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Logitech MX1000

La nuova generazione di mouse

Da molti anni il mercato delle periferiche per la nostra piattaforma si è ampliato offrendo spazio anche alle aziende di terze parti che appoggiandosi agli standard ormai consolidati di connessione tra le apparecchiature, come USB in primis, o bluetooth più di recente, hanno potuto produrre strumentazioni sempre più universali e meno legati al sistema operativo più diffuso.

In qualunque negozio specializzato, ed in alcuni ipermercati, gli espositori trasudano periferiche di qualunque sorta e tipo, e non è più tanto raro trovare il logo di compatibilità con il nostro vecchio e nuovo sistema operativo.
Una delle aziende leader nel settore delle periferiche di puntamento, la logitech, ha sempre dedicato un ampio spazio alla produzione di  apparecchi Mac-compatibili con le più svariate funzionalità: dalle telecamere per videoconferenza ai semplici mouse.
Proprio l’argomento “mouse” risulta ancora il più discusso per mamma Apple. Infatti, nonostante l’azienda di Cupertino conservi anche per questi strumenti il suo design unico ed accattivante, non si è ancora adeguata ai tempi e continua a produrre i “topi” con un tasto solamente e senza l’ormai immancabile rotella di scorrimento. In pochi si sono adeguati e non hanno mai pensato di adempire a questa mancanza con l’acquisto di una periferica di terze parti, magari appunto logitech.
Se vi trovaste proprio ora davanti a questa decisione, sicuramente vi sentireste un po’ smarriti, perché molte sono le cose da considerare ed altrettante sono le varie offerte. La tecnologia ha fatto passi da gigante, e mouse e tastiera senza fili ormai non scandalizzano nessuno, come la tecnologia ottica e l’assenza della famigerata pallina che raccoglieva sporco e peli dalle nostre scrivanie.
Ma se abbandonare i mouse “meccanici” significava liberarsi dall’inconveniente della pulizia costante, utilizzare un mouse ottico porta altrettanti svantaggi. Chi ne ha utilizzati converrà sicuramente con noi che è una tecnologia approssimativa, che spesso ci si trova da un angolo all’altro del monitor solo per aver alzato il nostro fido mouse di qualche millimetro, che le superfici su cui è possibile utilizzarlo non sono proprio tutte e che se ci si dedica a far grafica, contando sul pieno controllo del puntatore anche nei piccoli movimenti, la tecnologia ottica non è una garanzia.
Logitech fa fronte a questo inconveniente con una nuova applicazione della tecnica. Con il suo MX 1000, dotato comunque della già diffusa  tecnologia senza fili e dei numerosi tasti programmabili, introduce il sistema di puntamento laser, che va quindi a sostituire i LED, capaci di produrre un fascio di luce non troppo concentrato, con la luce polarizzata di un diodo laser.
I vantaggi sono evidenti. La “risoluzione” del movimento aumenta di 20 volte, ovvero il nostro topo sarà capace di distinguere i movimenti 20 volte più piccoli del movimento minimo distinto da un LED, senza farsi “fregare” da quelle superfici lucide o semi riflettenti, dall’imperfezioni dei mousepads o dalla diffusione della luce dei LED.
Dopo una perseverante ricerca, finalmente trovo l’MX1000 sugli scaffali dei negozi e lo acquisto con circa 80 euro.
Il packaging classico della logitech non lascia dubbi, e prima di acquistare ed aprire la confezione, si può verificarne il contenuto e la gamma cromatica (è disponibile in grigio argentato e canna di fucile) attraverso le “finestrelle” in plastica trasparente sul fronte e sul retro della confezione.

Aperto il pacco, la prima cosa che salta all’occhio è la linea accattivante ed altamente anatomica del mouse, che per chi non è mancino, offre un comfort più unico che raro. Il contenuto del pacchetto comprende oltre al mouse stesso, il ricevitore USB con docking di ricarica per le batterie (interne ed insostituibili dall’utente), un adattatore USB-PS2 per gli utenti Windows, l’alimentatore (che si collegherà alla docking, e non più al cavo USB come nei precedenti modelli), le istruzioni di installazione in più lingue e i driver per MAC e per PC su cd di dimensione standard.

Dopo aver installato l’ultima versione del Logitech Control Center e aver collegato il ricevitore al computer, basterà accendere il mouse con l’apposito interruttore posto sulla superficie inferiore e il nostro topo senza fili è pronto per essere usato.
Aperte le preferenze di sistema e selezionato LCC, la finestra visualizzerà la periferica e riporterà la carica residua delle batterie attraverso una scala di tre segnalatori luminosi presenti anche sul mouse stesso. Attraverso il pulsante “Configura” sarà possibile assegnare i compiti a 8 dei 10 tasti funzione presenti sull’apparecchio. I due tasti non configurabili sono quelli relativi al movimento laterale della rotella di scorrimento, che oltre a ruotare ed a essere premuta, in questo nuovo modello può essere spinta a destra ed a sinistra permettendo lo spostamento orizzontale nelle finestre.
Il software di gestione, almeno su piattaforma Mac, non necessità particolari digressioni in quanto semplice, snello e intuitivo.

La portata del trasmettitore è più che adeguata ed entro i cinque metri non perde mai la connessione, nemmeno con le batterie parzialmente scariche. Per quanto riguarda l’autonomia, un uso intensivo e costante non è sufficiente a scaricarlo prima delle 24 ore, ma è variabile in funzione dell’uso e della distanza dal ricevitore. Con il comodo indicatore posto sul lato sinistro in alto del mouse è possibile monitorare la carica efficacemente e funge anche da spia di accensione, in quanto il laser e tarato su una frequenza non percettibile dall’occhio umano e quindi non visibile (anche se guardando il sensore direttamente si riesce ad intravedere un puntino di colore rosso intenso).
Una nota di merito và al ricevitore, studiato per essere alimentato direttamente dalla porta USB del Mac e quindi utilizzabile anche sui sistemi portatili. L’Alimentatore esterno compreso è necessario solo per ricaricare le batterie interne del mouse. Sul ricevitore e sul trasmettitore (interno al mouse) è presente un pulsante di “reset” per forzare la connessione in presenza di interferenze.
La meccanica dei pulsanti e della rotella di scorrimento è curata e non presenta fughe o interstizi più del dovuto, evitando così l’accumulo di sporco nelle rifiniture.
Il peso è quello standard di un mouse senza fili, caratterizzato dall’ingombro degli accumulatori, ma alzando la sensibilità, diminuendo quindi lo spostamento fisico necessario a muovere il puntatore, l’utilizzo non è stancante.
La caratteristica più identificativa, comunque, rimane sempre l’ottica.
Dopo alcuni minuti di uso, ci si rende subito conto dell’efficacia del laser nel distinguere il movimento, non lasciando spazio a nessun altro confronto.
Se non si è convinti, una prova chiaritiva potrebbe essere quella di far scorrere il nostro mouse su una finestra, magari in una bella giornata illuminata, o sul tavolo in cristallo del soggiorno… alla luce di queste prove vi chiederete come mai solo oggi si è deciso di applicare la tecnologia laser anche all’ottica dei puntatori.


Scheda prodotto

Requisiti di sistema: MacOS X, una porta USB libera, il lettore CD-ROM
Produttore: Logitech
Categoria: mouse senza fili USB
Prezzo: 80 €


Conclusioni

Pregi: Design estremamente ergonomico, ottica senza pari, studiato anche per i sistemi portatili.
Difetti: Forse troppo costoso per essere solamente un mouse.
Giudizio finale: Per chi si è stufato di litigare con gli altri mouse, questa è la soluzione ideale.

Voto: 97/100



Data di pubblicazione: 23-12-2004
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