E passato talmente sotto silenzio che cè da sospettare che la notizia non sia stata data. Eppure il traguardo tagliato dalla Apple è importante. Ma la cronica lentezza della casa di Cupertino ad adeguarsi a certe mode (molto in voga sullaltra piattaforma), ha indotto un po tutti a lasciar correre. Il GigaHertz è una realtà anche per noi. E una buona cosa. Perché così non ci saranno più alibi per nessuno.
Aspettavamo Godot
Sono stati due i tasti dolenti della Apple: il processore e il sistema operativo. Per poterli avere abbiamo dovuto penare e aspettare un po. Il lancio di MacOS X non è stato eclatante; le promesse (e solo quelle) da parte delle software house di supportare la nuova creatura, e alcuni vizi di gioventù, avevano consigliato un lancio sul mercato in tono minore. Col senno di poi, possiamo dire che questa strategia è stata giusta. E chissà che anche noi non si impari a fare meno chiacchiere e a fidarci di più di unazienda che meglio di altri ha saputo innovare e crescere.
La vie en rose
Mai come in questo momento la Apple dimostra la propria salute e la propria differenza. Mentre la Microsoft è un vulcano di idee che però durano lo spazio di un mattino, la casa di Cupertino è lunica azienda ad avere un parco macchine ben definito, contraddistinto da alta qualità sia nelle finiture, che nel software con cui sono vendute. Il professionista o il semplice utente possono contare su un marchio che offre modelli con caratteristiche hardware piuttosto differenziate. Non sono mancati i fiaschi, ma da questi si è saputo trarre la giusta lezione; nel nuovo iMac cè un po dello spirito del Cubo.
Uno sguardo avanti...
Tranquilli: il mondo continuerà a girare allombra di Window. Ma non ci saranno più scuse: gli utenti avranno una valida alternativa a Redmond e alle infinite patch con cui i suoi prodotti vengono rattoppati dopo poche settimane dalluscita sul mercato. Le software house che fino a ieri stavano lontane da Cupertino, possono contare su unazienda che offre garanzie in termini di sistema operativo e chip. La Apple sa di poter contare, ora più che mai, su un patrimonio di affezione, di stima da parte dei suoi fans che non è mai venuto meno.
e uno un po oltre
Il rapporto che lega Apple agli utenti potrebbe essere ridisegnato. Ci sono realtà appetibili (quella giapponese), e mercati dove presentare novità può essere una perdita, con ricavi garantiti solo in un secondo tempo. Quindi, non facciamoci troppe illusioni. Ma è tempo per una politica commerciale che dovrebbe dare maggiore indipendenza, e spirito di iniziativa alle succursali nazionali della casa di Cupertino. Per ora, tutto viene deciso e pianificato altrove, tenendo conto delle specifiche nazionali e troppo spesso solo di quelle. Nel nostro Paese i software più diffusi sono Quark, Photoshop, e pochi altri che rafforzano lidea dei computer Apple come macchine per professionisti. A noi, resta il compito di spiegare che così non è.