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Piccoli equivoci

Senza importanza?

A più di due mesi dalla presentazione del nuovo iMac, proviamo a fare qualche riflessione su come stia andando: la Apple e il mondo che le gira attorno (cioè noi). Se per caso non ci sia qualcosa che non funzioni nel delicato rapporto che lega noi a loro. E un dubbio atroce: forse “loro” stanno sperperando (senza rendersene conto), la vera ricchezza che li ha tenuti in vita negli anni più bui. Che si sono conclusi praticamente ieri.

Chi siamo noi

Gli utenti della mela non sono persone qualsiasi: si appassionano alle vicende della Apple. I forum sono pieni di proteste da parte di coloro che hanno ordinato la loro fiammante macchina nuova e non ne hanno più saputo nulla. Attenzione però: il 2001 è stato per l’informatica un anno difficile, per il mondo intero un anno di dolore. Presentare un modello così nuovo, poteva essere un azzardo, e la prudenza si imponeva. Tutti siamo felici che il nuovo iMac venda. C’è un però: nella strategia della comunicazione (in cui Apple è attenta e abile), è mancata quella puntualità e tempestività nell’informare, che avrebbe evitato arrabbiature e scocciature. Ammettere che si erano sbagliate le previsioni di vendita, e che si stava correndo ai ripari, non era un male così grave. Avremmo insomma gradito nei nostri (modestissimi) confronti quella delicatezza che la Apple ha spesso nei riguardi degli analisti di borsa. Invece, abbiamo saputo tutte queste cose anche da Cupertino, ma dopo. Peccato.

Terra a base lunare Alfa

Entrare a far parte della comunità Unix (il salotto buono della programmazione), ha i suoi vantaggi, e le sue inevitabili scocciature. Una fra tutte: i continui piccoli aggiornamenti cui è sottoposto MacOSX. Ma siamo pazienti; come si legge sui cartelli che precedono i cantieri in autostrada, stanno lavorando per noi. Ma allora non si capisce perché non ci agevolino un po’ di più. A Cupertino, il club degli Ottimisti detiene la maggioranza assoluta. Laggiù danno per scontato che l’Adsl ormai sia in tutte le case del mondo, e scaricarsi 15/20 Mb di aggiornamento ogni volta, poco più di una quisquilia. L’ho sempre pensato: in America dovevamo nascere ...

Potere ai piccoli!

Anche nel nostro Paese la Apple dimostra più aggressività: organizza dimostrazioni del nuovo sistema operativo e delle applicazioni che ci girano, raccogliendo consensi e entusiasmi. Non è fantastico? Per questo è bene che a Cupertino capiscano una buona volta che essendo l’Italia diversa dagli U.S.A., occorrerebbe sciogliere le briglie, lasciare carta bianca alle realtà locali. Senza pretendere di pianificare, di indirizzare tutto secondo la logica statunitense. E i risultati sarebbero ben maggiori.

Cosa rimane

Alla fine c’è il rischio che noi si sia più papisti del Papa, come si dice. Che a rappresentare la Apple, il suo spirito più vero, si sia rimasti solo noi, mentre loro si occupano delle cose serie e importanti. La finanza, la pubblicità, le analisi di mercato, eccetera. Perché questi in fondo sono i comportamenti, un po’ distratti e approssimativi, di una delle tante aziende che opera abilmente nel mondo dei computer. Attentissima perciò ai profitti e al marketing, e che un po’ gioca con la linea di credito che le abbiamo aperto. Ma la Apple non doveva essere differente?



Data di pubblicazione: 13-05-2002
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