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Apple verso Intel

La transizione continua

Sono passati alcuni mesi dalla notizia bomba che ha sconvolto, dalle fondamenta, il mondo Mac, ovvero la decisione, annunciata da Jobs stesso,  di passare dai processori Power PC a quelli Intel.

C'è grande rumore intorno a questa scelta ed anche intorno alla ventilata possibilità che a Cupertino decidano di giocare d'anticipo e presentare macchine dotate dei microprocessori Intel sin dal prossimo Gennaio, anziché dal previsto mese di aprile. Tuttavia l'hardware senza il software non ha alcuna utilità ed ovviamente rilasciare delle macchine solo con Rosetta, l'ambiente di emulazione, non avrebbe molto significato.


Guardando al mondo degli sviluppatori si possono capire molte cose, non solo come sta procedendo la transizione, ma anche gettare uno sguardo a ciò che ci attende nei prossimi mesi e provare ad ipotizzare altre mosse di Apple nella sua strategia di acquisizione di quote di mercato nel mondo dei Personal Computer.

Jobs ha detto la verità: la transizione non è un salto nel vuoto.


Steve Jobs l'aveva detto nel suo discorso agli sviluppatori il cambiamento del processore e, quindi dell'architettura delle macchine sarebbe stato poco doloroso e, stando ai riscontri ottenibili da molti sviluppatori di software, sembra che il buon Steve non abbia peccato di ottimismo questa volta, grazie anche al notevole sforzo che tutta la divisione software di Cupertino sta facendo.
Questa attenzione agli sviluppatori, non è più solo di facciata o teorica, ma è stata molto sostanziosa, con aggiornamenti di XCode, pubblicazione di documentazione tecnica e di suggerimenti tutti tesi a rendere migliore e più semplice l'opera dei tanti sviluppatori.
Certo non si è trattato di una semplice ricompilazione, se non per pochi fortunati programmatori, tuttavia i timori di alcuni mesi fa stanno svanendo e con essi c'è maggior fiducia in questa svolta.

Rosetta la vera incognita. Come va?

In tutta questa situazione la vera incognita si chiama: Rosetta.
Per coloro che non lo sanno diciamo che rosetta rappresenta una delle più grandi innovazioni nel mondo del software degli ultimi anni. Un sistema di "emulazione" che attraverso una nuova modalità operativa, consente di ottenere velocità prossime a quelle delle applicazioni native, il tutto utilizzando processori diversi.

Ovviamente, chiunque abbia usato degli emulatori, da MAME a VirtualPC sa che non sono dei mostri di velocità, Rosetta promette e dovrà esserlo se Apple non vuol fare figuracce, qualcosa di molto diverso.
Il segreto sta in un sistema di transcodifica efficente che coniuga un forte utilizzo di cache per conservare le istruzioni "tradotte" insieme ad una trascodifica delle istruzioni a blocchi e non istruzione per istruzione.

In questi mesi Rosetta è divenuta qualcosa di più tangibile, le prove sono in corso e si cominciano a vedere le prime applicazioni ed i risultati sono incoraggianti. Tuttavia è giusto dire che Rosetta è certamente un "palliativo" che può funzionare per applicazioni che non richiedano ogni piccola risorsa del nostro computer, ma che ovviamente mostra la corda su utilizzi più spinti come i software per il 3D o i giochi con elevati elementi grafici.

Ad onor del vero Apple nell'area destinata agli sviluppatori, delinea bene cosa è Rosetta a cosa serve, quali sono i suoi pregi ed i suoi limiti. Tra le cose interessanti una è ovvia, ma importante, qualsiasi programma che girerà nativo, sarà sempre più veloce dello stesso programma translato da Rosetta, questo perché la traslazione stessa comporta una perdita di velocità.
Inoltre e questo è interessante, Rosetta sarà "trasparente" per l'utente, diversamente dall'ambiente Classic attuale. Quindi ci potremo accorgere dell'entrata in funzione di Rosetta solo dal ritardo nell'avvio del programma (tempo utilizzato da Rosetta per cominciare l'opera di translazione), ma non ci saranno segni evidenti di rosetta all'interno di MacOS X.

Grandi manovre a Cupertino.

Rosetta ed XCode sono i due tasselli più importanti nel mosaico dei nuovi Mac-Intel. Per questa ragione Rosetta viene affinata, giorno dopo giorno, grazie ai risultati provenienti dai test dei software, così come XCode viene aggiornato per produrre codice sempre più pulito ed efficiente. Tra le voci più insistenti a proposito di XCode c'è quella che vede, in preparazione, una versione dell'ambiente capace di sviluppare e compilare, contemporaneamente, per Windows, MacOS X e Linux, 
Si tratta, come è ovvio, di mere speculazioni al momento, ma il motivo di tanto interesse sarebbe chiaro, abbattere, ulteriormente, le distanze tra il mondo windows e quello Mac, attirando nuovi programmatori e aumentando ancora la già notevole mole di software disponibile.

Quanto a linux è noto che, quel mondo guarda con interesse ad Apple ed a MacOS X. Fornire uno strumento di sviluppo, potente, gratuito ed ottimizzato come XCode potrebbe spingere molti più programmatori a sviluppare il grande numero di applicazioni linux-only anche per Mac, insomma Apple vuole prendere il meglio dei due mondi.

In conclusione

I Mac-Intel sono alle porte e, rispetto all'annuncio dato da Jobs sono stati fatti passi da gigante. La comunità ha risposto bene sia dal punto di vista degli sviluppatori che, cosa importante, anche da quello degli utenti, che sono sempre meno diffidenti e sempre più incuriositi da questa nuova combinazione.



Data di pubblicazione: 25-12-2005
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