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E Napster che fine ha fatto?

Una domanda che nessuno si è posto

Quanti di voi sanno cos’è Napster? Vedo parecchie mani alzate. Quanti di voi sanno che fine ha fatto? Ed è qui che c’è molta confusione e poche certezze...
Dunque facciamo una breve cronistoria di cos’è e cosa è successo a Napster.
Napster è un sistema sviluppato da alcune persone che permette di scambiarsi file musicali in formato MP3, attraverso internet. Funziona su più piattaforme, è studiato su un architettura client-server di “computazione distribuita”, nel senso che ogni utente contribuisce, con i propri brani condivisi, ad incrementare la quantità di brani disponibili agli altri utenti connessi.

Apparentemente nulla di strano e/o di illecito, se non fosse per il fatto che in formato MP3, solitamente, vengono convertite delle canzoni coperte da diritti d’autore.
Proprio per questo motivo Napster ha riscosso un enorme successo infatti c’erano migliaia di persone che si connettevano a Napster per condividere i loro brani e scaricarne di altri. Tanto che, per darvi un’idea delle dimensioni assunte dalla cosa, c’erano alcune decine di Terabyte di MP3 disponibili su Napster.
Ovviamente un’attività illecita, come lo scambio di MP3 di brani musicali coperti da copyright, può essere tollerata finché non assume dimensioni eccessive.

E così i Metallica fecero causa a Napster o meglio ai creatori di Napster, ed ottennero come risultato che qualsiasi canzone che appartenesse al gruppo non poteva comparire ed essere condivisa su Napster. Un ostacolo facile da aggirare, visto che erano dei programmi a porre tale limite, era sufficiente chiamare le canzoni dei Metallica con nomi del tipo Metttallica o comunque storpiando il nome ed il gioco era fatto.
Ma ovviamente il caso metallica era solamente la punta di un iceberg e così, poco dopo, l’industria discografica americana si scagliò contro Napster, per i mancati introiti dovuti al fatto che la gente scaricava le loro canzoni senza pagare una lira, con lo scopo di acquisire Napster e renderlo a pagamento. Era persino già girata la voce del costo mensile di abbonamento a Napster circa 15 $, un prezzo tutto sommato popolare per potersi scaricare ogni genere di canzone desiderata.

Ovviamente i massmedia hanno pubblicizzato ai quattro venti la cosa, perché stranamente quando si tratta di parlare male di internet ce la mettono tutta!
E così ci sono stati servizi televisivi sull’argomento per diversi giorni, così che la notizie che Napster sarebbe diventato a pagamento è arrivata agli orecchi di tutti, e si sa, se si vuole essere certi di colpire la gente è sufficiente parlare di denaro, specialmente quando si tratta di denaro da pagare.
E così pubblicizza oggi, pubblicizza domani, la notizia ha ottenuto i suoi frutti, cioè Napster si è rapidamente spopolato!

Tutto questo accadeva diversi mesi fa, un paio di giorni fa, per pura curiosità, mi sono ricollegato a Napster e sorpresa Napster è tutt’ora vivo, vegeto e ancora GRATUITO!
Ma attenzione ora invece di trovare dei terabyte di MP3 ho trovato indovinate un po’ quanti MP3? Ben 35 Gigabyte (praticamente l’hardisk di un nuovo G4 pieno, ma ovviamente con molti duplicati), un numero di almeno tre ordini di grandezza inferiore ai momenti migliori di Napster.
E così per l’ennesima volta i massmedia, in cui includo sia televisione che giornali, sono riusciti a rovinare una cosa che poteva essere davvero un’interessante evoluzione della Rete!
Ovviamente a tali dimensioni non ha molto senso perderci dietro del tempo, e così nonostante Napster sia ancora vivo è proprio il caso di dire che è stato sepolto vivo!

Concludo dicendo che non sono certo d’accordo sul utilizzo illegale di Napster, però Napster è solamente l’ennesima dimostrazione di come i mezzi mediatici vogliano e purtroppo riescano a distruggere la Rete. Ho scritto altri articoli sull’argomento, per cui ora non voglio ripetermi, ma vi ho portato sotto gli occhi solamente un altro esempio... continuiamo a far finta di niente?

Aggiornamento del 8 luglio 2001

In questi giorni il servizio offerto da Napster è sospeso, perché pare stiano realizzando una complessa base dati che farà in modo (in futuro) che canzoni coperte da diritti d'autore non possano più venire scambiate su Napster. Si parla di 800.000 record circa, presenti in questa base dati.
Ancora non si sa quando questo servizio sarà nuovamente disponibile e quanto sarà fruibile con queste nuove limitazioni, ma per certo vi posso dire due cose: primo, un servizio già sofferente, com'era Napster fino a pochi giorni fa, se anche lo si chiude per "restauro" non si fa altro che incentivare la fuga della gente; secondo come si suol dire "morto un Papa se ne fa un'altro"...



Data di pubblicazione: 30-06-2001
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