Percorso: ilMac.net > Recensioni > Hardware > iMac G5 iSight


iMac G5 iSight

Un computer destinato a durare

Piccola premessa di non secondaria importanza: ciò che segue non è una vera e propria recensione dell'iMac G5 iSight da 1,9 GHz, ma un insieme di impressioni, probabilmente poco obiettive, ma che (almeno se lo augura l'Autore), sarà in grado di fornire all'utente un quadro il più possibile fedele a ciò che si ottiene quando si acquista un iMac G5.
Altro aspetto: Apple ha presentato di recente l'iMac con tanto di processore Intel. Perché non recensire quest'ultima allora? Innanzitutto, perché la macchina è ancora presente a listino, e per qualche mese lo sarà ancora; e non saranno pochi gli utenti che opteranno per questa configurazione, conosciuta e apprezzata. Poi, desideriamo ribadire che questa è e resterà per lungo tempo una buona macchina, in grado di dare ottime soddisfazioni a chi saprà sfruttarla adeguatamente. A prescindere dal processore che usa.

Uno sguardo d'insieme

Come si sa, Apple ha provveduto a rivedere l'iMac G5 lo scorso ottobre. Da tempo la società di Cupertino non innovava così tanto. Perché non si è trattato solo di aggiungere qualcosa (la webcam è incorporata sopra lo schermo), o di togliere qualcos'altro (è più leggero). Apple ha inserito nella sua nuova macchina delle novità interessanti. Che fanno passare in secondo piano l'arretramento della velocità del processore (1,9 GHz, contro i 2 GHz del modello vecchio). Vediamole velocemente, per poi passarle in rassegna in modo più articolato.

Superfluo spendere parole sulla qualità dell'imballaggio, come sempre è ottima. Una volta estratto dallo scatolone, basta collegare mouse e tastiera al computer, collegare il cavo alla presa (magari tramite un gruppo di continuità, non si sa mai), e avviare.

Il software è già preinstallato, quindi configurare il computer e collegarsi alla Rete porta via pochi minuti.
La macchina esteriormente non ha subito mutamenti di rilievo, tranne che sul frontale, dove ora fa mostra di sé la webcam iSight. Lo slot di caricamento CD/DVD è sempre sul fianco destro, ma più centrale rispetto a prima. Le porte (2 FireWire 400, 3 USB 2.0, uscita VGA, uscita S-Video e video composito, Ethernet), sono ancora sul retro, ma non più disposte verticalmente, bensì orizzontalmente. Scomode comunque, anche se questa sistemazione è dovuta ad esigenze estetiche. Sul retro, ma a sinistra, è posto il tasto di accensione.

La macchina è più leggera (circa un chilo in meno rispetto al modello precedente), e aggiungere ram ora è più semplice.
Se prima infatti occorreva smontare il pannello posteriore, adesso è sufficiente coricare la macchina su un panno (dopo averla spenta e staccato ogni presa, ovviamente!), e rimuovere lo sportellino (grazie ad un semplice cacciavite), posto ai piedi dello schermo. Proprio qui sono disposti gli altoparlanti.

Altra novità è il Mighty Mouse, il nuovo mouse che promette (e mantiene), un uso più semplice di questa periferica. Poi, il software Front Row, accompagnato dal telecomando a raggi infrarossi. E la scheda grafica, che adesso è una ATI Radeon X600 Pro con 128MB di memoria DDR. Vediamo ora le novità più da vicino.

iSight

Come abbiamo accennato, ora l'iMac G5 incorpora una webcam capace di una risoluzione di 640 x 480 pixel. Una volta attivata, si accenderà una piccola luce verde (a destra di chi guarda), segnale che siamo in onda e occorrerà almeno sorridere! A sinistra di chi guarda, un piccolo foro che racchiude il microfono. Grazie al programma iChat AV, la videoconferenza diventa semplice e immediata: nessuna impostazione particolare, basta possedere una linea Adsl, e si può immediatamente parlare con amici o conoscenti ovunque: sino ad un massimo di 4 persone. Se il nostro interlocutore non ha una webcam, nessun problema: è possibile o avviare una video chat unidirezionale, oppure una chat audio (sino a 10 partecipanti), o la classica chat che conosciamo tutti.
Con iSight arriva anche il software Photo Booth che permette di scattarsi foto, da modificare con tutta una serie di effetti speciali integrati in questo programma, e farsi così delle grasse risate. Almeno, questo sarebbe lo scopo. Funzionante anche con qualunque altra webcam, ha un utilizzo molto semplice: lo si avvia, si sorride, si scatta l'immagine e ad essa si applicano gli effetti compresi nel programma. Quindi, è possibile o inviare il frutto del nostro lavoro a Mail, o a iPhoto, oppure utilizzare l'immagine ottenuta come icona da piazzare in iChat o assegnarla al proprio account.
Assolutamente inutile: ma questa è l'opinione di chi scrive ...
Piccola avvertenza: non è possibile catturare brevi filmati con iSight all'interno di iMovieHD e questo è ammesso dalla stessa Apple in un proprio documento . Questo probabilmente accade perché iSight è USB 2.0 (ce lo dice l'Apple System Profiler), mentre il software iMovieHD non sa gestire questo tipo di connessione.

Mighty Mouse

Prendete un oggetto di uso comune (un mouse, per esempio), toglietegli gli inutili orpelli con cui di solito viene prodotto, badate all'essenziale, e avrete Mighty Mouse. Ambidestro (un punto a suo favore), il nuovo mouse di Apple è semplice, essenziale, e la sua apparenza un po' dimessa può ingannare l'utilizzatore. Spieghiamoci allora: la pallina di scorrimento permette di far scorrere le pagine di un documento sia orizzontalmente che verticalmente. Ma anche in diagonale, dal basso all'alto e viceversa: insomma, a 360°. Molto piacevole da usare. E attenzione: la pallina fa anch'essa le veci di pulsante: infatti può essere cliccata e appare di default Dashboard. Ma andando nelle Preferenze di 'Tiger' si può scegliere di attivare con questo pulsante o un'applicazione, oppure Exposé (oppure un bel niente).
Qualche difficoltà (superabile con un po' di utilizzo intensivo del mouse), può nascere quando si utilizza il secondo tasto. Che non c'è 'fisicamente', poiché la superficie del mouse è sensibile al tocco. In pratica i sensori di cui è disposto spiegano al computer dove il vostro dito si appoggia, e quale comportamento adottare. Quindi, appoggiando il dito a destra, ecco che lì appare il tasto destro.
Vi sono poi ancora due pulsanti (e qui forse occorre riconoscerne la scarsa utilità), che si azionano premendo i bordi del mouse. Di default viene azionato Exposé; ma crediamo che questa funzione del Mighty Mouse sarà poco usata, poiché scomoda. Anche perché almeno in principio, capiterà di azionare questo effetto a sproposito.


Nel complesso però Mighty Mouse fa bene il suo lavoro: è bello, pratico, funziona a dovere, si sposa a perfezione con il design dell'iMac G5, ed è anche compatibile con Windows XP.

Front Row e telecomando

Ecco una delle novità più importanti di questa revisione dell'iMac G5. Apple entra in punta di piedi nel settore del 'Media Center' (dove Microsoft e diversi produttori hardware già si sono lanciati), ma non lo fa presentando un prodotto nuovo; bensì integrando la propria soluzione in una macchina desktop. E questa integrazione è composta da due soluzioni: un telecomando e un software. Il primo ha la sua collocazione, quando non si usa, sul fianco della macchina, grazie ad una superficie calamitata. Il suo design ricorda da vicino quello dell'iPod, e si caratterizza per una serie di pulsanti che permettono di interagire, grazie agli infrarossi, con l'iMac G5. Premendo il tasto Menu del telecomando, la scrivania del computer scompare (con un breve suono di sottofondo), per far posto a Front Row, e alla sua interfaccia spartana.
L’iMac G5 muta finalità, e diventa il ‘gestore’ di tutti i nostri contenuti multimediali. In questo modo ci si potrà godere DVD, video clip (scaricati dall’iTunes Music Store), filmati, le foto o i filmini delle vacanze, o ascoltare musica, seduti sul divano di casa (come recita lo slogan di Apple). L’utilizzo di Front Row è estremamente semplice: spostarsi attraverso la sua interfaccia e i menu, grazie al telecomando e ai suoi intuitivi comandi, è quello che in questi casi si definisce ‘un gioco da ragazzi’. E forse per questo alcuni ne hanno criticato proprio l’eccessiva semplicità. Ma in verità lo scopo di Apple, è quello di offrire una soluzione sì spartana, ma suscettibile di ulteriori migliorie e ampliamenti. I resoconti che la società di Cupertino ha raccolto confluiranno in un prossimo futuro in una versione più completa.

Quella che equipaggia l’iMac G5 svolge il suo compito; ma appare un po’ lenta, l’aggiornamento scaricato non migliora molto la situazione. Dettaglio da non sottovalutare: nessuno vi obbliga ad assistere alla visione dei DVD sul Mac, ma grazie all’uscita analogica VGA (la sola supportata), tutto può essere goduto su un televisore.

Scheda video e risoluzione

La scheda video che equipaggia il modello è una ATI Radeon X600 Pro con 128 MB di VRAM che si basa su PCI Express. Il risultato di queste tecnologie approda in uno schermo TFT a cristalli liquidi e matrice attiva da 17", con una risoluzione 1440x900 pixel, privo di difetti, che offre una luminosità e bellezza superbe. La visione di filmati (magari in QuickTime 7 con il codec H.264), garantisce una visione impeccabile.
Chi scrive non è esattamente un appassionato di videogiochi, ma ha comunque provato un paio di titoli interessanti in versione demo, di genere diverso. Il primo: Myst V:End of Ages, mentre per il secondo la scelta è caduta su Halo: Combat Evolved.
L'ultimo capitolo della saga di Myst ha aumentato le proprie pretese hardware; e se sino alla quarta puntata praticamente ogni macchina prodotta dal 2000 sino ai nostri giorni poteva permettersi il lusso di godersi le avventure di Atrus & Co., le cose con l'ultimo capitolo sono un po' cambiate.
Halo non è esattamente uno di quei titoli 'ammazza CPU' come può essere Doom III. Dalla sua ha almeno un paio di pregi: fu uno degli ultimi titoli annunciati dalla mitica Bungie, prima di essere inghiottita da Microsoft. E anche se si tratta di uno sparatutto, è godibile, coinvolgente. Come si comporta l'iMac G5 con questi signori?
Myst V non si avvia; dopo aver proceduto all'installazione del gioco, e aver provato a lanciarlo, si ottiene una schermata nera che costringe, dopo molti minuti di inutile attesa, al riavvio. Peccato.
Ben diverso destino ci riserva Halo, che gira bene, senza alcun problema di rallentamento o difficoltà.


Da segnalare che l'iMac G5 arriva comunque con due videogiochi: Nanosaur 2 (dinosauri ipertecnologici che volano e combattono fieramente), e Marble Blast Gold (una pallina che rimbalza e corre su piattaforme volanti, passerelle sospese nel vuoto e così via). Entrambi girano bene sulla macchina, e garantiscono (soprattutto il secondo, vista la sua semplicità di gioco), ore di tranquillo svago.

La macchina all'opera

Ognuno di noi ha delle periferiche che usa più o meno abitualmente, e nel passaggio ad una nuova macchina c'è forse il rischio di doverle abbandonare. Ma l'iMac G5 riconosce al volo sia la stampante Epson Stylus Color 740 (vecchia ormai di oltre cinque anni), che lo scanner, anch'esso Epson, modello Perfection 1640 SU. Per lo scanner non sono tuttavia disponibili i driver Twain e la Epson Scan Utility, che rimangono alla versione di Mac OS X 10.3, quindi non funzionanti su Tiger.
Il lancio delle applicazioni, così come il funzionamento di Spotlight (forse la novità più ghiotta di Tiger), è veloce. Solo GarageBand si prende un po' più tempo per portare l'utente alla propria interfaccia, mentre le altre applicazioni della suite digitale iLife '05 sono più efficienti.
Dashboard è elegante, i Widget carini; ma chi scrive dopo qualche giorno di utilizzo della macchina ne ha dimenticato l'esistenza.
Exposé parrebbe una sciocchezzuola: ma poter rimettere ordine sulla propria scrivania, quando su questa si affollano le finestre di svariate applicazioni, e farlo con un banale clic del mouse, è di una comodità non da poco. Invece di 'scendere' al Dock, e cliccare sull'icona del programma per riportare in primo piano la sua finestra, è sufficiente azionare Exposé. In un attimo tutto torna in ordine.

Sorprende però la lentezza con cui la macchina va in stato di stop e ne esce: un iMac G3 con 512 MB di ram (con Mac OS X 10.2), appare ben più veloce. Né l'aggiornamento (la macchina arriva con Mac OS X 10.4.2), risolve alcunché.

Un cenno doveroso alla rumorosità della macchina: nei compiti più normali (navigare, lancio del Word processor preferito), non c'è alcun segno di attività delle ventole. Non appena si introduce ad esempio un CD audio e inizia la riproduzione della musica, puntualmente partono. E sui brani più acustici il suono di sottofondo delle ventole è una costante. L'espulsione del CD ha come conseguenza l'immediato spegnimento delle ventole. Viceversa la visione di un DVD (un film muto), scivola via piacevolmente, senza mai provocare all'attivazione delle ventole.

Giudizio finale

Prima di procedere al giudizio finale, occorre provare a rispondere ai dubbi, o perplessità che dir si voglia, di chi legge, e a questo punto pensa: scelgo un iMac G5 o un iMac con processore Intel?
Al di là delle prestazioni del processore, e della "forza bruta" che il Core Duo di Intel può scatenare ("Sino a 2 volte più veloce del G5 di IBM", afferma Apple), sono anche altri gli elementi da tenere in debito conto nella scelta di una macchina.

Se lavorare è la necessità principale, sarà bene indirizzare i propri propositi sulle macchine fornite di un processore PowerPC. Nulla è perfetto a questo mondo, sia chiaro: ma certo questo genere di macchine possiede oramai un'eccellente affidabilità. Ma si tratta di una macchina "vecchia", o destinata al museo, di cui liberarsi velocemente? No: primo, perché comunque Apple ha sempre provveduto a migliorare il proprio parco macchine. Secondo: ricordate che siete voi a decidere quando il computer su cui lavorate è vecchio, non l'ufficio marketing di Cupertino o Redmond. Se navigare e scaricare la posta sono tutto quello che vi serve, un G3 sarà sufficiente; se questo non vi basta più è perché desiderate imparare e conoscere altro. Allora il G3 sarà diventato vecchio: e potrebbe accadere domani o tra sei mesi, in barba agli aggiornamenti hardware che si susseguono.
Se siete pionieri, l'iMac Intel Core Duo è lì ad attendervi a braccia aperte: rappresenta quello che sarà Apple tra qualche anno, e porta con sé le incognite di una nuova architettura che il tempo renderà migliore.

Vediamo ora di tirare le fila del nostro discorso.
A un prezzo di poco inferiore ai 1400,00 Euro ci si porta a casa una macchina con un sistema operativo di prim'ordine (Tiger appunto), una suite digitale (iLife '05), facile da usare e perfetta per l'uso domestico, e un pacco di altra roba per nulla disprezzabile. Quali Bluetooth e Airport Extreme integrate, webcam iSight incorporata, Front Row, Xcode (gli strumenti per sviluppare software per la piattaforma Mac), Automator (di cui ci occuperemo a parte prossimamente), Office Test Drive e unità ottica SuperDrive per CD/DVD a 8x.
Con la sola pecca di iWork (comprendente Keynote e Pages, la soluzione per le presentazioni e la scrittura di Apple), in prova per 30 giorni.
Non mancano gli ammennicoli quali Dashboard e Photo Booth: anche se per alcuni saranno rivoluzionari quanto l'invenzione della ruota.
Da ricordare che l'iMac G5 non ha più il modem: quindi se non avete l'Adsl dovrete anche ordinare questo dispositivo a parte (costo: 55,00 Euro). E se accettate i consigli, eccovene uno: aggiornate la ram ad almeno 1 GB.

Scheda prodotto


Categoria CPU iMac G5 iSight 17" 1,9 GHz

Produttore Apple
Distributore Apple Italia
Prezzo 1379,00 Euro

Pro: Macchina con dotazione software ricca e completa, schermo perfetto e luminoso, Mighty Mouse, Airport Extreme e Bluetooth inclusi, webcam iSight.

Contro: Tecnologia Front Row ancora acerba e lenta, suite iWork solo in prova per 30 giorni. Un po' rumoroso alle prese con determinati compiti. Le porte sul retro risultano scomode.

Data di pubblicazione: 18-01-2006

L'intero contenuto di questo sito è © dal 1998 del Team di ilMac.net, è vietata ogni riproduzione senza il consenso scritto da parte degli autori.