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Per molti, non per tutti

Quale futuro - forse - per la Rete

Cos’è che rende una tecnologia popolare, tanto da non poterne fare più a meno? Non solo le sue qualità intrinseche, ma il fatto che i suoi indubbi pregi (per esempio l’affidabilità, la robustezza), siano alla portata di tutti, o almeno della maggioranza. Se questi requisiti non sono rispettati, si va verso l’insuccesso. Il progresso di tutti, rallenta o si ferma.

Lezioni dal passato

Non esiste un mezzo più popolare dell’automobile. Eppure nessuno al principio si è sognato di realizzarne di serie due modelli differenti. Uno ad un prezzo stracciato; ma coi freni che a volte frenavano e a volte no, il motore con la tendenza ad esplodere o a prendere fuoco senza ragione. Accanto a questo, un modello sicuro e affidabile, ma a un prezzo molto elevato. Se questa fosse stata la politica delle case automobilistiche, non avremmo le strade bloccate dal traffico. Ma qualcosa del genere sta accadendo sotto i nostri occhi.

La sfida

E’ difficile prevedere come sarà il Web tra un anno; nella sua breve vita ha dimostrato una sotterranea capacità di sorprendere e evolversi. Ma possiamo già scorgere quali sono gli obiettivi dei grandi gruppi che ambiscono a controllarlo. A stupire è la loro scarsa capacità di raccogliere la sfida che Internet lancia a loro e al mondo che rappresentano. La Rete è chiamata a crescere per migliorarsi e continuare a vivere, e l’impresa è titanica. Perché non esiste un vero centro su cui intervenire. Ma i colossi della Nuova Economia, tanto abili nelle loro strategie di mercato, dimostrano una miopia disarmante.

Cure sbagliate

La loro strategia per l’avvenire è quella di ideare software blindati e costosissimi, oppure offrire dei servizi ipersicuri ma a pagamento. Il Web ridotto a un arcipelago di piccole oasi protette e inaccessibili ad hacker, cracker e virus. Eppure possiedono i talenti e le risorse per far sì che la sicurezza sia una realtà; non uno slogan che si svuota di senso dopo poco tempo, perché uno smanettone di 13 anni ha aggirato le protezioni. Ma un diritto di tutti: mio e dell’azienda che fattura milioni di dollari.

Esiti disastrosi

Nell’immediato una tale politica sarà salutata da grande successo e definita l’unica percorribile. A lungo andare però, i costi che porterà con sé saranno enormi: perché il messaggio che verrà di fatto inviato agli utenti, è che Internet non è per tutti, ma solo per palati fini. Per aziende con sistemi di protezione raffinatissimi. E accanto, ci sarà un pugno di folli che diranno il contrario: noi. Il risultato finale sarà come quello della celebre battuta: l’operazione chirurgica è perfettamente riuscita, ma il paziente è morto.

Che fare?

Ciò che manca non sono risorse o capacità: ma la volontà di accettare l’idea su cui Internet è nata e cresciuta: condividere conoscenze e sapere, perché questo è il propellente per lo sviluppo di tutti. Se qualcuno si tira indietro, o da questa costruzione toglie uno dei mattoni più importanti, la costruzione vacilla. E magari, crolla.



Data di pubblicazione: 18-03-2002
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