Un nuovo libro sulla storia di Steve Jobs giunge sulle nostre scrivanie di recensori
sempre attenti alle novità del settore. Questa volta l'autore è
Cyril Fievet, noto giornalista francese, che da diversi anni segue le vicende
di Cupertino. Il libro, edito per l'Italia da Mondadori Informatica, in parte
ricalca "I sù
e giù di Steve Jobs", biografia non autorizzata del CEO di Apple,
scritta da Alan Deutschmann, e di cui abbiamo già parlato su queste pagine
tempo fa. Ma se la biografia del giornalista di Vanity Fair, per ovvi motivi cronologici,
arriva a coprire fino al 1999/2000, "Apple-Pixar Mania", essendo stato
scritto nel 2004, narra anche il quinquennio successivo di Apple, giungendo alla
narrazione degli avvenimenti più vicini ai giorni nostri. Nella copertina,
infatti, un soddisfattissimo Jobs sfoggia l'iPod shuffle: si tratta di un momento
clou tratto dal MacWorld di gennaio 2005.
Non solo Apple
Il libro non segue la storia di Apple nei dettagli, ma narra cronologicamente
il percorso imprenditoriale dell'enfant terrible ex hippy, facendo anche ampio
ricorso a citazioni giornalistiche contemporanee agli avvenimenti. Dai tempi del
garage-laboratorio, in perfetto stile comunità ribelle anni Sessanta-Settanta
(in cui videro luce le prime macchine Apple), al provvidenziale avvento dei
capitali di Mike Markkula. Dalla storica cacciata di Jobs all'invano tentativo di riscatto
con la fondazione di NeXT, società nata con un duplice scopo: produrre
i computer più avveniristici in assoluto e dimostrare al mondo che, per
Steve, Apple non fu solamente un colpo di fortuna. Arrivati agli anni Ottanta,
prende il via la narrazione delle vicende relative a Pixar. Jobs acquista da
George Lucas (regista di Star Wars) la divisione degli studios che si occupa
di effetti speciali digitalizzati. Da queste fondamenta, nell'arco di qualche
anno, - e grazie ai talentuosi creativi dello staff - nascerà una società
talmente innovativa da riuscire a strappare accordi favorevoli al colosso Disney,
per la distribuzione dei propri film d'animazione 3D. Dal 1996, con "Toy
Story", campione di incassi, al più recente "Monster Inc.",
del 2002, fino ad arrivare alla definitiva rottura tra Apple e la società
diretta da Michael Eisner, ad inizio 2004.
Storia recente
Particolarmente avvincente la seconda parte del libro, che conclude a lieto
fine l'intreccio di una storia partita bene, ma che a metà vede una perdita
di equilibri, con un Jobs defenestrato dal neo presidente John Sculley e impotente
di fronte flop dei prodotti NeXT, troppo futuristici (e costosi) per l'epoca:
frutto di un genio incompreso. Come noto ai più, Steve Jobs si reinsedierà
a Cupertino a partire dal 1997, raccogliendo col cucchiaino una Apple che, nonostante
una situazione di cassa ampiamente positiva, ha continuato a perdere centinaia
di milioni di dollari dalla metà degli anni Novanta in poi. La "cura
da cavallo" del fondatore prevede il taglio dello sviluppo di alcuni prodotti
non redditizi (come il Newton o la console Pippin) per concentrarsi sugli innovativi
iMac e PowerMac G3, prima, e in seguito puntando sui PowerMac G4 e gli iPod.
Il resto è storia recente: l'iPod si rivelerà un successo commerciale
strepitoso, aiutato anche dalla "killer application" iTunes Music
Store, che in poche settimane diventa il leader assoluto della musica on line.
Apple, dal 2003, inizia ad essere vista sotto una diversa luce da parte del
grande pubblico, i suoi bilanci migliorano sempre più e il titolo in
Borsa subisce rialzi vertiginosi.
Oggi, a distanza di poche settimane dalla pubblicazione del libro di Fievet,
sarebbe già necessaria una "patch", un'aggiunta al testo: come sappiamo, un altro capitolo della storia di Cupertino si è aperto
in questi giorni, con l'annuncio della transizione verso i processori Intel.
Ma confidiamo che, da qualche parte nel mondo, qualcuno stia già iniziando
a scrivere il prossimo volume riguardo questa "Neverending Apple Story".
Conclusioni
Lo stile del testo è particolarmente stringato e la narrazione incalza
piuttosto rapidamente, senza troppo soffermarsi sui dettagli. La semplicità
ne la è caratteristica peculiare. I capitoli molto brevi, a volte, sembrano
degli articoli a sé stanti. Il volume si compone di circa 210 pagine,
numero in parte gonfiato dalla scelta di un font inusualmente grande per questo
genere di libri.
Se tra le vostre precedenti letture, annoverate qualche libro sulla storia di
Apple o sulla vita di Jobs, allora è meglio che cominciate a leggere
a partire dalla seconda metà del libro. La prima parte non aggiungerà
molto di nuovo a quanto già si sa. Si tratta di un testo che può
soddisfare più la curiosità di un Mac neofita che voglia avere
una rapida panoramica sulla storia di Apple, piuttosto che quella di un "veterano".
Il tutto condito da numerosi annedoti e voci di corridoio.
Per concludere, sicuramente è da segnalare la pecca che contraddistingue
la versione italiana del libro: la traduzione dal francese, a volte, risulta
effettuata senza cognizione di causa. Di certo sarà stata curata da un
letterato senza un adeguato supporto tecnico. Per alcune imprecisioni si può
chiudere un occhio, ma anche il lettore meno attento sorriderà di fronte
alla traduzione di OS in "sistema di gestione" piuttosto
che davanti all'affermazione che "Apple è un imprenditore",
scorretta anche concettualmente, e ripetuta più volte. L'utente Mac
più attento e di vecchia data, di sicuro, troverà molte altre
inesattezze. Ma crediamo che, difficilmente, un Mac lover si accontenterà
di acquistare un libro così superficiale che, ribadiamo, ci sembra più
adeguato ad uno "switcher" novizio.
Scheda Prodotto
Titolo: Apple Pixar mania Autore: Cyril Fievet Editore: Mondadori Informatica Pagine : 212 Prezzo : Euro 12,80 ISBN: 88-04-53798-X