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HyperCard

La rivoluzione muore in silenzio

A voler essere pignoli, HyperCard non dovrebbe far parte di questa serie di articoli. Perché non esiste alcun comunicato ufficiale da parte della Apple che ne decreti la morte. Come invece è successo per tutte le tecnologie o i prodotti (per esempio il Cubo), che non hanno incontrato il successo del pubblico. Si è scelto, da parte di Cupertino, una via più "indolore": lo si è lasciato semplicemente morire. Forse perché non si poteva uccidere in modo così plateale un prodotto con un così nobile padre.

Nobili natali

Bill Atkinson: colui che ha creato buona parte del Macintosh e di MacPaint (un ottimo programma di disegno). Ecco chi è il creatore di HyperCard. Nel 1985, Bill Atkinson si rende conto che i computer sono macchine straordinarie, ma potrebbero esserlo ancora di più. Purtroppo, le loro capacità vengono sfruttate solo dai programmatori, mentre gli utenti, ne sono tagliati fuori. Per rendere il computer qualcosa di definitivamente semplice, alla portata di tutti e in un certo senso, 'democratico', occorre creare uno strumento semplice, che consenta grande libertà di azione a tutti i possessori di Macintosh. Alla Apple, Atkinsons è 'Apple Fellow'; che non è solo un titolo onorifico riservato a coloro che hanno scritto la storia dell'azienda di Cupertino. Chi si fregia di tale onorificenza, ha a disposizione un consistente budget e, cosa forse ancora più importante, non deve rendere conto alla direzione su cosa stia lavorando. Ma agli inizi Atkinson pensa addirittura di abbandonare l'azienda per realizzare la sua idea. John Sculley (il presidente, Jobs aveva già fatto le valigie), lo dissuade.

La programmazione per tutti

HyperCard (in origine chiamato "WildCard"), in principio è ideato come un programma di gestione personale. Sarà proprio Sculley a suggerire a Atkinson di farne un sistema di programmazione intuitivo ma potente. E così accade.
Nell'agosto del 1987 HyperCard viene presentato ufficialmente. Si decide di fornirlo di serie su ogni Mac prodotto. Nel suo primo anno di vita, l'applicazione verrà venduta in 1 milione di copie. Un successo travolgente; in breve tempo è un fiorire di libri, riviste, user group dedicati a questo programma. Un numero impressionante di persone si avvicina così alla programmazione, e produce (a volte solo per hobby), programmi shareware. Sempre in quegli anni, due perfetti sconosciuti, tali fratelli Miller, che sino ad allora avevano studiato le possibilità offerte da quel nuovo supporto che era il CD-Rom, creano (interamente scritto in HyperCard), il videogioco 'Myst'. Secondo il Wall Street Journal il programma "cambia il modo in cui le informazioni sono organizzate e usate". La missione che si era posto Bill Atkinson sembra dunque compiuta. Ma cosa aveva di così rivoluzionario HyperCard?

La sua filosofia

HyperCard era un ambiente di programmazione che permetteva anche ai non esperti di creare in poco tempo applicazioni capaci di girare su Mac. L'utente aveva a propria disposizione gli elementi dell'interfaccia grafica del Mac, e così poteva tranquillamente concentrarsi sul programma vero e proprio, anziché dover pensare anche all'aspetto grafico. Il programma forniva all'utente dei stacks, o pacchetti (ma se ne potevano creare di nuovi). Al loro interno, vi erano delle "schede" (o "cards"), collegate le une alle altre proprio come i link del Web. Ogni scheda conteneva pulsanti, campi di testo, e a ciascuno di questi elementi si poteva associare uno script per dire loro come comportarsi. Lo script era scritto in un linguaggio chiamato HyperTalk, simile all'inglese parlato. I commandi erano verbi (come "quiet", "go", eccetera), mentre gli eventi erano affidati a frasi del tipo: onMouseDoubleClick. Inoltre, si faceva massiccio uso dell'ipertesto; anzi, fu il primo programma a presentare questa importante innovazione.

Un lento declino

Nel 1990 viene presentata la versione 2.0, con circa 80 novità: ora HyperCard è più veloce, e integra anche un debugger per la correzione degli script. Buona parte delle funzioni che ora porta con sé sono frutto dei suggerimenti degli utilizzatori. Sembra che il programma sia pronto per un ulteriore salto di qualità. Ma proprio allora Apple decide di non fornirlo più di serie con ogni Mac prodotto. Seguono altre revisioni: la 2.2, la 2.3 e infine nel 1998 la 2.4. Di fatto, sarà l'ultima di un certo rilievo: a parte qualche piccolo aggiornamento rilasciato per rimuovere bachi, lo sviluppo di HyperCard viene, di fatto, ibernato. I malumori iniziano a serpeggiare tra i tanti, davvero tanti utilizzatori di questo programma in giro per il mondo. Le loro pressioni sulla Apple si fanno sempre più frequenti, ma la società di Cupertino fa orecchie da mercante. Iniziano a circolare voci che dovrebbero rassicurare i sempre più perplessi 'tifosi' di HyoerCard. Nel 1996 si dà per imminente il rilascio della versione 3.0; una fusione tra QuickTime e HyperCard tale da far fare al programma un rivoluzionario rientro. Ma gli anni passano, e HyperCard non si evolve.

Nel limbo. Perché?

Ormai non mancano certo i programmi capaci di offrire all'utilizzatore anche inesperto, degli ottimi strumenti per programmare. Basti citare MetaCard, Revolution e SuperCard, indicati come i successori più o meno legittimi di HyperCard. Ma la creatura di Atkinson (ora un affermato fotografo), ha avuto l'enorme pregio di essere la prima a dare a chiunque gli strumenti per creare ex novo, delle applicazioni assolutamente professionali. Rimane una domanda: perché questo sciocco abbandono? Per quale ragione lo stesso Steve Jobs nel 1998 affermava che HyperCard non era abbandonato? Un programma del genere, così rivoluzionario, non meritava affatto un simile, mesto declino. Una spiegazione, una qualunque, sarebbe gradita: la chiedono i tanti estimatori di questo programma sparsi in giro per il mondo, e che si sono organizzati in gruppi proprio per sostenere (ormai contro ogni speranza), HyperCard.
Basti pensare che il sistema di illuminazione della sala da concerti delle Petronas Towers di Kuala Lampur, gira su HyperCard. Anche la casa automobilistica Renault lo usava (almeno fino al 2002).

Di seguito, alcune immagini dell'applicazione:


card button

quicktime toolkit stack


Le immgini sono tratte dal sito: Hypercard: Teach Yourself HyperCard.

Il sito dei sostenitori di HyperCard: IHUG.

Il sito di Bill Atkinson.



Data di pubblicazione: 21-03-2004
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