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Il volto oscuro della Apple

Newton


Ci sono prodotti che nel momento della disfatta (quando cioé se ne decide la fine della produzione), sembrano acquistare proprio allora un'aurea di leggenda destinata a non lasciarli più. Newton appartiene più di ogni altro prodotto Apple a questa categoria.

Gli inizi

E' il 1987, e alla testa della Apple c'è John Sculley; ed è lui che tratteggia per primo le linee guida di un nuovo prodotto, denominato "Knowledge Navigator". L'idea (rivoluzionaria, c'è bisogno di dirlo?), è quella di produrre uno strumento che stia nella mano dell'utente, privo di tastiera, e con un riconoscimento della scrittura che doveva essere semplicemente senza eguali.


Al lavoro

Nel gruppo di ricerca che lavora al progetto Newton ci sono (tra gli altri), Steve Capps (uno dei creatori del Finder del Macintosh), Walter Smith e Steve Sakoman che aveva lavorato sui Mac Plus. A costoro la Apple lascia completa libertà di manovra, creando una divisione che si occuperà dell'intero progetto. Nel giro di pochi mesi i costi di sviluppo di questo prodotto lievitano notevolmente. D'altra parte, il sistema di riconoscimento della scrittura, la porta a infrarossi e uno schermo tattile a matrice attiva sono alcune delle caratteristiche innovative cui si lavora alacremente. E proprio per riuscire ad ottenere un efficace riconoscimento della scrittura ci si rivolge a Stepan Pachikov, che ha una società (la Paragraph), con sede in quel di Mosca! Presto però cominciano a fioccare le critiche, perché il tempo passa, e pochi sono coloro che sanno cosa sia esattamente questo "Newton" che ingoia risorse e soldi. Nel 1990 Sakoman abbandona la Apple, e il progetto sembra destinato a morire. Ma Sculley decide di concedere ancora 2 anni ai suoi ingegneri perché completino il progetto. E alla scadenza del termine Newton viene presentato alla stampa. L'accoglienza sembra buona, e la Apple decide di imprimere un'accelerazione alla produzione di Newton. Nell'agosto del 1993 al Macworld Expo, viene presentato al pubblico e messo in vendita il primo "MessagePad".


Finalmente alla ribalta

L'interfaccia utente era di una pulizia e una intuitività che ancora oggi lascia sbalorditi. Gli odierni PDA rimangono lontani anni luce dalla facilità che Newton portava con sé. Aveva 640 KB di ram, processore ARM 610 a 20 MHz, schermo LCD a 336 x 240 pixel, e pesava 400 grammi Si poteva inviare fax (con un modem aggiuntivo), stampare, ricevere messaggi, condividere e sincronizzare i dati col proprio computer (Mac o Windows). Ovunque si fosse, il MessagePad si offriva di essere davvero un assistente insostituibile nella vita lavorativa delle persone. Purtroppo, proprio il riconoscimento della scrittura, una delle caratteristiche più reclamizzate, era lacunoso (e ben presto fioccano non solo le critiche, ma anche le battute salaci sugli errori in cui incorre Newton), e lo schermo è troppo piccolo. Inoltre, costa troppo: 700 dollari. D'altra parte, la Apple doveva recuperare i soldi spesi nello sviluppo di questo PDA. Ma almeno agli inizi le vendite vanno molto bene: circa 50.000 pezzi nelle prime settimane. Ma la festa dura poco... Sculley abbandona Apple e viene sostituito da Spindler.


Un cammino difficile

Apple si mette al lavoro per migliorare il suo prodotto. Nel 1994 esce il modello 100, e 110: hanno lo schermo più grande, e una migliore autonomia. Un anno dopo viene posto in vendita il Newton 120, con un sistema di riconoscimento della scrittura non più marchiato Apple, bensì Graffiti di Palm Compunting. Verso la fine di quell'anno, c'è la revisione radicale del sistema operativo di Newton, che approda alla versione 2.0. Nel 1996 compare il modello 130 che porta con sé diverse novità. Il riconoscimento della scrittura è ancora migliorato, offre più memoria e lo schermo retroilluminato. Il prodotto insomma, sembra essere sulla buona strada. Perché è maturo, ancora più semplice da usare e più potente. Riceve numerosi riconoscimenti, sia in fiere di informatica che da riviste specializzate (e non solo). La rivista PCWorld considera il sistema operativo del Newton il miglior prodotto dell'anno: secondo classificato, Windows 95.


La crisi avanza

Ma la situazione si fa sempre più critica, sia per Newton che soprattutto per la Apple. Da tempo le cose vanno facendosi sempre più difficili per l'azienda di Cupertino. Dall'inizio degli anni 90, i prezzi dei computer iniziano ad abbassarsi, e la Apple risponde a questa sfida in modo sbagliato e contraddittorio. Sforna prodotti su prodotti tentando così di tener testa all'offensiva PC, ma spesso le macchine finiscono con fare concorrenza non agli avversari, ma agli stessi prodotti Mac; oltre che a inghiottire risorse e a confondere gli utenti. Per tener testa alla concorrenza si lesina sulla qualità delle macchine, con esiti imbarazzanti. Le idee per rilanciare l'azienda non ci sono. Ci si imbarca nel progetto "Star Trek" (portare Mac OS su PC per arrestare l'avanzata Microsoft), e nello stesso tempo si lavora sul processore PowerPC. Il nuovo sistema operativo non c'è, né si sa quando arriverà e con quali caratteristiche: nel 1994 appare il System 7.5, e i vari aggiornamenti si distingueranno per i numerosi bachi che portano con sé. Poi Apple annuncia un'alleanza con IBM per fondare un'azienda (la Taligent), che sviluppi il nuovo sistema operativo. Taligent scomparirà nelle spire di IBM nel 1995. Proprio in quell'anno Michael Spindler viene sostituito da Gil Amelio, in seguito (anche), ad una perdita secca di 68 milioni di dollari nel quarto trimestre dell'anno. Amelio usa l'ascia per cercare di riportare in salute l'azienda. L'anno decisivo sarà il 1996: per circa 300 milioni di dollari viene acquistata la NeXT, e Steve Jobs che ne era il capo, torna a casa.


La fine si avvicina

Nella crisi generale non si salva nemmeno Newton ovviamente: in breve appaiono PDA più economici (e inferiori, certo), al nato della Apple, che continua a perdere danaro. Eppure gli utenti sono entusiasti di Newton. Nel 1997 esce l'MP 2000, seguito dal 2100. Probabilmente, i migliori prodotti di questa famiglia. Accettava comandi vocali, aveva un browser per navigare in Internet, un word processor, un programma e-mail, agenda e blocco note e foglio elettronico. Ed era veloce: 160 MHz con 4 MB di ram. Nello stesso anno, viene proposto l'eMate 300, dotato di tastiera, e destinato al mercato educational. Ma nulla sembra fermarne il declino. Apple, dopo aver tentato disperatamente di vendere la divisione Newton, decide di trasformarla in un'azienda separata, la Newton Inc. A metà del 1997, Amelio rassegna le sue dimissioni, e Jobs torna alla testa della sua azienda. Tra le sue prime mosse c'è il riacquisto della Newton Inc. in seno alla Apple. Ma già alla fine di quell'anno la divisione Newton viene smantellata, molti degli ingegneri o passano ad altre divisioni dell'azienda di Jobs, o preferiscono emigrare verso aziende che sviluppano PDA. Al principio del 1998 la produzione di Newton viene arrestata.


La morale

Newton appare in un momento di grave crisi della Apple. Anche ad un osservatore non molto attento l'azienda di quegli anni appare incapace di indicare quale direzione prendere. Si concludono alleanze che non portano da nessuna parte. A utenti e sviluppatori non si forniscono indicazioni su cosa si vuole fare.
Newton aveva tutti i numeri per imporsi: per anni fu senza concorrenti, ma proprio la mancanza al vertice dell'azienda di persone determinate, ne avevano trascinato lo sviluppo per troppo tempo. Il risultato fu la necessità di tenerne alto il prezzo, mentre il mercato dei PDA, si svegliava dal letargo e proponeva prodotti scadenti, ma dai prezzi abbordabili.
Alcuni affermano che Jobs lo uccise per vendicarsi di Sculley, che lo aveva di fatto cacciato dalla Apple. In verità, la Apple del 1997 era un'azienda con i conti in rosso, ed occorreva prendere decisioni drammatiche e forti in poco tempo. Vero è che l'MP 2000 e l'MP 2100 erano prodotti maturi: ma giungevano fuori tempo massimo. Secondo alcuni l'avventura Newton è costata alla Apple mezzo miliardo di dollari, con solo 300.000 pezzi venduti. Altri, affermano che con Jobs, e la sua diabolica capacità di motivare (e tenere sotto pressione), i propri collaboratori, le cose sarebbero andate diversamente. Una cosa è certa: in commercio a tutt'oggi non ci sono prodotti in grado di rivaleggiare con Newton. Punto e basta.

Alcune immagini di Newton: il primo modello, il MessagePad:


il modello MP2000, probabilmente il migliore prodotto di questa sfortunata avventura:



Ed infine, l'eMate 300, destinato soprattutto alle scuole:

Le immagini sono tratte dal sito: http://www.msu.edu/~luckie/newtgal.htm



Data di pubblicazione: 07-03-2004

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