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Razzismo e razzisti

Il modo più rapido per risolvere le discordie. Uccidere.

Sarr Gaye, un nome da non dimenticare

Oggi ero in metropolitana e stavo leggendo il giornale, quando, ho letto una notizia che mi ha colpito nella sua tragicità, un ragazzo Sarr Gaye, immigrato con regolare permesso di soggiorno in Italia, è stato uccisso a coltellate da un gruppo di ragazzi perchè aveva osato difendere un panettiere messo in difficoltà dalla bravata dei ragazzi.
Cosa c'è di strano in questo episodio? In fondo la televisione ci racconta, ogni giorno, di omicidi, stupri, violenze come se ogni cosa avvenga senza alcun motivo, solo perchè deve accadere.

Ignoto = Nemico

Lo stesso modo di agire viene usato contro tutto quello che è ignoto o poco conosciuto. Ed ecco i pregiudizi contro tutti coloro che hanno un colore della pelle diverso dal nostro o parlano in modo diverso o, ancora, non agiscono come noi.
Queste persone turbano le nostre coscienze, con la loro presenza ci costringono a riflettere a giudicare a valutare, mentre, se non ci fossero non esisterebbero problemi, tutto sarebbe semplice, facile, potremmo continuare la vita di sempre pacifica e tranquilla.
Allora cosa bisogna fare? Occorre ghetizzare tutto ciò che è diverso, usare qualunque arma, dalle bugie alla falsificazione della realtà per affermare e confermare le convinzioni della maggioranza, anche se sbagliate;
ed ecco che sorgono i luoghi comuni, i modi di dire, i pregiudizi che si fanno strada dentro di noi. Questo piccolo processo di instupidimento, di cancellazione della nostra facoltà di giudizio, è lento e progressivo. Giorno dopo giorno ci abituiamo a pensare come tutti gli altri e ci convinciamo che la ragione deve essere necessariamente dalla parte della maggioranza ed in quel momento, abbiamo già perso.

Le verità fasulle.

La cosa più sorprendente di una bugia è come si possa riuscire a renderla credibile costruendole intorno una storia complessa e contando sulla difficoltà di controllare e sullo scarso senso critico delle persone.
Vi farò due esempi volutamente molto diversi:

  1. Bill Gates. Quanti di voi hanno sentito la storia del giovane quasi squattrinato che ha lasciato la scuola per fondare la sua società ed è diventato ricco?
    Oppure quanti, ascoltando la televisione ed i nostri mezzi di informazione sono convinti che Internet, i personal computer, le interfacce grafiche e tutto ciò che ruota intorno all'informatica siano del "mostro" di Seattle?
    Ancora, pensate a quante persone sono convinte della totale superiorità di Windows e non sono disposte neanche a mettere in discussione questa situazione provando delle alternative, siano esse MacOS, Linux o quant'altro. In molti casi si è passati dalla fase di assenza di giudizio a quella di coinvolgimento pieno e di assunzione acritica delle posizioni del gruppo più numeroso.
  2. Gli extracomunitari. dizione elegante per indicare quelli che comunemente chiamiamo: "negri, vu' cumpra', o molto peggio. Ci hanno detto che dove arrivano gli immigrati arriva la criminalità, che sono persone che non hanno alcun rispetto per la nostra nazione, che dovrebbero rimanere a casa loro visto che non siamo in grado neanche di offrire un lavoro a tutti i cittadini italiani.
    Balle, tutte grandissime balle.
    Nonostante quello che vogliono far credere le fonti d'informazione, non è stato dimostrato che un aumento degli immigrati porti ad un aumento della criminalità; inoltre, come il caso di Sarr Gaye e di molti altri dimostra, queste persone si sentono italiane, anche se non hanno dimenticato il loro paese d'origine; inoltre l'ultima scomoda verità, senza gli immigrati molte imprese non potrebbero andare avanti perchè non ci sono più Italiani disponibili a coprire quei lavori così umili.
    Purtroppo siamo troppo paurosi per accorgerci che anche la persona vicina a noi, pur con una pelle di colore diverso o con una lingua diversa, sono uguali a noi.

Perchè?

Ogni giorno permettiamo ai nostri pregiudizi di condizionare il modo in cui ci comportiamo. Come utenti Macintosh ci sentiamo spesso discriminati perchè le persone intorno a noi, le aziende, la pubblica amministrazione spesso ci trattano come se non esistessimo; eppure, nonostante siamo vittime di queste piccole discriminazioni, spesso diveniamo discriminatori.
Oggi è un giorno triste, perchè, ancora una volta, la violenza e la voglia di sopraffare gli altri con la forza bruta e non discutendo e confrontandosi ha avuto la meglio. Se comprendessimo il valore di una parola, forse molte cose, nel mondo dell'informatica, ma sopratutto nel mondo reale, andrebbero meglio.
Siete circa in mille a leggere queste pagine, se ognuno di noi cambiasse un poco atteggiamento, qualcosa potrebbe essere diverso.



Data di pubblicazione: 21-06-2001
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