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Ieri, a Milano, l'hotel "Four Season" è stato la location dove
The Ruling Companies ha tenuto
un interessante evento focalizzato sulla discussione riguardante la pubblicità
in uno scenario di cambiamento dei media. In collaborazione con Lele
Dainesi, abbiamo seguito questa tavola rotonda proiettata verso il futuro
prossimo del modo di essere della pubblicità: modelli di business che
cambiano e che, presto o tardi, all'aumentare della pervasività di Internet,
coinvolgeranno un numero sempre più elevato di persone. Alcuni cambiamenti
in atto sono sotto gli occhi di tutti: come la convergenza dei media e la frammentazione
delle TV (tradizionale, satellitare ed IPTV) e dell'audience di massa. In questo
contesto, è il consumatore ad assumere quel ruolo di driver, che fino
a pochi anni fa era relegato all'offerta. E bisogna domandarsi quanto, fenomeni
come Google, le community e i blog, si ripercuotono sulle strategie di pubblicità
e di marketing.
È il dottor Pugliese di BoozAllen
& Hamilton ad aprire l'incontro, sottolineando come siano in atto
tre grossi trend: mentre il consumatore ha sempre più potere sui media,
i responsabili marketing stanno modificando il loro approccio agli investimenti
e le società di advertising si adeguano al mercato. Mentre la maggior
parte del tempo trascorso su Internet viene assorbito dalle funzioni di ricerca,
siti come MySpace e YouTube fanno nascere
nuovi modelli di business e aumentano la disponibilità di contenuti autogenerati.
L'amministratore delegato di RaiNetAlbertoContri fa notare come il sistema Italia si adagi fin troppo
sulle rendite da posizione, badando poco all'innovazione e sottolinea come siano
ancora troppe quelle società che considerano il web alla stregua di un
media tradizionale.
Interviene poi RaimondoBoggia, che si sofferma
sul ruolo delle community nate e costruite attorno ai brand più forti.
Il digitale ha insegnato che si può misurare anche il micro-risultato
di un'attività di comunicazione; e, grazie all'evolversi della tecnologia,
lo si può fare sempre più rapidamente e a costi sempre più
contenuti.
Prende in seguito la parola ElserinoPiol,
presente non nei panni di venture capitalist ma in qualità di rappresentante
di Fedoweb, una federazione nata per rispondere alle particolari
esigenze del nuovo mercato on line. L'ing. Piol ribadisce che Internet, ancora
oggi, consente di creare aziende nuove e si sofferma sul concetto di web 2.0.
La Rete sta portando avanti l'evoluzione di un'economia all'interno della quale
il consumatore cambia e diventa prosumer: consuma e genera risorse.
GoogleItalia è presente all'evento
per tramite del suo amministratore delegato MassimilianoMagrini.
Il business model del motore di Mountain View porta valore sia al consumatore
(servizio accurato di ricerca gratis) che all'investitore (il quale può
monitorare ogni euro speso in advertising). L'utente, ad ogni modo, resta sempre
al centro: beneficia dei vari servizi offerti dalla piattaforma Google e, nel
momento in cui clicca su uno sponsored link, si autosegmenta. Ciò consente
alle imprese di raggiungere nicchie di mercato ad un costo per contatto assai
ridotto.
Tra gli ultimi interventi (ma non certo per importanza), degno
di nota è quello di DavideCasaleggio,
consulente di comunicazione on line che tra i propri successi annovera la realizzazione
del blog di Beppe Grillo. Secondo Casaleggio, Internet non è un new media,
ma un super media in cui convergono l'informazione, il lavoro e i divertimenti.
La Rete non è semplicisticamente una nuova tecnologia, bensì una
nuova cultura. E il concetto di Web 2.0 si basa su un principio di fondo: il
singolo è immerso in una rete di relazioni all'interno della quale ciò
che conta è la reputazione. Ed è proprio questa rete l'oggetto
di studio dei pubblicitari, nonché la loro grande sfida a metà
tra motori di ricerca e social networking.