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Andrea Del Ponte

Evento: Il futuro della pubblicità is now?
Giovedì, 28 Settembre 2006 (Alessandro Palmisano)

Ieri, a Milano, l'hotel "Four Season" è stato la location dove The Ruling Companies ha tenuto un interessante evento focalizzato sulla discussione riguardante la pubblicità in uno scenario di cambiamento dei media. In collaborazione con Lele Dainesi, abbiamo seguito questa tavola rotonda proiettata verso il futuro prossimo del modo di essere della pubblicità: modelli di business che cambiano e che, presto o tardi, all'aumentare della pervasività di Internet, coinvolgeranno un numero sempre più elevato di persone. Alcuni cambiamenti in atto sono sotto gli occhi di tutti: come la convergenza dei media e la frammentazione delle TV (tradizionale, satellitare ed IPTV) e dell'audience di massa. In questo contesto, è il consumatore ad assumere quel ruolo di driver, che fino a pochi anni fa era relegato all'offerta. E bisogna domandarsi quanto, fenomeni come Google, le community e i blog, si ripercuotono sulle strategie di pubblicità e di marketing.

È il dottor Pugliese di Booz Allen & Hamilton ad aprire l'incontro, sottolineando come siano in atto tre grossi trend: mentre il consumatore ha sempre più potere sui media, i responsabili marketing stanno modificando il loro approccio agli investimenti e le società di advertising si adeguano al mercato. Mentre la maggior parte del tempo trascorso su Internet viene assorbito dalle funzioni di ricerca, siti come MySpace e YouTube fanno nascere nuovi modelli di business e aumentano la disponibilità di contenuti autogenerati.

L'amministratore delegato di RaiNet Alberto Contri fa notare come il sistema Italia si adagi fin troppo sulle rendite da posizione, badando poco all'innovazione e sottolinea come siano ancora troppe quelle società che considerano il web alla stregua di un media tradizionale.

Interviene poi Raimondo Boggia, che si sofferma sul ruolo delle community nate e costruite attorno ai brand più forti. Il digitale ha insegnato che si può misurare anche il micro-risultato di un'attività di comunicazione; e, grazie all'evolversi della tecnologia, lo si può fare sempre più rapidamente e a costi sempre più contenuti.

Prende in seguito la parola Elserino Piol, presente non nei panni di venture capitalist ma in qualità di rappresentante di Fedoweb, una federazione nata per rispondere alle particolari esigenze del nuovo mercato on line. L'ing. Piol ribadisce che Internet, ancora oggi, consente di creare aziende nuove e si sofferma sul concetto di web 2.0. La Rete sta portando avanti l'evoluzione di un'economia all'interno della quale il consumatore cambia e diventa prosumer: consuma e genera risorse.

Google Italia è presente all'evento per tramite del suo amministratore delegato Massimiliano Magrini. Il business model del motore di Mountain View porta valore sia al consumatore (servizio accurato di ricerca gratis) che all'investitore (il quale può monitorare ogni euro speso in advertising). L'utente, ad ogni modo, resta sempre al centro: beneficia dei vari servizi offerti dalla piattaforma Google e, nel momento in cui clicca su uno sponsored link, si autosegmenta. Ciò consente alle imprese di raggiungere nicchie di mercato ad un costo per contatto assai ridotto.

Tra gli ultimi interventi (ma non certo per importanza), degno di nota è quello di Davide Casaleggio, consulente di comunicazione on line che tra i propri successi annovera la realizzazione del blog di Beppe Grillo. Secondo Casaleggio, Internet non è un new media, ma un super media in cui convergono l'informazione, il lavoro e i divertimenti. La Rete non è semplicisticamente una nuova tecnologia, bensì una nuova cultura. E il concetto di Web 2.0 si basa su un principio di fondo: il singolo è immerso in una rete di relazioni all'interno della quale ciò che conta è la reputazione. Ed è proprio questa rete l'oggetto di studio dei pubblicitari, nonché la loro grande sfida a metà tra motori di ricerca e social networking.

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