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Apple non server

Perché Apple non è attenta a questo mercato?

L'altro giorno parlavo con un mio caro amico che cura l'housing di siti Web ed è un MacLover, quando gli ho chiesto il motivo per cui non usava MacOS X Server sulla sua macchina, di cui pure mi aveva parlato bene, mi ha risposto in maniera semplice, ma disarmante: "Perché Apple non mette a disposizione Server adeguati. Quelli che è possibile trovare sono modelli da scrivania leggermente ritoccati e mancano dell'espandibilità tipica di questo tipo di macchine. Non è supportato il multiprocessing, molto utile per "scalare" le prestazioni e vi é un numero molto ridotto di porte PCI che rende difficile l'aggiunta di schede d'espansione spesso indispensabili, come per la GigaEthernet, per il RAID, per altri dispositivi di comunicazione."
La domanda che mi sono posto a questo punto è stata: "Visto che Apple possiede MacOS X Server ed è una soluzione molto interessante e visto, soprattutto, che ha una soluzione avanzatissima come WebObjects, perché non offre macchine adatte a ciò che dovrebbero svolgere?".
I Macintosh sono degli ottimi computer, ma non si possono semplicemente cambiare cosmeticamente perché divengano dei Server; parafrasando un proverbio, Apple fa i coperchi (X Server e WebObjects), ma dimentica di fare le pentole (I server).

Jobs ha sentenziato che la moltiplicazione delle macchine e delle configurazioni possibili é contro il credo di Apple, ma allora, perché proporre prodotti avanzati che, nel caso di X Server, non possono neanche girare su macchine diverse da un Mac?
La scelta è dovuta, quindi, anche alla marginalità di questo tipo di mercato per Apple, ma anche in questo caso, si tratta di un cane che si morde la coda; infatti, perché qualcuno dovrebbe accontentarsi di una soluzione accettabile o non pienamente soddisfacente solo perché targata Apple?
Parlando di Unix sul mercato ci sono soluzioni che offrono prestazioni a volte migliori anche se ad un prezzo leggermente più alto.

Gli ultimi Server interessanti, usciti dai laboratori di Cupertino, risalgono oramai ad alcuni anni fa, prima dell'avvento di Jobs; il 9650 e il 7350 montavano di serie l'AIX di IBM, in pratica una versione "proprietaria" di Unix; ma allora, visto che IBM sta incontrando grosse difficoltà sul merato dei Server di piccole e medie dimensioni, attaccata com'è da Dell, Compaq e Siemens, perché non trovare qualche forma di partnership?
Ad oggi l'IBM è l'unica società, grande, a possedere dei Server che utilizzano il chip PowerPC o meglio una versione "diversa" dello stesso; in più IBM dispone di alcuni prototipi di scheda madre, il che renderebbe poco complessa anche la produzione di queste schede, quanto costerebbe adattare l'X Server per queste macchine? Molto poco.

Il mercato aziendale è sempre stato il vero tallone d'Achille di Apple; però, ora che l'azienda si è lanciata alla conquista di nuovi utenti ed ora che guarda con estremo interesse il campo della creazione di soluzioni basate sul Web, anche grazie ad iniziative come il drastico taglio dato ai prezzi di WebObjects, perché non accompagna tutte queste iniziativa con una macchina, di sua produzione, che esca e sia "pronta per l'uso"?

Va anche considerato un altro importantissimo campo d'interesse: Le scuole. Queste, soprattutto negli USA, puntano sempre di più ad avere reti interne e, sebbene i Macintosh convivano bene in ambienti NT o diversi, molto spesso gli uffici tecnici fanno leva sulla scelta del Server per imporre l'adozione della piattaforma Windows; dato che il settore education è, tradizionalmente, uno dei punti di forza di Apple e che Jobs stesso ha più volte ribadito che il binomio scuola-Apple è una delle chiavi del futuro ci si attende, di conseguenza, azioni adeguate alla strategicità del settore; di tempo se ne è già perso a sufficienza.

Un'ultima nota di tipo numerico, il mercato dei Server è uno dei settori a maggiore crescita, unito a quello dei palmari e delle console, di tutto il settore informatico; possibile che Apple abbia deciso di rimanere fuori da tutto?

Augh, ho detto. La parola ad Apple.



Data di pubblicazione: 20-05-2000
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