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Linux e Microsoft

Quanto c'è di vero nei banner di Microsoft?


Microsoft ha lanciato ormai da tempo una sua offensiva contro Linux. In questa vasta campagna pubblicitaria, il gigante di Redmond scende in campo per dimostrare che il passaggio al sistema ideato da Linus Torvalds è ben più oneroso di quanto si possa immaginare. Non solo: facendo riferimento ad una ricerca condotta dallo Yankee Group, si sostiene che anche i costi di gestione sono ben più alti con Linux che con Windows.
Noi de ilMac.net ci siamo perciò posti alcune domande: e non essendo ovviamente in grado di rispondere, abbiamo deciso di rivolgerci a chi probabilmente ne sapeva di più di noi. Perciò abbiamo contattato l'ufficio stampa dell' Italian Linux Society, e grazie alla disponibilità di Michele Dalla Silvestra (presidente dell'Associazione), e di Carlo Strozzi (portavoce della stessa), abbiamo posto loro alcune domande. Eccole, con le relative risposte.

Domanda Benché sia un argomento esteso, potete spiegarci qual'è la filosofia che anima Linux? E per quale ragione Microsoft ha preparato una campagna pubblicitaria così massiccia proprio contro il Pinguino?

Risposta Linux è innanzitutto un fenomeno spontaneo nato dalla facilità con cui le persone possono comunicare, interagire ed avviare progetti comuni via Internet. Non a caso Linux è nato nel 1991, agli inizi cioè della diffusione capillare della Rete. Da ormai qualche anno Linux è diventato una piattaforma estremamente sofisticata, in grado di fornire tutte le funzionalità tipiche richieste dai sistemi mission-critical, terreno storicamente dominato da società quali IBM e Sun Microsystems.
IBM, in particolare, anziché vedere Linux come una minaccia, ne ha saputo intelligentemente cogliere le grandi potenzialità e ne è divenuta il principale supporter fra le grandi aziende (anche se talvolta non senza contraddizioni, prima fra tutte la spinta, tuttora in corso, per l'adozione della brevettabilità del software nell'Unione Europea). Ora stiamo assistendo, inevitabilmente, alla diffusione di Linux anche in ambiente desktop, in rotta di collisione diretta con quello che è da anni il dominio incontrastato di Microsoft. E` quindi naturale che quest'ultima azienda, più di altre, si senta minacciata da vicino ed ogni affermazione fatta da Microsoft contro Linux va quindi letta in questa ottica. Tecnicamente, in condizioni di test opportunamente definite, è sempre possibile dimostrare che un dato software funzioni meglio di un altro in certi casi specifici, ma questo è irrilevante ai fini pratici.

Domanda Ma ha davvero senso questo genere di iniziative? Vale a dire: comparare due soluzioni software radicalmente diverse, in maniera così generica! Un'azienda probabilmente preferirà guardare ai propri bisogni, verificare i pro e i contro alla luce delle proprie necessità e impegni, e quindi sceglierà la soluzione più consona. Mi sembra che qui si generalizzi e si dica: no, fidatevi di noi.

Risposta è la stessa cosa che diceva il Lupo a Cappuccetto Rosso :-)

Domanda Veniamo un po' agli argomenti più salienti della campagna pubblicitaria. 'Una migrazione da Windows a Linux può portare ad un aumento dei costi di gestione'. Vero o falso?

Risposta Tutti i cambiamenti portano con sè dei costi; il problema non sono i costi in quanto tali, ma il rapporto costi/benefici. La dipendenza dall'ambiente Windows viene sempre più percepita come un fastidioso vincolo, un legame (lock-in) che in molti vorrebbero rescindere. Fortunatamente la transizione può essere oggi molto ammorbidita dalla disponibilità di applicazioni multi-piattaforma che coprono tutte le principali esigenze di business sul desktop, come OpenOffice, il browser Mozilla, e tante altre. E`quindi piuttosto agevole installare questi programmi inizialmente su Windows, e poi migrare a Linux in modo graduale. Questo Microsoft lo sa molto bene ed infatti sta cercando di ostacolare questa transizione con ogni mezzo, primo fra tutti quello dell'introduzione della brevettabilità del software nell'Unione Europea, con l'intenzione di utilizzare la micidiale (ma anche vergognosa ed impropria) arma dei brevetti soprattutto per ostacolare a colpi di tribunali la migrazione a Linux. Tuttavia questa strategia, senz'altro destinata a produrre danni, fallirà. Le più grandi banche cinesi, giusto per fare un esempio fra tanti, stanno migrando in massa verso Linux ("grande banca" in Cina vuol dire cento milioni di clienti, tanto per essere chiari), e questo processo difficilmente potrà essere arginato da Microsoft. Morale: le aziende nostrane saranno presto fortemente incentivate a migrare; prima lo faranno e prima ne trarranno vantaggi. Costi o non costi.

Domanda 'I costi per le licenze e l'assistenza tra Windows Server 2003 e Red Hat/SUSE/Linux sono equiparabili. E comunque, Windows Server 2003 è meno costoso dei concorrenti'. Vero o falso?

Risposta A parità di costi, basta confrontare i termini di licenza che accompagnano Linux con quelli di Windows per capire come il primo rappresenti una migliore protezione dei propri investimenti nel tempo: con Linux si è molto più "padroni" dei propri acquisti che non con Windows.

Domanda 'Il deployment di Windows Small Business Server 2003 è più semplice e più rapido di Red Hat Enterprise Linux'. Vero o falso?

Risposta Non lo so. Può anche essere, ma il "mondo reale" è complicato, e il miglior modo per affrontarlo non è lasciarsi ingannare dalla apparente facilità di una interfaccia, bensì acquisendo le competenze necessarie ed affidandosi ad un sistema di cui si ha il completo controllo. Troppo spesso sistemi Windows male configurati sono fonte di gravi problemi di sicurezza e producono danni enormi alle aziende, anche sul piano economico (a proposito di costi!). La conoscenza approfondita di un sistema Windows richiede le stesse competenze che sono necessarie per conoscere a fondo un sistema Linux (non a caso chi è veramente esperto generalmente non ha difficoltà con nessuno dei due sistemi). Però, mentre con Windows se ci si spinge oltre un certo grado di approfondimento si incontrano divieti e segreti industriali, con Linux si può approfondire a piacimento, fino a modificare il codice sorgente se lo si ritiene necessario.

Domanda 'Meno vulnerabilità per gli utenti Windows'. Vero o falso?

Risposta Falso. Linux è opera di hackers molto competenti, e già questo lo pone in una posizione di vantaggio. Detto ciò, e mi riallaccio alla domanda precedente, un sistema male configurato è ugualmente vulnerabile, sia esso Windows o Linux. Le vulnerabilità dovute ad errori nel codice vengono invece risolte, e le correzioni rese disponibili agli utenti, molto più velocemente su Linux, spesso entro poche ore dalla scoperta del problema, e questo è un indubbio vantaggio del modello di sviluppo aperto. In qualunque software, le vulnerabilità sono direttamente proporzionali al numero di linee di codice di cui esso si compone. Windows è un sistema monolitico, in cui il kernel e l'interfaccia grafica sono un tutt'uno; Linux è invece un sistema modulare, in cui si può scegliere cosa installare e cosa no a seconda delle funzioni che esso deve svolgere. A parità di altri fattori, meno software significa meno bachi e meno socket di rete aperti, e questo è uno dei motivi per cui Linux può essere più facilmente reso sicuro di Windows.

Domanda 'Windows Server 2003 dimostra prestazioni superiori a Linux come file server'. Vero o falso?

Risposta Ho già risposto più sopra. E` sempre possibile, in condizioni di test accuratamente controllate, dimostrare tutto e il contrario di tutto. Linux, ad esempio, è molto efficiente nella schedulazione di nuovi processi, mentre a livello files molto dipende dall'architettura di file-system adottata, dall'hardware e così via. Questo vale sia per Linux che per Windows. La bontà di un certo sistema è data da come esso si comporta nel suo complesso rispetto alle applicazioni reali, che ne sfruttano un insieme di funzioni, non solo il file-serving o la creazione di processi. Sono test che lasciano davvero il tempo che trovano. E poi sono anche esercizi comparativi inutili. Se il principale motivo dell'adozione di questa o quella piattaforma fosse da ricercare nelle sue qualità tecniche allora Windows non avrebbe fatto molta strada, visto che solo di recente ha incorporato funzioni, essenziali per un uso serio, che altri sistemi (ad esempio OS/2) offrivano già quindici anni fa. E neppure la presunta "facilità d'uso" è l'elemento determinante, perchè altrimenti Windows non avrebbe mai superato il Mac, e neppure l'interfaccia grafica assai evoluta dello stesso OS/2. No, i motivi sono altri, ed ogni tentativo di comparazione pseudo-razionale attraverso test (specie se "pilotati") e considerazioni tecniche rappresenta solo una parte della spiegazione.

Domanda Potete indicarci alcuni casi di aziende medio-grandi italiane che sono passate con profitto a Linux?

Risposta Per fare nomi specifici bisognerebbe prima chiedere il permesso degli interessati. Quello che posso dire è che fino ad ora la grande diffusione di Linux è stata sopprattutto nell'ambiente server, dove è normale avere un panorama misto. E` improprio parlare di "migrazione a Linux", perchè il più delle volte i servizi sono svolti da un insieme eterogeneo di macchine Linux, Windows, Sun e altre.
L'evoluzione è spesso disordinata, non dettata da una precisa volontà di migrazione. Diciamo che Linux è onnipresente, come è facile verificare presso moltissime aziende, comprese grandi banche ed assicurazioni. Diverso sarà il caso quando si parlerà anche in Italia di migrazione dei desktop, perchè quelli coinvolgono direttamente l'operatività degli utenti, e quello certamente richiede pianificazione, non diversa da quella richiesta per passare da un certo applicativo di produttività ad un altro.

Domanda Qual è la situazione in Italia della piattaforma Linux? Avete delle cifre, sia relative alle imprese, che agli utenti domestici, che passano al Pinguino?

Risposta Non ho cifre precise, ma suppongo che si possano reperire dedicandoci un pò di tempo. Personalmente dirigo un'azienda che lavora quasi esclusivamente con Linux ed i nostri clienti usano tutti Linux, almeno per quanto riguarda i server.

Domanda Uno dei difetti che viene più spesso rimproverato a Linux, è il proliferare di diverse distribuzioni, a volte incompatibili tra di loro. Tanto che di recente la Sun riguardo Java e alla possibilità di renderlo Open Source ha tagliato corto dicendo: non vogliamo che il nostro linguaggio di programmazione diventi come Linux. Qual è la vostra opinione?

Risposta La mia opinione su Java? "se lo conosci lo eviti" :-) Scherzi a parte, le principali distribuzioni Linux sono fra loro assai meno incompatibili di quanto non siano le diverse versioni di Windows tuttora in uso, da Windows 98 a XP, eppure, chissà perchè, questo si tende ad ignorarlo. La diversificazione dell'offerta Linux è una naturale e positiva conseguenza della sua apertura. Un mercato "in salute" è per sua natura diversificato, mentre uno dominato da un monopolio tende all'appiattimento e alla riduzione delle possibilità di scelta per le aziende e per gli utenti. Chiamiamola "bio-diversità" :-)

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Data di pubblicazione: 13-05-2005

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