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Acquistare a rate

2 - Un modo comodo per comprare?

In questo ciclo di articoli analizzerò il problema degli acquisti a rate, un fenomeno che, di anno in anno, dopo esser diventato una prassi negli Stati Uniti sta crescendo anche in Italia.
Ho avuto modo di appurare, parlando con moltissime persone sia sul nostro forum che in vari negozi e mi sono accorto che la conoscenza della realtà delle vendite a rate è davvero molto approssimativa. E così è nata l'esigenza di questa serie di articoli in cui spero di aiutare tutti i potenziali acquirenti ad evitare le maggiori insidie insite nelle vendite con piccole rate.

Tassi apparenti e tassi reali

La prima distinzione importante che dobbiamo fare, fondamentale per comprendere, almeno inizialmente, le varie offerta è quello tra TAN (Tasso Annuo Nominale) che è sostanzialmente inutile e TAEG (Tasso Annuo Effettivo Globale) che è quello su cui dobbiamo porre maggior interesse.
Tutte le offerte che vengono presentate, tutti i tassi che vengono scritti, sono sempre e comunque il TAN; il TAEG che per legge deve essere comunque indicato viene scritto, in piccolo, in basso alla comunicazione o al volantino in caratteri spesso microscopici.

Ma qual è la differenza tra TAN e TAEG? Ci sono variazioni forti tra i due tassi?

La differenza tra TAN e TAEG è che il primo analizza solo il tasso di riferimento delle rate, il secondo, più completo, include nel calcolo tutti gli oneri anche quelli accessori (istruzione pratica, spese ed altro).
La presenza di questi oneri può far cambiare, di molto, il tasso dell'operazione, ovvero quello che, in concreto, ciascuno andrà a pagare alla società o alla banca che gli ha concesso il finanziamento.
A titolo di esempio ho visionato una tabella, interna di una società di concessione finanziamenti, bene per un importo di 250 € da restitutire in 4 mesi a TASSO 0, a fronte del TAN 0 dell'operazione vi era un TAEG di ben il 9,80%, ALTRO CHE OFFERTA!

Ma come si può passare dal tasso 0 a quasi il 10%?

E' molto semplice. Al cliente può essere richiesto, all'atto della stipula del contratto un piccolo pagamento a titolo di istruttoria, oppure possono essere fatte pagare, includendole nelle rate, le spese di tutta la procedura. Ecco che, in poche mosse e senza "colpo" ferire, si è fatto lievitare il costo dell'operazione.

Come calcolare "approssimativamente" il tasso di interesse?

Prima di continuare sarà il caso di spiegare in modo molto rapido, come si calcola il tasso di interesse, perchè è sull'ignoranza di queste semplici formule che molte società costruiscono il loro successo. Ci tengo a premettere che, le formule che vi darò sono approssimative, ma più che precise per darvi un'idea del tasso effettivo di un'operazione.

Prendiamo un caso semplice: un finanziamento di 600 Euro pagato in 12 rate da 50 Euro + un anticipo di 50 Euro. Molti potrebbero dire che il tasso di interesse dell'operazione è circa l'8% perchè effettuano questo semplice calcolo:

tasso di interesse = (totale rate + acconto - debito)/debito= 50/600 = 8,33%.

purtroppo il tasso effettivo, calcolato su base annua non è l'8,33%, ma è più alto, molto più ALTO! Vediamo perchè e cerchiamo di trovare una formula migliore e che dia un risultato più vicino al vero
Per semplicità di calcolo possiamo dire che quando avete a che fare con un pagamento rateale potete considerare, è equivalente il pagamento effettuato in un'unica soluzione alla metà del periodo di ratezione a quello effettuato in tante rate.

Nel nostro caso, trattandosi di 12 mesi, possiamo considerare i 600 Euro come rimborsati, in un'unica soluzione, dopo 6 mesi.
A questo punto la formula è simile a quella precedente, ma con una piccola correzione molto importante; il tasso che abbiamo calcolato in precedenza non si riferisce ad un anno intero, ma solo ad una sua parte, in questo caso alla metà.
Quindi il tasso Annuo (approssimativo) di questa operazione sarà il 16,66%, ovvero il doppio di quanto avevamo calcolato prima.

Semplificando la formula diviene = ((totale rate pagate-debito)/ debito) / (mesi rata unica/12)
INTERESSE=((650.000-600.000)/600.000) / (6/12) = 0,8333 / 0,5 = 16,6666

Quindi quello che, apparentemente vi sembrava un interesse dell'8,33% è in realtà del 16,66 %, metteteci un po' di spese di istruttoria ed eccovi arrivati a TAEG di ben oltre il 20%

Se volete approfondire o pensate ci sia bisogno di una spiegazione più dettagliata, scrivetemi e farò un articolo apposito per il momento spero che la spiegazione sia sufficiente.

Per evitare ulteriori confusioni e per farvi abituare a ragionare in termini di TAEG, farò riferimento esclusivamente a questo tasso perchè è l'unico che conta davvero quando si tratta di confrontare le offerte di finanziamneto.

Offerte reali ed offerte apparenti

Comprare a rate può essere anche conveniente perchè, in alcuni casi, le aziende possono davvero offrire dei pagamenti particolari a condizioni interessanti.
Tuttavia, poichè spero che nessuno dei miei lettori creda ancora alla favola di cappuccetto rosso o a Babbo Natale, va detto che nessuno, tanto meno un'azienda, "regala" niente.

Quando trovate le offerte con pagamenti a 10 mesi a tasso 0 ( TAEG 0%) l'azienda non ha fatto altro che siglare un accordo con una società finanziaria che, in cambio di una percentuale concordata le consente questo pagamento. Si tratta quindi di una modalità, per l'azienda, alternativa allo sconto sul prezzo che può essere anche più appetibile per i clienti e consentire all'azienda, nel contempo, di non abbassare il prezzo tenendolo più alto anche per il futuro.
Proprio la continua ricerca delle dilazioni da parte dei clienti è alla base del bombardamento di offerte che riceviamo ogni giorno.

Altre volte le aziende, nell'ottica di fare pubblicità, ma senza sopportare ulteriori costi interni, puntano su formule di finanziamento con prima rata dopo 3-6 mesi e pagamenti mensili. In questo caso il TAEG può o rimanere 0 e siamo quindi nel caso precedente o salire ed arrivare fino al 20%.
In quest'ultimo caso spesso viene corrispotto al venditore da parte della società finanziaria, oltre al valore del bene, anche una piccola percentuale sugli interessi. Da qui l'interesse di taluni per spingere la gente ad acquistare con i "finanziamenti" è un modo per "arrotondare" a spese del cliente.

Alla prossima settimana

Per ora chiudiamo qui, ma l'argomento è tutt'altro che concluso e ne continueremo a parlare la prossima settimana dove cominceremo a capire meglio come sfruttare queste possibilità, le alternative al finanziamento e tanti altri consigli utili.



Data di pubblicazione: 20-06-2003
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