Percorso: ilMac.net > Macopinioni > Articoli > OpenOffice.org


OpenOffice.org

Domande e risposte sulla suite da ufficio libera



Se fino a qualche tempo fa chi pensava a un programma di videoscrittura, o ad una suite da ufficio, si riferiva esclusivamente a Office di Microsoft, ora le cose sono cambiate, eccome. OpenOffice.org è cresciuto, allargando sia la base dei suoi utilizzatori, sia il numero di chi ha deciso di dedicare parte del proprio tempo alla sua divulgazione.


Per chi ancora lo ignorasse: OpenOffice.org è una suite da ufficio multipiattaforma (Mac, Linux e Windows), che comprende un programma di videoscrittura, un foglio di calcolo, un database, un programma di grafica vettoriale, uno per creare presentazioni, e un editor di formule matematiche. Il software viene rilasciato secondo la licenza LGPL, quindi senza costi.

Il suo sviluppo viene garantito da una folta base di sviluppatori sparsa in tutto il mondo, in larga parte volontari, che si occupa di ogni aspetto del programma. Traduzioni, test, divulgazioni presso scuole, o pubblica amministrazione, organizzazione di incontri pubblici per far conoscere OpenOffice.org e incoraggiarne così l'adozione. E molto altro ancora.


Sulla nostra piattaforma OpenOffice.org è conosciuto e usato, ma sino a ieri doveva fare i conti con due ostacoli che inducevano l'utente Mac a adottare con qualche remora il software.


La prima: un'interfaccia poco "Aqua", che cioé pagava il dazio ad uno sviluppo nato e "cresciuto" su altre piattaforme. Finestre, pulsanti e menu erano distanti mille miglia dallo stile Mac, e questo indispettiva non poco gli utenti, che si trovavano a fare i conti con un ambiente differente dal solito.

La seconda: dover usare l'ambiente X11, il solo che permette di far girare applicazioni Unix su Mac; questo comportava un generale abbassamento delle prestazioni del programma.

Per fortuna OpenOffice.org nello scorso mese di maggio ha ricevuto un aiuto insperato da Sun: due ingegneri che lavoreranno (e lavorano), ad una versione finalmente nativa per Mac di OpenOffice.org. Addio non solo a menu e finestre "Windows-like", ma anche all'ambiente X11.



Nel nostro Paese parlare di OpenOffice.org significa anche riferirsi al progetto PLIO: una sigla che sta per Progetto Linguistico Italiano OpenOffice.org. Il responsabile dell'ufficio stampa di questo progetto è Italo Vignoli, con cui faremo quattro chiacchiere proprio su OpenOffice.org.


Domanda
Per prima cosa credo sia importante spiegare un po' meglio cos'è PLIO. Come funziona? Quali sono i scopi, e come si finanzia?

Risposta
L'Associazione PLIO è una ONLUS, ovvero un'associazione di volontari a cui è stato riconosciuto lo scopo sociale della lotta al "digital divide", realizzato tramite la promozione e il supporto di OpenOffice.org. C'è un Consiglio Direttivo, di cui faccio parte, che si riunisce periodicamente su un canale IRC, e un'Assemblea dei Soci, che si riunisce in occasioni "straordinarie". Per il resto, le mailing list sono il teatro della maggior parte delle discussioni. I soci hanno un compito, da soli o a piccoli gruppi, che portano avanti in funzione del tempo che riescono a dedicare al progetto. La quota associativa è di 15 Euro, poi ci sono le donazioni, e nel 2008 sarà possibile destinare al PLIO la quota del 5 x 1.000 delle imposte sul reddito. Io mi occupo del marketing e della comunicazione, insieme a un gruppo di soci che mi danno una mano soprattutto nel processo di verifica e revisione dei comunicati stampa.

Domanda
Qual è lo scopo di un progetto ormai forte e maturo come OpenOffice.org? Detronizzare Office di Microsoft?

Risposta
OpenOffice.org è nato come alternativa a Office, ma non ha mai avuto l'obiettivo di detronizzare la suite Microsoft, visto che la comunità non lavora "contro" una sola azienda ma a favore della massa degli utenti. Certo, rispetto al passato siamo meglio organizzati, e pronti a utilizzare - anche in modo sofisticato - gli strumenti del marketing e della comunicazione. In Italia, le ricerche su OpenOffice.org sono il doppio rispetto a quelle su Microsoft Office, e questo probabilmente è dovuto al numero degli articoli che i media dedicano alla suite open source. Continueremo a controbattere colpo su colpo, perché siamo convinti che la concorrenza fa bene a tutti, e soprattutto agli utenti di suite per ufficio.

Domanda
Mi pare che per un certo periodo di tempo OpenOffice.org sia stato guardato solo con curiosità, come il prodotto di un gruppo di patiti del software libero, e avversari di Microsoft. Un programma di nicchia insomma. Ma ora nessuno lo giudica più così. A cosa si può far risalire questa svolta: a un cambio di strategia di OpenOffice.org (magari un marketing più aggressivo), oppure a errori giganteschi dell'avversario (Microsoft)?

Risposta
Le comunità open source hanno le loro radici tra i tecnici del software, per cui non hanno una cultura di marketing e tendono a pensare che i meriti del prodotto siano sufficienti per garantire il suo successo. Con la crescita, però, arrivano anche gli specialisti del marketing e della comunicazione, e la storia tende a cambiare, così com'è successo per Firefox e OpenOffice.org. Abbiamo dimostrato che il budget non è la variabile più importante del piano di marketing, quando ci sono creatività ed entusiasmo. In un certo senso, non abbiamo fatto altro che imitare Microsoft, l'azienda che ha "inventato" il marketing del software, e come ogni buon allievo abbiamo cercato di superare il maestro...


Domanda
E nel nostro Paese, qual è la risposta di scuole e pubblica amministrazione alla disponibilità di una suite burocratica da ufficio senza costi? Più in generale, è possibile quantificare la diffusione di OpenOffice.org in Italia?

Risposta
La crescita di OpenOffice.org in Italia nel corso del 2007 è stata eccezionale, e ha superato anche le più rosee aspettative. Siamo arrivati a 1.800.000 download della versione italiana, ovvero un milione in più rispetto al 2006, senza contare coloro che utilizzano OpenOffice.org in un'altra lingua o lo installano da un CD allegato a una rivista. Purtroppo, non riusciamo a sapere quanti di questi utenti sono nelle aziende private, nella pubblica amministrazione e nelle scuole. I segnali ci dicono che l'interesse aumenta, visto che crescono le richieste di informazioni, soprattutto in merito alla compatibilità con Windows Vista.


Domanda
Il 2008 è appena iniziato: quali sono le aspettative di OpenOffice.org, sia nel nostro Paese che nel resto del mondo?

Risposta
Il 2008 è appena iniziato e il numero dei download della versione italiana continua a crescere. Quando è stata annunciata la versione 2.3, avevamo ipotizzato la cifra di un milione in sei mesi, ma dopo cinque mesi siamo già oltre un milione. Questo significa che nel 2008 potremmo addirittura superare i 3 milioni di download, una cifra molto alta in assoluto, che assume un'importanza ancora maggiore se viene confrontata con il numero delle nuove licenze di Microsoft Office, che dovrebbe rimanere al di sotto dei 2 milioni.

Il 2008, inoltre, sarà l'anno di OpenOffice.org 3.0, che arriverà verso l'estate: sarà una versione completamente nuova della suite, con molte funzionalità in aggiunta a quelle attuali.


Domanda
Molti però si riferiscono al software libero come a quello che "non costa nulla". Una simile idea non rischia alla lunga di danneggiare il movimento che porta avanti lo sviluppo di software libero? In fondo le spese ci sono, eccome...

Risposta
Noi non parliamo mai di software gratuito, proprio perché riteniamo che in questo modo si perda uno dei principi fondamentali della cultura del software libero, ma sappiamo benissimo che una delle motivazioni del successo di OpenOffice.org tra gli utenti "comuni" sta nella gratuità della licenza. Riteniamo che la diffusione del software libero porterà anche una maggiore conoscenza dei principi ispiratori del movimento: il processo, però, come tutti quelli di tipo educativo, richiede tempo.


Domanda
Veniamo ora alla piattaforma Mac. Finalmente si sta lavorando alla versione nativa di questo software. Forse ci puoi dire qualcosa di più sul lavoro che si sta portando avanti.

Risposta
Il porting è in fase avanzata, e ormai il gruppo degli sviluppatori è quasi allineato con la versione corrente (che contiene già alcune delle novità di OpenOffice 3.0). Non si tratta ancora di un software sufficientemente stabile per l'uso di tutti i giorni, ma gli utenti Mac all'interno della comunità - e ce ne sono molti - lo stanno usando da tempo con piena soddisfazione. Naturalmente, prima del rilascio ci sarà un grosso lavoro di verifica qualitativa, per cui il programma che verrà annunciato avrà le stesse caratteristiche di affidabilità e solidità delle versioni per Windows e Linux.


Domanda
Molti utenti Mac da tempo usano NeoOffice, "cugino" di OpenOffice.org, di cui infatti usa il codice sorgente, ma già offre un'interfaccia in stile Aqua. Secondo te, quale sarà l'avvenire delle due suite: correranno ancora separate, o si riuniranno?

Risposta
OpenOffice.org continuerà a esistere nell'ambito della comunità, ma non conosco i progetti di NeoOffice per cui non posso fare nessun tipo di previsione. Certo, la versione Aqua di OOo rischia di rendere NeoOffice un duplicato dell'originale.

Domanda

E' arrivato su Mac Office 2008. Se dovessi convincere con tre argomenti (e solo tre), un utente Mac a passare invece a OpenOffice.org versione Aqua (quando sarà disponibile), da che cosa cominceresti?

Risposta
La possibilità di avere una suite per ufficio veramente multipiattaforma, e quindi di convivere in modo trasparente con i mondi Windows e Linux; la condivisione delle estensioni e degli altri moduli aggiuntivi, come gli strumenti linguistici per il controllo ortografico, indipendentemente dal sistema operativo; la grande qualità del supporto che arriva dalla comunità, che è largamente superiore a quella ormai standardizzata dei call center delle grandi aziende.

Domanda
A tuo parere, su cosa si dovrebbero concentrare gli sviluppatori di OpenOffice.org per renderlo ancora più "convincente"?

Risposta
Gli sviluppatori stanno già facendo un ottimo lavoro: la suite sta diventando più veloce e ricca di funzionalità all'annuncio di ogni nuova versione, ovvero ogni sei mesi. I miei consigli sarebbero sicuramente indietro rispetto alle funzionalità a cui stanno già lavorando.

Domanda
Non posso non chiederti un giudizio su iWork '08, la suite di Apple che comprende un programma di videoscrittura, un foglio elettronico e un programma per presentazioni.

Risposta
Qui esprimo un'opinione strettamente personale: Keynote potrebbe farmi tornare al Mac, un sistema che ho abbandonato nel 1987 per una serie di motivazioni più "private" che tecniche (ma era anche il momento in cui i portatili Apple erano più distanti, in termini di caratteristiche per un utente come me, da quelli Windows). Per scrivere e far di conto, e per le presentazioni più semplici, però, continuerei a usare OpenOffice.org, in quanto gli altri due programmi di iWorks non mi hanno impressionato al livello di Keynote. Rimane il problema del prezzo eccessivo dei portatili Apple, rispetto alle macchine equivalenti degli altri brand.


Domanda
Secondo te, accanto a OpenOffice.org non esiste lo spazio per una suite più snella e agile, con meno funzioni e alla portata delle necessità dell'utente medio? Per alcuni infatti OpenOffice.org sbaglia a sposare l'approccio pachidermico di Office, quando da più parti si chiede software più intuitivo e facile da usare.

Risposta
Questo significa che c'è spazio per qualcun altro sul mercato. Posso solo dire che OpenOffice.org continuerà ad adeguarsi alle richieste che provengono dalla fascia più ampia di utenti, ovvero di coloro che ricercano uno strumento orizzontale per la produttività.

Data di pubblicazione: 30-04-2008

L'intero contenuto di questo sito è © dal 1998 del Team di ilMac.net, è vietata ogni riproduzione senza il consenso scritto da parte degli autori. - Pantarei srl - P.IVA 02162920645