Percorso: ilMac.net > Macopinioni > Articoli > Microsoft e U.S.A.


Microsoft e U.S.A.

Uno strano rapporto

Al tempo degli Assiro-Babilonesi la Giustizia veniva amministrata in maniera spiccia: occhio per occhio, dente per dente. Chi commetteva un reato doveva avere una prova tangibile che agendo contro i propri simili e il bene comune, andava incontro ad una punizione terribile e severa. Poi per fortuna, il diritto attraverso i secoli ha affinato i suoi mezzi di repressione. Si é capito ad esempio che é la certezza della pena, e non la sua ferocia, a far desistere i malfattori. Però c’é un però.

La Giustizia in corto circuito

Un’azienda danneggia il mercato, impedisce che questo migliori grazie alla libera concorrenza, pratica metodi che definirò poco ortodossi per ragioni di buonsenso: viene infine smascherata. L’azienda ha allora una proposta semplicemente geniale: ho sbagliato? Allora inonderò quei settori che non sono ancora miei (la concorrenza lì é ben salda, malgrado tutto), coi miei prodotti, però gratis. Di chi si tratta? Del nome a voi noto.

Sta arrivando Santa Claus

Zio Bill é tornato. Col Natale alle porte ha indossato in fretta e furia il vestito di Babbo Natale e si appresta a conquistare il mercato scolastico statunitense (dove la Apple ha una forte penetrazione). Per chiudere l’ennesima causa intentata ai suoi danni, donerà a insegnanti e alunni programmi (suoi) e computer. Una modesta domanda: dov’é la punizione? Qual é la lezione (esemplare) che la Giustizia dovrebbe impartire a chi é già grande e non ha bisogno di altri aiuti? Comprare (per milioni di dollari), e regalare a scuole o organizzazioni no-profit software Linux, o Apple, sarebbe una bella lezione. Non aprire all’uomo di Redmond le porte rimaste a lui precluse (perché il suo software é lambiccato, non per storture di mercato), dandogli pure una pacca sulle spalle mentre entra e si accomoda.

Un’altra piccola domanda

La Microsoft con la sua politica aggressiva, con la sua capacità persuasiva rappresenta il problema che il mercato non può contrastare (non é suo compito). I giudici con la sentenza dell’Antitrust, hanno dimostrato di non poter imporre uno stravolgimento ad un sistema ormai consolidato. Però se ci sono zone all’interno del mercato ancora libere, dove vivono realtà valide e sane, perché agevolare l’ingresso a chi ne é rimasto fuori per scarsa capacità?

Nessuna risposta

L’azienda di Redmond é l’esempio di un modo di fare impresa che diverrà sempre più popolare: non all’insegna della qualità, della libera concorrenza, ma del profitto che non tiene in conto le esigenze degli utenti. In questo contesto, c’é un attore che evita di farsi avanti, limitandosi a prendere nota, come un bravo notaio: la politica. Simili decisioni spazzano via le (poche) alternative rimaste. Ho l’impressione che nel suo intento di premiare il più forte, il governo U.S.A. speri di frenarne l’esuberanza, la forza. Il rischio? Finire come la mosca cocchiera: credeva di guidare, di dirigere, ma era solo una mosca. E la sorte che tocca agli insetti é di essere schiacciati, prima o poi.



Data di pubblicazione: 16-12-2001
L'intero contenuto di questo sito dal 1998 del Team di ilMac.net, vietata ogni riproduzione senza il consenso scritto da parte degli autori.