Ieri sera, dopo
molte settimane in cui ero meno entusiasta, almeno in riferimento all
apiattaforma Mac, ho finalmente riassaporato il piacere
dell'appartenenza, la bellezza di trovarmi a partecipare a quella
piccola (ma in crescita) parte del mondo che non si adatta a quello
che c'è, ma che innova e vuol cambiare.
In più
Apple ha ritrovato un po' di sano spirito combattivo decidendo di
scontrarsi con Microsoft su due fronti molto importanti, il browser
per internet ed i programmi per le presentazioni.
Queste sono state
le mie prime riflessioni e le ho volute indicare in premessa
perchè le ritengo ancora valide, nonostante le 24 ore di
riflessione in più che mi sono preso per scrivere
quest'articolo.
Apple attacca
Una premessa
è doverosa, nella vita, come negli affari, spesso ci troviamo
dinanzi a degli ostacoli; quando si riesce a trasformare un problema
ed una minaccia, in un'opportunità si è probabilmente
imboccata una via molto interessante.
Apple aveva
(ed in qualche misura ha ancora) un problema di velocità dei
microprocessori; questo problema ha limitato le vendite dei computer
da scrivania (desktop) mentre i portatili, grazie anche ai ritocchi
dei mesi precedenti stavano vendendo molto bene contribuendo a
sostenere la quota di mercato ed i conti di Apple.
A questo punto,
non avendo nuovi processori davvero "rivoluzionari" che
avrà probabilmente solo a Luglio e non potendo permettersi 6
mesi a vuoto, Apple ha deciso di lanciare un'offensiva in grande
stile verso il mercato dei portatili, il più interessante
settore (per tassi di crescita e profittabilità) del mondo dei
computer.
Oggi i processori
di Apple, che nei computer da scrivania appaiono in difficoltà
ed inferiori alla concorrenza, sono invece molto potenti e
performanti se valutati su di un portatile; aggiungiamo a questo
quadro una vagonata di nuove tecnologie, da Firewire 2 a Bluetooth,
dalla nuova versione di Airport alle batterie di nuova concezione per
finire con il case in alluminio.
I software:
Cupertino e l'opensource.
Apple fino a pochi
anni fa era considerata una delle aziende più chiuse verso
l'esterno. Tuttavia, più di recente ed in modo sempre
più pervasivo, si è mossa con decisione verso
l'opensource con un doppio obiettivo, attirare nuovi sviluppatori
sulla sua piattaforma e recuperare utenti anche da Linux,
assicurandosi nel contempo una riduzione nei costi di sviluppo di
alcune applicazioni.
Le
novità più interessanti, a mio avviso sono due:
- Safari. Il nuovo browser di Cupertino (di cui
farò a breve una dettagliata rencesione-comparazione) nasce
sulle fondamenta di un progetto opensource, che Apple ha perfezionato
pesantemente e le cui modifiche renderà pubbliche. Apple ha
compreso che la lentezza nella navigazione su Internet era diventata
oramai un tallone d'achille insopportabile e non poteva sperare solo
nel piccolo Chimera per risollevarsi ne affidarsi ad Internet
Explorer permanentemente più lento della versione per Windows.
- X11. Questa sigla e questo rilascio sono passati
in secondo piano, ma potranno avere un ruolo non marginale, nei
prossimi mesi, per favorire la diffusione delle alternative a basso
costo disponibili su Linux delle principali applicazioni. Presto,
grazie a questo software, programmi come OpenOffice, GIMP e tanti
altri programmi meno conosciuti non saranno più una
realtà ad esclusivo appannaggio di pochi utenti più
"smaliziati".
Le
iApplications, chiave di sviluppo dei prossimi mesi.
Aggiornati
finalmente iMovie ed iPhoto nonchè iDVD per riportare la
giusta distanza tra le brutte copie messe in piedi da Microsoft ed i
programmi puliti e lineari studiati a Cupertino. Questi aggiornamenti
insieme con le tantissime novità e con la presentazione di
soluzioni come FinalCut Express dovrebbero far partire una nuova
stagione di passaggio al Mac, che dovrebbe essere rafforzata con il
rilascio degli aggiornamenti anche delle macchine da scrivania,
aggiornamento che non tarderà a venire.
Quali ombre su
Cupertino?
Il Macworld di San
Francisco non ha spazzato e non avrebbe potuto farlo in ogni caso,
tutte le ombre che si addensano su Cupertino. Il ritardo dei
processori c'è ancora ed i prossimi mesi non saranno certo
facili a meno che dalla Motorola non arrivino buone notizie in tempi
brevi. Apple deve continuare la crescita o, quanto meno, il
mantenimento della quota di mercato anche nel settore delle macchine
da scrivania se non vuol dilapidare quanto di buono sta facendo nel
mondo dei portatili.
Poi
c'è l' iPod, MacOS X e tante altre aree su cui intervenire,
ma, per oggi, abbiamo detto abbastanza.