Pochi giorni fa il mondo "placido" dei software è stato
scosso da un annuncio molto particolare, anche se non inatteso, la
fusione per acquisizione di Macromedia in Adobe. Che Adobe fosse in
caccia di concorrenti era notizia risaputa così come il suo
interesse sia per Macromedia sia per la rivale di sempre la Quark.
Quest'ultima ha respinto tutte le offerte, Macromedia, viceversa, ha
accettato grazie ad un offerta da 3,4 Miliardi di $, ovvero il 25% in
più di quanto il titolo è valutato sul mercato.
Si tratta di una delle più grandi operazioni di acquisizione
nel ristretto mondo del software, oltre alla ben nota vicenda
Oracle/PeopleSoft.
Ma al di là delle dimensioni quello che rende interessante
l'operazione è che si tratta di aziende storicamente
concorrenti e con molti prodotti tra di loro in competizione, si pensi
ad Illustrator e Freehand, oppure a Flash e LiveMotion; inoltre si
tratta di aziende molto presenti e conosciute nel mondo Mac.
Obiettivo dell'operazione è creare una realtà
molto forte, radicata sia nel settore tradizionale del publishing e
della documentazione digitale come nel caso di Adobe, sia nelle nuove
frontiere digitali, come nel caso di Macromedia e delle sue
applicazioni come Dreamweaver o ColdFusion. Tuttavia è tutto
il vasto pacchetto di applicativi detenuto congiuntamente dalle 2
ex-rivali che rende questa operazione estremamente interessante e
complesso.
Inoltre tutto il mondo dell'informatica è attraversato da
spinte verso la concentrazione anche per controbilanciare il peso e le
aspirazioni di chi, come Microsoft, punta ad estendersi oltre il
"ristretto" muro dell'Office automation e dei sistemi operativi per
individuare nuove aree da conquistare e da cui trarre profitti. La
scelta delle due aziende è quindi quella di muovere
un'offensiva, alzando, di molto, il livello della competizione
così da aumentare le distanze tra loro ed i potenziali
concorrenti.
La fusione, almeno dal punto di vista delle due aziende, ha un forte
senso economico. Il mercato del software è sempre
più complesso e richiede investimenti crescenti per
sfruttare adeguatamente le nuove macchine ed offrire nuove
funzionalità. L'unione dei punti di forza delle 2 aziende
potrebbe portare, con maggiore semplicità, a realizzare
prodotti migliori spendendo meno, anche perchè si potranno
sfruttare caratteristiche e punti di forza di tutte le applicazioni
"sovrapposte" oltre a meglio internalizzare le tante idee che
sicuramente erano presenti in entrambe le aziende per le nuove versioni
dei loro prodotti.
E fin qui tutto bene, dovremmo quasi essere felici di questa notizia.
Purtroppo, però, c'è sempre il rovescio della
medaglia ed in questo caso si tratta di un rovescio davvero brutto.
La fusione tra le 2 maggiori aziende in un mercato fatto per lo
più da "piccole" realtà, rischia di uccidere la
competizione. Un esempio è emblematico a riguardo, la
differente evoluzione che hanno avuto Photoshop ed Illustrator nel
corso degli anni. Il primo che gode di una posizione di sostanziale
monopolio, ha visto sì incrementare le sue
funzionalità e capacità, ma ad un tasso molto
lento. Viceversa Illustrator ha ricevuto, con ogni versione, fortissimi
miglioramenti ed affinamenti, stimolato com'era dal confronto con
l'eterno rivale Freehand.
Certo oggi c'è il grande mondo dell'open-source a
rappresentare il fenomeno nuovo dell'informatica per cui, potenziali
nuovi concorrenti non hanno bisogno di investire milioni di €
per creare ex-novo un applicativo, ma potrebbero lavorare, in modo
proficuo, partendo da basi già note e condivise come GIMP,
un po' come ha fatto Apple con Safari.
Tuttavia il venir meno di alternative non è mai positivo e,
anche se inizialmente questa semplificazione potrebbe non essere
così forte, con il tempo la convergenza è
scontata perchè non sarebbe logico proseguire,
indefinitamente, lo sviluppo di applicativi in concorrenza
con se stessi nella medesima azienda.
In economia è sempre sbagliato analizzare un fenomeno senza
contestualizzarlo, perché c'è sempre il rischio
di un'analisi parziale. Tuttavia da oggi, il mondo dell'informatica
sarà un po' meno competitivo. In prospettiva si apre un
nuovo spiraglio per chi vorrà occuparlo, la questione
è:
Ci sarà qualcuno che avrà voglia e fondi per
sfidare questo nuovo colosso nel suo mercato specifico?
Guardando a Photoshop ed alla sua evoluzione molto rallentato non si
può non essere moderatamente proccupati,
tuttavia il mondo cambia velocemente e neanche la nuova Adobe
potrà dimenticarsi del mercato pena la marginalizzazione
come la lezione PageMaker potrebbe aver loro insegnato.