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A cavallo di un filo di luce

La metà oscura di MacOS

Una leggenda metropolitana, per lunghissimo tempo, ha vagheggiato di una versione del sistema operativo della Mela realizzata per macchine Intel. Nessuno ha mai potuto confermare o smentire con sicurezza l’esistenza di un tale MacOS, ma oggi una notizia del genere può acquistare un significato molto diverso. Ci facciamo un giretto sul teletrasporto?

Qualche tempo fa sono stati annunciati i risultati economici ottenuti dalla Dell per il quarto fiscale appena terminato. Secondo quanto si poteva leggere sul sito dell’azienda, la società si sta muovendo in forte controtendenza rispetto a quasi tutti gli altri produttori di PC (e naturalmente rispetto alla Apple), riuscendo inaspettatamente a conquistare nuovi spazi di vendita all'interno del proprio paese e nel resto del mondo. Ma in questo mio angolino non desidero parlare di quanto la Dell sia capace di commercializzare i propri sistemi. Preferisco ricordare una leggenda che ciclicamente ritorna sulle nostre scrivanie e che, adeguatamente aggiornata, potrebbe rappresentare un fattore nuovo nello sviluppo della nostra piattaforma, proprio alla luce dei nuovi successi nel campo dei PC. Già all'inizio degli anni 90 si vociferava di una versione del MacOS (quello classico, naturalmente) costruita in modo specifico per gli elaboratori equipaggiati con processori Intel. Il progetto, denominato in codice "Star Trek", non vide mai la luce e nessuno, a quanto ho capito, è mai stato in grado di affermare con assoluta sicurezza se una versione di MacOS per x86 sia mai stata realizzata. Una favola? Una clamorosa bufala, che ha trovato terreno fertile nell'immaginario degli utenti della mela? Potrebbe darsi. Non possiamo escluderlo a priori.
L'arrivo della nuova versione di MacOS non ha cancellato del tutto questa leggenda metropolitana, anzi. Più di una volta i siti dedicati alla nostra piattaforma hanno lasciato intendere che anche MacOS X possiede un gemello oscuro e segreto, sviluppato lontano dai riflettori e dagli occhi della stampa, perfettamente in grado di girare se istallato sui sistemi realizzati con processori Intel e compatibili. In fondo molti di voi si ricorderanno della "Yellow Box", l’ambiente di emulazione per programmi x86 in Rapsody, e delle voci di una presunta compatibilità su cui si era discusso, nei giorni che videro l'inizio della costruzione di MacOS X. E poi FreeBSD gira perfettamente sulle macchine della concorrenza. Una possibile implementazione non sarebbe poi così "lontana". Star Trek non sarebbe morto allora, si sarebbe solo trasformato per seguire la linea di sviluppo che già è percorsa dal sistema operativo della Mela.

Ed è proprio qui dove vi voglio portare. Non ci hanno ripetuto fino alla nausea che la Apple è un'azienda che produce hadware e che il suo sistema operativo deve rimanere confinato all'interno della nostra piattaforma equipaggiata con processori RISC realizzati dalla Motorola? Non ci hanno sempre spaventato con la minaccia del fallimento, della scomparsa del nostro computer preferito, nel caso in cui l’azienda di Cupertino si decidesse a rilasciare una versione compatibile del suo MacOS destinata ai sistemi del nemico? Allora, ammesso che esista realmente, per quale motivo la Apple prosegue lo sviluppo della copia oscura di MacOS X, investendo capitali e risorse che potrebbero essere necessarie per continuare i progetti ufficiali, che tutti conosciamo? Potrebbe essere una questione di numeri...

Se la Rosa non si chiamasse Rosa...

Facciamo un passo indietro e definiamo il concetto di Mac economico o “iCheap”. Su questo argomento la discussione negli Stati Uniti continua in modo brillante e gli utenti si sono scatenati con proposte tra le più diverse diverse e bizzarre. La comunità della Mela in America si è divisa nel valutare se sia conveniente o meno realizzare un sistema a basso costo, basato su MacOS, dotato oppure no di un video a cristalli liquidi, se decidere di eliminare la possibilità di espansione attraverso schede PCI, se fornire o meno il superdrive, un masterizzatore o cosa altro. Alla fine sembra prendere corpo la proposta di un Mac economico visto come una macchina ridotta ai minimi termini, di potenza adeguata e fortemente espandibile. Eppure l'iCheap esiste già e chiunque lo può acquistare in un comunissimo negozio di informatica, oppure farselo assemblare come più gli piace. No, non ho le traveggole, magari ne possedete uno anche voi, accanto al vostro Mac. L'unico, piccolo, problema sta nel fatto che non monta un processore Motorola ma un Intel/AMD... Avete capito dove voglio arrivare? Esatto. Invece di "costruire" l'ICheap, la Apple non dovrebbe fare altro che adottarlo. Se Star Trek esiste veramente, il problema di farlo girare sulle nuove macchine si riduce al solo sviluppo dei drive necessari per farlo comunicare con i dispositivi di terze parti (e, purtroppo con la revisione dei programmi che usiamo ogni giorno, ma questa è un'altra storia).

Vi sento rumoreggiare. Vi state chiedendo se è mia intenzione portare la Apple al fallimento. Per nulla. In questo compito sta dimostrando d’essere bravissima anche da sola. Date una occhiata all’articolo del Dow Jones Newswires che riporta i commenti di Fred Anderson, CFO in Apple, durante il ‘Goldman Sachs Technology Symposium’… Anderson descrive il raggiungimento del 5% del mercato come principale traguardo dell’azienda. Azienda che parte da un misero 3% di oggi. Intanto però, sul sito della Reuters, potete trovare un articolo dedicato a chi ha vinto e perso nel mondo dei PC dove, secondo Merril Lynch, la fetta di mercato dedicata alla nostra piattaforma si avvia ad un costante declino. Si parla attualmente del due percento del mercato mondiale con la perdita del 40 percento nei due anni passati. In soldoni, se da una parte il mercato consumer non riesce più, come nel passato, a trainare le vendite delle macchine della casa della mela, dall'altra si assiste all'abbandono della nostra piattaforma da parte del mercato professionale che riesce ad ottenere gli stessi standard di qualità utilizzando sistemi che presentano costi più bassi. Sembra proprio che, la produzione hardware della casa della mela, qualunque processore si voglia utilizzare, si avvii verso un lento ma inesorabile meriggio.

Proviamo allora a valutare il problema da un diverso punto di vista.
Fino ad ora il 90% delle macchine prodotte dall'azienda è finito in mano di Mac-user navigati, che seguono le sorti della nostra piattaforma da anni, persone che senza saperlo hanno contribuito a mantenere a galla la casa della Mela. Persone che nel passato si sono sempre rifiutate di scegliere un sistema grigio ed anonimo. Gli stessi che hanno acquistato in gran numero l’iPod e che ne hanno decretato il significativo successo (significativo, non "assoluto", perché ancora una volta la Apple ha deciso di preferire un mercato di nicchia ed ha rinunciato a realizzare il “Walkman” del nuovo millennio…). Un gruppo di utenti che sempre più spesso si ritrovano a fare i conti con l'alto costo dei sistemi della Mela, delle periferiche e dei programmi (e che, numerosi, hanno iniziato a valutare la possibilità di utilizzare sistemi più economici, magari basati su Windows).
Poi ci sono gli esteti che vogliono il Mac per la sua bellezza intrinseca e che non potrebbero sopportare di possedere una macchina brutta, anonima.
Come accade in particolari fasce di mercato, molti di questi utenti non sono disposti a compromessi e continueranno a scegliere le macchine prodotte dalla casa della Mela, a prescindere dal prezzo e dai problemi che ne possono derivare. Sono queste due tipologie d'utenza a rappresentare lo zoccolo duro, la massa critica di clienti che assicura in ogni caso una base istallata e che assorbe la maggior parte dei sistemi e dei programmi realizzati dall'azienda.
Poi ci sono i principianti e gli "switcher", gli scambisti, che hanno deciso per il gran rifiuto e sono passati al nuovo MacOS X. Infine non dimentichiamo gli utenti Unix che hanno abbracciato con entusiasmo la nuova piattaforma, così simile al loro vecchio sistema operativo. Purtroppo il loro numero, se preso da solo, non sarebbe in ogni modo sufficiente a conservare in vita l'azienda.
Vi propongo un'ipotesi: pensiamo di assistere all'introduzione della nuova versione di MacOS X per PC. Ipotizziamo anche, per puro spirito di ragionamento, un calo fisiologico delle vendite totali dell'harware Apple del 30%; in altre parole che solo un terzo degli attuali utenti della Mela decida di utilizzare hardware non nativo. Rimane sempre un 70% di persone che sceglieranno le soluzioni all'avanguardia prodotte a Cupertino, la sua innovazione tecnologica ed il particolare design delle sue macchine, macchine che rimarrebbero comunque in produzione proprio per rispondere alle richieste degli utenti che abbiamo descritto sopra. In compenso, là fuori, ci aspetta un certo numero di computer pronti a ricevere, pagando, una copia di MacOS X. Se ricordo bene, considerando la possibilità di utilizzare anche sistemi non nuovissimi ma di media potenza e sufficientemente stabili, il numero delle macchine Intel/AMD in circolazione viaggia sui trecento milioni...

...Avrebbe ancora lo stesso profumo?

Avete letto bene. Ho scritto milioni. E con una politica attenta della Apple, ciascuno di loro finirebbe per riempire le casse di Cupertino, piuttosto che quelle di Redmond.
Considerando poi che i personal computer continuano a vendere parecchio di più rispetto ai sistemi Apple (per questo motivo ho posto l’accento sul successo della Dell, all'inizio del nostro incontro), la cosa non sembra più tanto campata in aria. Sempre con molta prudenza, possiamo affermare che la differenza fra le vendite dei sistemi della Mela e quelli degli altri produttori di personal computer è arrivata, nel momento di maggiore stabilità economica, ad un fattore 10. Si aprirebbe un mercato di dimensioni "enormi" per il nostro sistema operativo.
Pensate a quanti computer vengono assemblati in modo casalingo da persone costrette ad utilizzare i prodotti della Microsoft (o nel migliore dei casi ad utilizzare Linux, con tutte le limitazioni del caso). Pensate a quanti avrebbero bisogno di un sistema operativo "Professionale", di altissima qualità. MacOS X potrebbe riuscire realmente a portare UNIX su tutte le scrivanie del mondo e non soltanto, come ha già fatto, sulle scrivanie di chi utilizza Mac. Inoltre il nostro sistema operativo non ha disperso le proprie risorse in una pletora di versioni, spesso penalizzate da gravi problemi di sicurezza e non solo. Possiede fondamenta solide e può essere adottato immediatamente da chi ha l'assoluta necessità di un prodotto capace di coniugare la stabilità ed apertura di UNIX, con la semplicità dell'interfaccia tipica dei sistemi Macintosh.
Fino ad ora l'ultima versione di MacOS X ha venduto qualche milione di copie; nel mondo dell'informatica cifre di questa portata non stuzzicano più di tanto l'attenzione degli addetti ai lavori, e non colpiscono proprio quei produttori che si ritrovano a scegliere se realizzare o meno prodotti che siano compatibili anche con la nostra piattaforma. Se le licenze di MacOS X fossero decine di milioni, allora le cose cambierebbero radicalmente. In un momento come questo, la possibilità di aumentare considerevolmente la propria fetta di mercato, rappresenta una ghiotta occasione per chiunque, non dimenticando che molti produttori, vista la bontà di MacOS X, hanno già deciso un qualche tipo di avvicinamento alla casa della Mela.

Il grande disegno.

Per ora le case produttrici di software non sono accorse in massa per dedicarsi al nuovo sistema operativo della Apple. Paradossalmente il lavoro maggiore proviene dal mondo Open Source e dalla pletora di programmatori indipendenti che stanno convertendo per MacOS X il materiale disponibile sotto *nix/BSD; inoltre parecchie case sembrano ancora prendere tempo per la conversione dei loro programmi più importanti (a quando versioni affidabile di XPress e Acrobat? Presto! Ma quanto presto?).
Intanto un nuovo problema incalza: se non si renderà disponibile al più presto una nuova versione del processore utilizzato dai Mac, una versione realmente innovativa, veloce e performante, allora la casa di Cupertino si vedrà costretta a rivolgere la propria attenzione verso i prodotti dell’asse Intel/AMD. Ma, a quel punto, si tratterà di scelte dettate dalla necessità di sopravvivere.Siamo assolutamente sicuri che l'arrivo di un nuovo processore più performante riuscirà a ribaltare le sorti della casa della Mela? Non ne sono completamente sicuro...
Paradossalmente un MacOS X per x86 aprirebbe le porte a tutti quei produttori che si sono sempre mantenuti ben distanti dalla piattaforma Apple e che non si ritrovano con le necessità di riscrivere le proprie applicazioni per un processore completamente diverso. Ma sarà poi veramente così? La conversione dei programmi per questa ipotetica versione di MacOS si rivelerebbe veramente tanto difficile ed impegnativa? Forse anche voi come me pensate che i ritardi e le difficoltà accampate da più parti non nascondano invece motivi molto più pratici, molto più “politici”... La carbonizzazione "veloce" dei programmi, sbandierata fin troppe volte alla stampa dalla Apple si è rivelata poco meno di una fumosa chimera.
Per ora, a risollevare il destino della nostra piattaforma rimangono soltanto i nuovi portatili, che ancora sembrano soffrire di qualche piccolo acciacco di gioventù. Mentre il panorama desktop non promette novità mirabolanti, almeno a breve termine. Niente di veramente nuovo sotto il sole.
L’unica cosa che realmente può farci scorrere un brivido alla schiena viene proprio da una frase pronunciata dallo stesso Anderson e riportata nell’articolo che ho segnalato poco sopra; il CFO di Apple avrebbe dichiarato: "Gli utenti dei sistemi Macintosh stanno per vedere arrivare molto [e molto] software direttamente dalla Apple”. E se un bel giorno, oltre che una suite di programmi per ufficio, arrivasse un sistema operativo nuovo nuovo… Questo è veramente il “Think different” che tutti si aspettano!
Un vero colpo basso per una certa azienda, arroccata dalle parti di Seattle…

E se "Star Trek" rimane solo una leggenda, per quale motivo la Apple mantiene rapporti (la cui natura rimane comunque poco chiara) con AMD? Leggetevi le ultime speculazioni sulla faccenda direttamente dalle pagine di The Register...

Se volete discutere, la mia email la conoscete; io sono qui ancora per un pò...
Bao!


Data di pubblicazione: 20-06-2003
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