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Il video digitale e la strategia Apple

Il futuro del cinema

Che Apple sia riuscita a mettersi pesantamente al centro di tutte le attuali stategie sull'intrattenimento digitale è fuori discussione.
Che riesca a rimanerci è oggetto di aspri dibattiti e dipende molto dagli assi nella manica di Steve Jobs e dagli accordi più o meno segreti che ha contratto con gli altri attori dei mercati coinvolti.

Apple bersaglio mobile!

Molto dipende però dalla capacità della casa di Cupertino di rimanere in movimento, di essere un "bersaglio mobile": non solo per non farsi "colpire" dagli avversari ma specialmente per convincerli della difficoltà che un colpo in tal senso non sia "pericoloso".
Ovvero, date le dimensioni dei colossi in gioco qualsiasi azione ostile e "non risolutiva" può scatenare reazioni devastanti per tutto il mercato.
Diventa quindi essenziale mantenere la mobilità sui vari mercati complementari per avere vie di fuga e fonti di profitto in caso di attacco su qualche business particolare.
In quest'ottica Apple si sta comportando molto bene, meglio di Microsoft e Sony che, nonostante le maggiori dimensioni paiono più legate ai loro "core business".
Apple è riuscita, grazie allo scambio azionario tra Disney e Pixar, a mettere Steve Jobs nella stanza dei bottoni di Hollywood, con un ruolo che infastidisce sempre più Sony-Columbia quale casa produttrice cinematografica, analogamente l'iTunes Music Store impone le sue condizioni a Sony Music-BMG come casa discografica.
Il settore dei riproduttori MP3 è già sede di scontro frontale tra le due e case inoltre Micorsoft pare avere attuato un patto di desistenza armata con Apple nel momemto in cui la xBox insida la Play Station. Insomma è lotta a tutto campo.

La strategia del video professionale

E' in questo contesto che si colloca il lungimirante impegno di Apple nelle tecnologie di produzione video professionale, settore in cui era storicamente forte Sony.
La rivoluzione tecnica di un mercato ne sconvolge quasi sempre gli equilibri e quindi l'impegno per il digitale ad alta risoluzione è fondamentale abbassando drasticamente i costi di produzione.
Si spiega così la sempre maggiore presenza della casa di Cupertino, direttamente o indirettamente, nelle manifestazioni legate alla cinematografia.

Il ruolo dei rivenditori

Una interessante rassegna legata a produzioni di budget medio-basso come quelle del cinema popolare dell'estremo oriente, il Far East Film che si è tenuto a Udine, ha consentito di vedere all'opera tale stategia.
Il rivenditore Apple di Trieste, la Bip Computer, ha messo a servizio di tale disegno la sua competenza nel seguire la clientela professionale, forse l'unica risorsa rimasta ai rivenditori indipendenti per combattere contro le aggressive tecniche di distribuzione di Apple nel mercato consumer.
Ne è nato un interessante seminario aperto a professionisti e appassionati: è stato girato e montato in diretta uno "spot" della manifestazione.
Il risultato, grazie ad un proiettore da due megapixel è stato qualitativamente sbalorditivo: l'unico limite era la dimensione dello schermo!

La morale della favola?

Le sinergie tra hardware per video ad alta definizione (videocamere, proiettori, sistemi desktop professionali) e software per video ad alta definizione (Apple Final Cut Studio) sono infatti inutili senza una precisa opera di promozione che consiste, appunto, nell'indicare agli emergenti cineasti o videoperatori le potenzialità del pacchetto.
E il ruolo dei distributori tradizionali, almeno in Italia, è in tal senso insostituibile.
Si profila quindi, con la concreta possibilità di produrre digitalmente a costi molto bassi prodotti di qualità video compatibili con la proiezione cinematografica, la necessità di assunzione di impegni anche notevoli da parte dei rivenditori che vogliono stare sul mercato a certi livelli, a cui dovrà corrispondere un affidabile riscontro da parte di Apple, in passato non troppo "dolce" con i suoi rivenditori.
Il rinnovato rapporto di fiducia tra la casa madre e i rivenditori, che dovranno muovere sempre meno "scatoloni" e sempre più proporre "soluzioni" è parte indispensabile delle complesse strategie che coinvolgono gli attori del mercato dell'information technology in cui compete, oggi, Apple.


Data di pubblicazione: 03-05-2006
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