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Dopo la fusione, avvenuta nel 2004, tra i due big player della fonia fissa e mobile italiana, oggi il consiglio d'amministrazione del gruppo guidato da Marco Tronchetti Provera, ha approvato il progetto di scissione. TIM sarà conferita ad una società costituita ex novo e a cui faranno capo tutte le attività mobili del gruppo, comprese quelle estere (TIM Brasil in testa). Benché il piano venga presentato condito da un accordo commerciale con 20th Century Fox - che fornirà video e contenuti per il portale Alice -, è chiaro che in realtà si tratta di una pura operazione di ingegneria finanziaria.
Il gruppo dell'ex monopolista versa da tempo in una morsa di debiti pari a oltre 40 miliardi di euro, la quale comporta un esborso annuo di 2 miliardi in interessi passivi. Come salvare capre e cavoli? Semplicemente cedendo al miglior offerente la TIM (valutata tra i 35 e i 40 miliardi di euro): ecco il vero motivo dello scorporo.
Telecom rimarrà in questo modo sanissima e con debiti quasi azzerati. Conserverà inoltre la sua controllata Telecom Italia Media a cui fanno capo anche le attività televisive come La7 ed MTV. Cambierà pelle e diverrà una media company, alla quale, si vocifera, un ingresso di Murdoch (il patron di Sky) non sarebbe estraneo...
Ciò che molti si augurano, in questi giorni, è che TIM resti italiana. Dopo l'acquisto di Vodafone da parte degli inglesi, quello di Wind da parte degli egiziani, e considerato che 3 è dei cinesi, con la vendita di TIM l'Italia direbbe addio per sempre anche alla telefonia cellulare.