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Il crollo del Nasdaq

Uno sguardo ad un mercato in crisi.

Un crollo irrefrenabile?

Sono lontani i tempi in cui il Nasdaq veleggiava intorno a quota 5000 punti, oggi l'indice più utilizzato come termometro del mercato tecnologico, si dibatte, verso il basso, a quota 2600, una caduta di quasi il 50% rispetto ai massimi. Il grafico qui sotto riportato, mostra l'andamento dell'indice Nasdaq, negli ultimi 3 mesi e si nota come la caduta sia stata a scatti, con piccoli accenni di ripresa, subito persi con nuove brusche inversioni di tendenza; ciò che preoccupa è che la correzione non sembra volersi arrestare e manca poco perché l'indice Nasdaq torni ai livelli di due anni fa, prima dell'esplosione del fenomeno "Internet-Stock". Le voci più pessimiste parlano, addirittura, di un Nasdaq a quota 1500, ovvero ancora il 40% in meno dei livelli attuali, altri affermano che la caduta dovrebbe arrestarsi, altri ancora che a breve dovrebbe iniziare la risalita verso quota 3000.

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Molti esperti affermano, oggi, che la correzione era nell'aria e che loro l'avevano prevista, tuttavia questo non è proprio vero, perché moltissime società di brokeraggio, anzi tutte le maggiori avevano fissato Target price (prezzi obiettivo a medio termine) per aziende quali Yahoo, Amazon, AOL, Microsoft, a livelli che oggi appaiono chiaramente irraggiungibili. Ma non è solo una questione di incapacità o di scarsa conoscenza del proprio settore. Chi vi scrive è stato tradito proprio dall'azienda sulla quale credeva di essere più esperto: Apple. Il rallentamento delle vendite ed il conseguente crollo delle quotazioni hanno causato forti perdite a chi, come me, aveva acquistato azioni Apple anche in tempi recenti; Apple infatti oggi quota 17$ contro i 73$ del massimo raggiunto. Come sempre, nel bene e nel male, Apple si distingue per i suoi eccessi.

Tra le aziende informatiche Apple, infatti, era la società che più aveva corso, stracciando, in due anni, record su record; è stato naturale quindi che, non appena ha dato un segno di cedimento, il crollo sia stato repentino, Apple è in arretramento del 76% rispetto ai massimi e del 71% rispetto ai 60$, la sua quotazione prima dell'annuncio dato da Steve Jobs di utili inferiori alle attese e di problemi nelle vendite dei propri computer.

Nel grafico che riporto sotto, trovate un'interessante confronto, quello tra Apple, l'indice Nasdaq e Dell, nell'ultimo anno e nei due anni precedenti. Come si vede, negli ultimi 12 mesi Apple si è comportata peggio sia del suo indice di settore che di uno dei suoi concorrenti più diretti, quella Dell che, poco conosciuta in Italia, è oggi il primo venditore di personal computer negli USA. Sull'arco di tempo più lungo, si evidenzia meglio il fatto che, il crollo delle quotazioni di fine Settembre ha fatto arretrare Apple a livelli di due anni fa:

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Quanto vale oggi Apple? Beh è difficile da dire, l'economia insegna che la borsa, il mercato, è il giudice più affidabile e, quindi, dovremmo dire che Apple vale tra i 5 ed i 6 Miliardi di $. Se questo può sembrarvi un valore alto, vi do, giusto per confronare, la valutazione del mercato per aziende quali Dell (48 Miliardi di $), Compaq (39 Miliardi di $), Gateway (7 Miliardi di $), anche quest'ultima colpita proprio ieri da una raffica di vendite dopo l'annuncio di utili inferiori alle aspettative. Ma come può una società che fino a due mesi fa, veniva valutata 20 Miliardi di $, valerne oggi un quarto?

I motivi di un crollo

Le motivazioni sono tutte in una parola: Aspettative. Di quelle si nutre il mercato e per Apple si preannunciano, di nuovo, tempi molto difficili. Stando agli ultimi dati di vendita, le scorte, anziché diminuire, sono aumentate ancora, saturando l'azienda ed i canali con macchine che stanno per concludere il loro ciclo di vita e questo potrebbe portare problemi gravi sia ai rivenditori, sia ad Apple che, annunciando a Gennaio nuove macchine, si troverebbe con macchine obsolete in magazzino e non saprebbe cosa farne.
Le vendite natalizie non stanno andando così bene come tutte le aziende di informatica si attendevano e questo si sta ripercuotendo sulle quotazioni di tutte le imprese che realizzano computer; Apple era in una posizione delicata trovandosi con moltissime macchine nei canali di vendita e questo rallentamento ha ulteriormente peggiorato la situazione; se a questo aggiungiamo che il rinnovamento delle macchine non è più procastinabile anche perché, finalmente, Motorola ha cominciato la produzione di processori G4 capaci di viaggiare ben oltre i 500 MHz soglia a cui sono fermi da quasi due anni. A questo punto se a Gennaio la situazione dei magazzini non sarà migliorata, Apple dovrà decidere se presentare o meno le nuove macchine, ma la possibilità che a San Francisco non ci siano annunci di nuovo Hardware è impossibile.
Il Natale del 2000 rischia di essere la Caporetto di Apple e degli altri grandi produttori di Computer, schiacciati da quel mercato Americano che, fino a pochi mesi fa, sembrava crescere in maniera inarrestabile. Apple è ad un bivio, se riuscirà a rilasciare in tempi giusti MacOS X, ad uscire dallo stallo causato dalla velocità dei processori, potrebbe iniziare una forte risalita nelle quote di mercato e riassorbire, in un paio di trimestri, i minori guadagni causati dall'eliminazione delle scorte eccessive attualmente presenti nei canali. Inoltre la progressiva esplosione del mercato del video digitale se ben supportato da azioni marketing mirate e macchine adeguate, potrebbe essere per Apple, quella che la rivoluzione nella stampa fu per tutti gli anni '80 il settore trainante della sua offerta.
Per quanto riguarda il resto del mercato informatico, va detto che, le aziende come Dell e Gateway avranno tempi molto più duri, rispetto a realtà come Compaq e HP o IBM che derivano una parte consistente del loro fatturato dalla vendita di servizi oltre che dalla vendita di hardware.
A questo punto per vedere Apple rifiorire c'è una sola possibilità che riesca davvero a presentare macchine innovative nel design, ma almeno nominalmente paragonabili alle offerte del mondo Intel/Amd e che OS X convinca moltissimi utenti a cambiare piattaforma.

Da Gennaio in poi

Adesso Steve Jobs si trova ad affrontare la sua sfida più grande convincere la gente a comprare i computer Apple dato che non può più contare, almeno a breve, sull'aggiornamento delle macchine da parte degli attuali possessori di Macintosh; sempre che, San Francisco non ci porti macchine mostruosamente più veloci delle attuali e tali da convincere moltissimi utenti ad aggiornarsi. L'obiettivo dichiarato di Apple è quello di conquistare il 12% del mercato mondiale dei Personal Computer entro il 2003, bene è ora che si cominci a dar da fare perché le altre aziende non aspettano altro che di sfruttare un momento di cedimento della casa della mela, per riconquistare i territori persi.



Data di pubblicazione: 20-07-2000
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