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Il venerdì rosso di Apple

Le cause del panic selling

E' raro sentir parlare di Apple durante i TG italiani. Eppure ieri, 29 settembre è stato così, molti TG, nella pagina economica hanno menzionato l'azienda di Cupertino perché ieri ha avuto un crollo storico: in una sola seduta borsistica ha dimezzato il suo valore di mercato, bruciando circa 17.000 miliardi di lire.
Per l'esattezza -52% con un prezzo di chiusura di sotto i 26$ per azione. Ed è entrata anche nella classifica degli titoli più scambiati nella storia della Borsa Americana. Nei forum e nei newsgroup dedicati alla Borsa è diventato tra gli argomenti più trattati, e alla vista di quel -50% rosso si respirava un'aria di panico e, al tempo stesso, di incredulità. Semplicemente non era giustificato un crollo di tale portata.

Ma che cosa ha spinto gli investitori a liberarsi delle stocks Apple che solo giovedì valevano 53$ e poche settimane fa più 60 $ dollari?
C'é stato un profit warning, ovvero giovedì l'azienda ha annunciato che, per questo quarto fiscale, le previsioni di vendita non saranno rispettate. Infatti, durante questi ultimi tre mesi (luglio, agosto, settembre), sono stati venduti meno Mac di quanto gli analisti si aspettassero. I cali di vendite hanno colpito tutta la linea di computer: dal recente Cube all'iMac, passando per la sua versione portable, l'iBook. E lo stesso Cubo, che avrebbe dovuto far incrementare le vendite, ha deluso le aspettative. Ed è proprio sulle aspettative che si investe in Borsa. Apple, fino ad ieri, con una capitalizzazione di oltre 34.000 miliardi di Lire, valeva circa 52 volte gli utili che produce. Il rapporto tra la capitalizzazione della società ed utili, si esprime, per brevità, con la formula 'P/E' (= Price/Earnings, appunto Prezzo/Utili). A termine di paragone, possiamo confrontare il P/E della Mela con quello di competitors come IBM e Compaq, le quali hanno un rapporto, rispettivamente di 29 e di 41 circa. Il P/E di una società dipende da molti fattori, tra i quali la sua posizione sul mercato, la fiducia che il mercato ripone in essa e, in maniera particolare, le aspettative. La Apple ante-crollo valeva, come ho detto, 52 volte gli utili, ben di più dei competitors. Ciò significa che il mercato si attendeva risultati in linea, se non superiori alle aspettative, motivo che giustificava questo premio. Così non è avvenuto, e il mercato non ci ha pensato due volte a "punire" l'azienda. Ora, con un crollo del 50%, presenta un multiplo 26x: sotto i livelli dei suoi competitors.


Apple ha deluso. Ma quanto?

É innanzitutto sceso il suo livello di penetrazione nel mercato statunitense, passando dal 7,5% al 5,4%, e ciò ha fatto calare il fatturato dalla stima precedente di 2,03 miliardi di $, a meno di 1,9 miliardi di $. E in maniera particolare si sono ridotti gli utili, di oltre il 30%. Logico un crollo del titolo, ma meno logico l'esagerato dimezzamento delle quotazioni. Gli analisti sono concordi sul fatto che il mercato abbia reagito in maniera eccessiva alla notizia. E David Brady, manager di un importante fondo USA, alla luce di questi nuovi dati, valuta comunque le azioni Apple non meno di 38-42 $, e confida anche in un forte aumento delle vendite di Mac durante il prossimo periodo natalizio. Il Nasdaq, il listino USA dei titoli tecnologici, sta vivendo un momento di pessimismo e di brusche correzioni, dato che più del 60% delle grandi aziende hanno registrato utili in calo. Ci vorrà un po' di tempo per riconquistare la fiducia degli investitori, quindi la ripresa dei titoli Apple non pare essere proprio dietro l'angolo.


Ma quali sono le cause di questo calo di vendite?
Il calo di vendite si è abbattuto sia sul settore business (quindi G3/G4) sia su quello della didattica (iMac/iBook). E questo perché la domanda di Mac è stata modesta, e ciò è imputabile ai prezzi, più alti rispetto alla media dei competitors. A ciò si aggiungono i ritardi per il rilascio di processori più potenti da parte di Motorola e IBM. Mentre ora il più veloce PowerPC raggiunge i 500 MHz, i PC Wintel sono disponibili anche a 1000 MHz. Naturalmente i nostri G4/500 non sono inferiori ai Pentium/1 GHz (anzi...), ma capite che quando un utente neofita si trova davanti due offerte di computer, di cui uno è un G4/500 e l'altro un PC Wintel/1 GHz accompagnato da una scheda 3D dell'ultima generazione, il tutto con un prezzo inferiore del 20-30%, egli opta per il secondo. Trucchi di marketing che la concorrenza ha saputo ben sfruttare.


Auspici per il futuro
Steve Jobs dovrà innanzitutto raggiungere accordi in fretta con Motorola ed IBM per il rilascio di PowerPC più veloci (approfondisci). Il mercato dovrà essere sorpreso di nuovo dall'avanguardia di Apple, non solo dal punto di vista del design. Sicuramente, con il rilascio di MacOS X (approfondisci) si muoverà proprio in questa direzione. Il mercato finanziario, con la valutazione di 26 $ ad azione non tiene in conto assolutamente un probabile successo del nuovo Sistema Operativo. Nei momenti negativi si vedono solo le prospettive negative, con questo prezzo per azione il mercato esprime un'aspettativa di ulteriori cali di utile per il futuro. Di momenti di crisi Apple ne ha già vissuti, e molto peggiori di questo. Ad esempio nel 1996, ai tempi di Gil Amelio, quando i bilanci i rosso non sembravano avere fine... Lì si che Cupertino rischiava il tracollo... Steve Jobs, dal suo ritorno gli ha ridato nuova linfa. Anche se ci vorrà tempo per una buona ripresa, io penso che questa sia solo una fase passeggera. Ho fiducia in Steve.

Con questo articolo non si intende sollecitare all'acquisto di azioni Apple. Chi le compra lo fa a proprio rischio.



Data di pubblicazione: 01-10-2000
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