento, esso costa la bellezza si 150 € in più.
Personamente non mi scandalizzo: il nero sarà presumibilmente più richiesto e quindi hanno deciso un prezzo più alto, il prezzo lo fa l'equilibrio tra domanda e offerta.
Di recente Apple non ha sbagliato un colpo nelle sue strategie di prezzo e se hanno deciso così avranno i loro motivi; se i loro magazzini dovessero rimanere pieni di MacBook neri invenduti cambieranno idea, ma non credo...

Quello che mi preme sottolineare è che la differenza tra le macchine dal vivo è notevole.
Nel caso del portatile il colore "fa" molto: quello bianco ha la stassa finitura superficiale lucida dell'iBook, relativamente poco sensibile ai graffi, familiare, molto esclusivamente "Apple", molto "alla moda" e minimalista.
Per il portatile nero alla Apple hanno capito, memori del caso "iPod Nano" che il nero-lucido è molto sensibile ai graffi e che quindi era improponibile. Ne è venuta fuori una finiuta opaca, satinata, molto "maniaco" tecnologico, con un che di quasi militare.
Il richiamo emotivo al Powerbook G3, Lombard, Wallstreet e Pismo, è evidente, la mela bianca illuminata sul retro imponente.
Piuttosto visto aperto dal davanti non si vede nulla che sia "Mac" tranne la mela sul tasto omonimo. Questo sdoganerà il MacBook in tanti ambienti in cui Apple è ancora vista con scetticismo (non crederete che non esistano win-fanatici!) e potrà essere visto da qualcuno come un iper-understatement.
Comunque sia, al tatto la sensazione è notevole e, se vi sudano le mani vi sentirete molto più a vostro agio con il portatile nero.

La tastiera

Altra innovazione è la tastiera. Piatta!
Una bella novità: era dai tempi della rivalità tra Commodore Vic 20 e ZX Spectrum che non mi capitava di affrontare l'argomento!
Innanzi tutto, esteticamente, è molto bella: i tasti "escono" dal piano del portatile, la tastiera stessa non è più il coperchio del vano RAM e quindi, essendo fissa, è molto più robusta.
Fine del panico da monitor graffiato: come la barzelletta di quelli non convinti che chiudendo il frigo si spenga la luce interna, così per anni ho chiuso il mio iBook poco convinto che i suoi tasti non rovinassero il monitor (come invece era accaduto tragicamente per il mio Titanium).
Bisogna inoltre dire che il tutto è realizzato molto bene, i tasti sono piacevoli al tatto e si ha la precisa sensazione di "click" premendoli (era quello che noi utenti Commodore si criticava nelle tastiere degli altri "home Computers" nei primi anni ottanta: il tasto deve darti la senzazione precisa di essere stato premuto).
Discutibile l'efficacia per i dattilografi che usano tutte le dita e scrivono alla cieca: non avendo un "ritorno" tridimensionale del centro del pulsante non si ha la "correzione" automatica della centratura della mano sulla tastiera. D'altro canto, secondo alcuni, lo spazio tra i tasti impedisce di premerne due accidentalmente.
Forse anche qui è questione di abitudini, io batto su tastoni ormai da oltre vent'anni!!!

A qualcuno piace caldo

Ed essi saranno felici, gli altri non si possono lamentare troppo...
Ovvero alla Apple hanno saggiamente valutato l'uso di una macchina del genere e hanno deciso di non dotarla di una inutile, costosa, scaldosa scheda video succhia-batteria.
Per anni Apple è stata all'avanguardia nella gestione del video, le schede video non esistevano e tutto si faceva via CPU.
Poi sono nati i co-processori dedicati e il video con la ram specifica. Aumentare la risoluzione video significava solo aumentare la video-RAM sulla scheda madre.
Poi siamo passati alla scheda video proprio nel momento di crisi di Apple. Per anni abbiamo inseguito le schede che i produttori buttavano nella competizione per la conquista dei giocatori del mondo Windows.
E quando alla fine passiamo a Intel Apple che fa? Ci mette la scheda video integrata sulla scheda madre!

In realtà le schede video integrate nelle schede Intel sono ottime e ottimizzate: condividono la RAM col processore ed è come se (sul MacBook) avessero 80 MB di V-RAM proprietari.
Insomma vanno benone, consumano e costano poco. Per intenderci possiamo far girare sul MacBook tutte le applicazioni foto e video pro della Apple, e scusate se è poco!
Per i giocatori incalliti e per i grafici potrà non bastare come soluzione ma per loro ci sono altre macchine.
Come anticipato di conseguenza il MacBook non scalda mai in maniera fastidiosa, la ventola non entra quasi mai in azione e la batteria dura almeno tre ore (di uso effettivo e intenso, il doppio a parità di condizioni del MacBook Pro: la differenza è tutta nella scheda video!).

E poi?

E poi abbiamo tante cose veramente valide, che vanno al dilà delle impressioni, e che trovate nell' elenco delle specifiche tecniche: Front Row (comodissimo), il telecomando (bello da morire!), il masterizzatore DVD (era ora), il monitor esterno non solo in duplicazione (finalmente), la vidocamera integrata (simpatica), la connettività pro (specie per il settore audio).

Ma anche tanta potenza, frutto del processore dual core, del disco SATA a 5400 giri al minuto, della scheda madre con un bus finalmente adeguato, della nuova ram, veloce, economica e facile da sostituire.

Insomma una gran macchina, potente, che dà soddisfazione non solo visiva ma anche tattile.
Ad un prezzo adeguato (dai 1.100 ai 1.500 €, circa) e con un bel futuro davanti: non farà dimenticare l'iBook ma di certo non lo farà rimpiangere!

Scheda prodotto


Nome prodotto Apple MacBook
Categoria computer portatile
Produttore Apple
Distributore Apple Italia
Prezzo a partire da 1119 Euro

Pro: Solido, potente, portatilissimo, ricca dotazione, bellissimo
Da valutare: tastiera piatta, monitor lucido
Contro: niente di particolare


Data di pubblicazione: 31-05-2006
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