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Apple e la sua storia

Alcuni "perché" diffusi, spiegati ad una nostra utente

Molte volte le lettere che riceviamo sono davvero interessanti e le risposte che richiedono molto lunghe e ricche di particolari; quella di questa settimana merita davvero di essere divulgata perché permette di approfondire e dare una prima risposta ad alcune delle domande più comuni su Apple, sul suo passato, sul suo presente e, in parte, sul suo futuro.
Vi invito calorosamente a leggere queste riflessioni perché potrebbero servirvi nella vostra opera di evangelismo, per affrontare dubbi, insinuazioni e falsità propinate da amici utenti PC, televisioni, venditori e chi più ne ha più ne metta.

La lettera

Mi presento mi chiamo Nilde, studio Economia, ed è proprio da qui che parte la mia curiosità:
sto preparando l'esame di Marketing e ho deciso con un gruppo di miei colleghi di affrontare il caso APPLE.
Dopo avere consultato qualche testo che trattava di questo caso ho deciso di non accontentarmi voglio saperne di più:
Perché una azienda di così tanta esperienza incontra tanta difficoltà ad emergere (come merita ) nel mercato?
Perché non riesce a fatturare quanto la IBM?
Come è oggi la sua politica di marketing?
Avrei ancora tante domande da porgerle per ora attenderò una sua risposta poi se le permette continuerò con i mie interrogativi.
In attesa di una sua risposta la ringrazio per l'attenzione.
Distinti saluti

La risposta

Carissima sono contento che tu ed i tuoi amici abbiate deciso di studiare il caso Apple e, ti posso assicurare, che di cose interessanti da poter portare davanti al vostro professore ne troverete molte.
I testi che trattano questo caso sono difficilmente reperibili in Italia e, per di più, gran parte della letteratura italiana in materia dà del caso in oggetto una lettura a dir poco distorta e fuorviante, da qui derivano, forse, molte delle tue domande a cui comincio con questa mia a dare qualche risposta rinviandoti ad una successiva lettera per un eventuale approfondimento.

Perché una azienda di così tanta esperienza incontra tanta difficoltà ad emergere (come merita ) nel mercato?
La risposta più giusta potrebbe essere questa: per colpe sue e non sue. Ovvero Apple si trova in una determinata situazione competitiva sia per situazioni di mercato sfavorevoli che per scelte effettuate nel passato sulle quali si può oggi ridiscutere.
Ma vediamo i passaggi chiave nella storia di Apple.
1984: Apple rilascia il primo Macintosh è l'inizio della rivoluzione, un computer enormemente superiore a quanto disponibile allora su tutte le piattaforme
1985: Bill Gates approccia Apple ed il suo Comitato direttivo proponendo un piano per "concedere in licenza" a produttori terzi, il sistema operativo dei nuovi Macintosh. Troppo sicuri della superiorità della propria soluzione e della possibilità di andare avanti da soli in Apple rigettano questa possibilità e Microsoft grazie ad un accordo con l'IBM comincia a prepare un sistema operativo "concorrente", che sarà OS/2. Tuttavia, grazie ai fondi ottenuti dall'IBM per questo sviluppo, Microsoft comincerà ad affinare il sistema operativo "Windows" cercando di colmare l'enorme gap di prestazioni e di semplicità che la divide da Apple.
Sempre nello stesso anno, "nasce" il desktop publishing, il settore che darà i migliori risultati ad Apple.
Nonostante i piani ambiziosi e le speranze degli amministratori della Apple, la necessità di assorbire spese di ricerca e sviluppo molto alte e di assicurare margini consistenti sulle nuove macchine, spinge in alto i prezzi dei computer con la mela colorata; tutto questo, unito ad altre scelte non del tutto coerenti, fa sì che la quota di mercato di Apple si riduca nel tempo dal 20% dei primi anni '80 a meno del 10 nei primi anni '90.
Naturalmente in questi anni Apple riesce a crescere molto grazie alle innovazioni di cui diviene il centro propulsore e, per molti versi, l'esclusivista: il desktop publishing, la grafica computerizzata e così via.

Nel 1991 Apple viene contattata da Novell per portare il suo System 7 su piattaforma PC, il progetto viene avviato, ma non arriva mai al traguardo cancellato ed osteggiato quando Apple sigla un accordo di collaborazione con IBM e Motorola per la produzione dei primi processori PowerPC.

Sempre in tema di errori Apple tralascia per troppo tempo il settore Consumer ed in special modo quello dei Giochi che diviene predominio delle console e dei PC. Errori similari commette anche nei rapporti con gli sviluppatori chiave con i quali intrattiene rapporti conflittuali e poco chiari (Microsoft con cui solo nel 1997 chiuderà una vertenza durata oltre 10 anni, vertenza chiusa con il pagamento di una somma di denaro e l'acquisto di 10 milioni di azioni senza diritto di voto da parte della società di Redmond per 150 Milioni di $).

Con il rilascio dell'iMac Apple rivolge nuovamente la sua attenzione al mercato consumer con l'obiettivo di riconquistarne almeno in parte i favori, cosa che ha permesso all'azienda di invertire il trend negativo della quota di mercato e di riportarsi da poco meno del 3% del mercato mondiale a più del 5%, una cifra apparentemente piccola, ma che rappresenta un mercato molto vasto ed in tendenziale crescita.

Perché non riesce a fatturare quanto la IBM?

Questa domanda è molto fuorviante, potrei farne decine di similari: perché la Ferrero non fattura quanto la Nestlè? O perché la Olivetti non fattura quanto IBM? Oppure perché l'Aprilia non fattura quanto la Piaggio?
Si tratta di aziende profondamente diverse accomunate certamente da alcune attività, come la produzione di personal computer, ma IBM deriva gran parte del suo fatturato e tutti i suoi profitti non dalla produzione e vendita di personal computer, attività che sta dismettendo, ma dalla vendita dei MainFrame e dei servizi di assistenza e consulenza nel settore delle grandi imprese. Un mercato completamente diverso e, quindi, risultati economici completamente diversi e difficilmente paragonabili.

Come è oggi la sua politica di marketing?

Apple ha una visione del futuro incentrata sulla tecnologia digitale, proprio nell'ultimo MacWorld Steve Jobs, il CEO di Apple, ha ribadito che secondo lui il Personal Computer sarà al centro della casa del futuro seppure diverso, seppure più aperto per comunicare con tutto ciò che ci circonda dalla lavastoviglie al televisore, dall'agenda tascabile al telefonino.
In più Apple ha deciso di puntare molto, oltre che sui puri e semplici numeri delle macchine (MHz, Disco Rigido e cose così) sull'aspetto esteriore e sull'innovazione di prodotto proponendo da un lato computer colorati non più monocromatici o trasparenti, ma a fiori, a pois ecc..., ma anche installando nativamente lettori DVD o porte per la comunicazione digitale ad alta velocità (FireWire).

Apple vuole essere la Sony del mondo dei personal computer, offrendo prodotti che si posizionino, nella mente del consumatore, su un livello più alto rispetto alla concorrenza, soprattutto da un punto di vista qualitativo e di ideazione.
A tal proposito eclatanti sono gli ultimissimi Titatinium, portatili tecnologicamente all'avanguardia dotati di involucro di Titanio e di un concentrato di tecnologie e di sforzi di miniaturizzazione o il Cubo un computer "ridotto" solo nelle dimensioni ad un cubo di 26 cm di lato.

Adesso la grande sfida è nel lancio di MacOS X un sistema operativo interamente nuovo, seppure basato su fondamenta Unix molto solide. La sfida dei prossimi anni di Apple sarà quella di convincere un numero sempre maggiore di utenti ad abbracciare la sua piattaforma per poter raggiungere quella soglia di visibilità/sopravvivenza che l'azienda stessa individua nel 10% del mercato.

In conclusione...

Naturalmente le risposte che avrete letto non intendevano essere esaustive, tuttavia spero siano servite per porre alcuni paletti e chiarire alcuni dati storici oltre a presentarvi alcune cose meno conosciute, ma non meno interessanti della storia di Apple e del Macintosh.

Alla prossima e, come sempre, se avete domande o curiosità, scrivete pure liberamente.



Data di pubblicazione: 02-04-2001
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