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La strada delle concentrazioni è una via sempre più battuta dalle aziende internettiane. Crescere facendo "shopping" è vitale per rimanere competitivi in un contesto globale. Ma anche nel mondo più "concreto" dei produttori di chip, di tanto in tanto, qualche fusione societaria fa notizia.
Come quella di oggi: era già un rumors ventilato da diverse settimane, ma oggi c'è stata l'annuncio ufficiale. AMD, il colosso dei chip e acerrimo rivale di Intel, rileverà ATI, storico concorrente di nVidia nella produzione di chipset grafici e di schede acceleratrici 2D e 3D.
L'operazione prevede il versamento, da parte di AMD, di 4,2 miliardi di dollari in contanti e uno scambio di circa 60 milioni di azioni (prezzate oggi 18,3 dollari). Il controvalore complessivo dell'operazione ammonta dunque a 5,4 miliardi di dollari. Di certo non una mossa da pesi massimi della finanza d'impresa di Wall Street, ma, considerata l'importanza di queste due società in termini di fornitura di altri competitors globali (tra cui Apple), si tratta comunque di un merger che scuoterà il mercato degli acceleratori grafici.
Speriamo in meglio per i consumatori, grazie alle economie di scala e del minor impatto sui conti degli investimenti in Ricerca&Sviluppo di cui potrà beneficiare il gruppo che nascerà dalla fusione.