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New economy: atto secondo

2 - L'evoluzione del mondo dopo il crollo

La scorsa settimana abbiamo fatto il punto sulla situazione della Net-Economy e vi avevamo promesso le nostre riflessioni sullo sviluppo dei principali attori, eccoli qua:

Sono convinto che nei prossimi 2/3 anni le possibilità di aumento degli utili da parte di alcune società legate ad Internet ed al concetto di Net Economy sono ancora molto elevate. Ecco, ad esempio, come modello interessante la strategia di evoluzione seguita da Yahoo! In 7 anni l'azienda ha conquistato il primo posto a livello mondiale: si tratta di un portale con oltre 130.000.000 di utenti. Ora, se tra questi c'é un 5% (6,5 milioni) di utenti interessati alla finanza, e di questi anche solo un 20% è disposto a pagare per avere servizi a valore aggiunto, ecco trasformarsi 1,3 milioni di utenti in clienti paganti, portatori di utili. E scusate se è poco. Aggiungete tutte le altre aree nelle quali possono essere venduti servizi a pagamento e avrete idea di quanto roseo io veda il futuro di Yahoo! Molti sono i portali che hanno cominciato a seguire questo piano di ritorno economico, ma è certo che non tutti avranno lo stesso successo. Un portale come Yahoo! è un leader incontrastato (ha oltre il 50% degli utenti Internet attivi in tutto il mondo) e ha molte più probabilità di esistere ancora tra cinque anni rispetto a quante ne abbia un portale di dimensioni minori e che mira a strategie di espansione mondiale.

Non tutte rose nel futuro.
Tuttavia, come tutte le previsioni e le visioni future anche la mia si basa su di un assunto che dovrà essere verificato, ovvero la disponibilità da parte delle persone a pagare per la fruizione di servizi; perchè ciò avvenga è importante che questi ultimi aggiungano valore a quanto già oggi reperibile in altri modi. Se le aziende come Yahoo non riusciranno a trasformare in fonti di valore, anche e soprattutto sotto forma di flussi di cassa e non più solo come valore del marchio, la loro posizione sul mercato, potranno essere schiacciate dalla loro stessa dimensione, sempre più grande e dalla concorrenza, in arrivo, dai settori più legati ai nuovi media, come le televisioni o le grandi testate di informazione.

Ma cosa accadrà alle altre grandi realtà? Ed in Italia?
Poi ci sono le realtà nazionali, molto importanti. Yahoo! è a livello mondiale al primo posto, ma se guardiamo al nostro paese, scopriamo che è Virgilio, del gruppo Seat-Tin.it ad ottenere la maggior parte dei contatti dei net surfer italiani. Nel 2001 gli utenti unici hanno superato quota 7,7 milioni, con una reach totale del 61%. Virgilio ha in piano di adottare un modello di business per fare utili molto simile a quello di Yahoo! Ma il titolo Seat ai livelli attuali non sconta assolutamente probabilità di questo tipo.

Perchè questa differenza di trattamento anche da parte degli investitori?
Ci sono molte motivazioni ed anche in questo caso, torniamo al precedente parallelismo tra Net Economy ed Old Economy; anche nella nuova economia "relazionale" è importante la dimensione raggiunta da un'azienda, ma, molto più che in passato, conta anche la dinamicità e la capacità di stringere accordi e relazioni proficue con molteplici attori anche esterni alla realtà azinedale. Internet non è, contrariamente a quanto si possa credere, un unica rete di comunicazione tra milioni di persone, ma al suo interno vivono comunità piccole o grandi ed è su queste che può basarsi lo sviluppo e la sostenibilità futura delle iniziative.

Insomma, Internet è una realtà in continuo cambiamento. Negli ultimi anni in particolare è divenuta, un veicolo di affari d'oro.Se in Borsa è scoppiata la bolla, per gli utenti è scoppiata l'illusione di poter leggere i quotidiani gratis on line. Sempre più denaro che circolerà nella Rete invece che nella realtà. Il denaro si smaterializzerà e correrà per le autostrade informatiche: ciò dimostra che la net economy , l'economia parallela è tutt'altro che morta. Essa esiste, è viva e vegeta. Basta pensare a quanti SMS inviamo ogni mese... Le aziende.com ci venderanno sempre più servizi immateriali come i messaggini di cui gli italiani sono innamorati. Inoltre mi preme sottolineare l'importanza della diffusione della Banda Larga. Penso che avere il territorio nazionale coperto da connessione a 640Kb/s e più sarà una rivoluzione simile a quella degli anni Sessanta, quando sono state costruite le Autostrade. Più saranno le case in cui arriveranno le connessioni broadband, maggiore sarà un altro tipo di business: il video on demand. Ed è per questo che c'é da scommetterci sulle aziende di telecomunicazioni e di infrastrutture broad-band.

Infine alcune considerazioni.

OK ai servizi a pagamento da parte delle dot-com, a patto che questi siano davvero a valore aggiunto. Mi spiego meglio: a me va bene pagare per leggere un articolo di un giornalista de La Repubblica , ma non le notizie ANSA. Ritengo che, nonostante questa rivoluzione che porterà, mediamente, ad un maggior drenaggio in Rete del nostro denaro, i portali debbano continuare ad offrire una certa dose di servizi free. Naturalmente a comprare una copia virtuale del Corriere della Sera, voglio conseguire un certo risparmio e pagarla la metà. Ma la Rete offre qualcosa in più. Perché comprare una copia intera quando di un quotidiano o di una certa rivista ci interessa soltanto un articolo? Voglio avere la possibilità di leggere gratuitamente i titoli degli articoli e di poter comprare per pochi centesimi, solo l'articolo che più mi interessa.

Insomma, c'è ancora molto da cambiare, aggiornare, innovare nel mondo virtuale per renderlo più utile ed interessante per tutti quelli che, attualmente, non ne usufruiscono. Non sono le occasioni a mancare, ma solo, in molti casi, la capacità delle persone di saperle cogliere per trasformare un'idea in un progetto concreto e sostenibile.Seguiremo con attenzione l'evoluzione di tutta la new-economy e dei suoi attori principali.

Data di pubblicazione: 19-05-2002

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