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Apple al MacWorld: la riscossa

Finalmente un MacWorld interessante: un 2003 da ricordare?

Ieri sera, dopo molte settimane in cui ero meno entusiasta, almeno in riferimento all apiattaforma Mac, ho finalmente riassaporato il piacere dell'appartenenza, la bellezza di trovarmi a partecipare a quella piccola (ma in crescita) parte del mondo che non si adatta a quello che c'è, ma che innova e vuol cambiare.
In più Apple ha ritrovato un po' di sano spirito combattivo decidendo di scontrarsi con Microsoft su due fronti molto importanti, il browser per internet ed i programmi per le presentazioni.

Queste sono state le mie prime riflessioni e le ho volute indicare in premessa perchè le ritengo ancora valide, nonostante le 24 ore di riflessione in più che mi sono preso per scrivere quest'articolo.

Apple attacca

Una premessa è doverosa, nella vita, come negli affari, spesso ci troviamo dinanzi a degli ostacoli; quando si riesce a trasformare un problema ed una minaccia, in un'opportunità si è probabilmente imboccata una via molto interessante.
Apple aveva (ed in qualche misura ha ancora) un problema di velocità dei microprocessori; questo problema ha limitato le vendite dei computer da scrivania (desktop) mentre i portatili, grazie anche ai ritocchi dei mesi precedenti stavano vendendo molto bene contribuendo a sostenere la quota di mercato ed i conti di Apple.

A questo punto, non avendo nuovi processori davvero "rivoluzionari" che avrà probabilmente solo a Luglio e non potendo permettersi 6 mesi a vuoto, Apple ha deciso di lanciare un'offensiva in grande stile verso il mercato dei portatili, il più interessante settore (per tassi di crescita e profittabilità) del mondo dei computer.

Oggi i processori di Apple, che nei computer da scrivania appaiono in difficoltà ed inferiori alla concorrenza, sono invece molto potenti e performanti se valutati su di un portatile; aggiungiamo a questo quadro una vagonata di nuove tecnologie, da Firewire 2 a Bluetooth, dalla nuova versione di Airport alle batterie di nuova concezione per finire con il case in alluminio.

I software: Cupertino e l'opensource.

Apple fino a pochi anni fa era considerata una delle aziende più chiuse verso l'esterno. Tuttavia, più di recente ed in modo sempre più pervasivo, si è mossa con decisione verso l'opensource con un doppio obiettivo, attirare nuovi sviluppatori sulla sua piattaforma e recuperare utenti anche da Linux, assicurandosi nel contempo una riduzione nei costi di sviluppo di alcune applicazioni.
Le novità più interessanti, a mio avviso sono due:

  1. Safari. Il nuovo browser di Cupertino (di cui farò a breve una dettagliata rencesione-comparazione) nasce sulle fondamenta di un progetto opensource, che Apple ha perfezionato pesantemente e le cui modifiche renderà pubbliche. Apple ha compreso che la lentezza nella navigazione su Internet era diventata oramai un tallone d'achille insopportabile e non poteva sperare solo nel piccolo Chimera per risollevarsi ne affidarsi ad Internet Explorer permanentemente più lento della versione per Windows.
  2. X11. Questa sigla e questo rilascio sono passati in secondo piano, ma potranno avere un ruolo non marginale, nei prossimi mesi, per favorire la diffusione delle alternative a basso costo disponibili su Linux delle principali applicazioni. Presto, grazie a questo software, programmi come OpenOffice, GIMP e tanti altri programmi meno conosciuti non saranno più una realtà ad esclusivo appannaggio di pochi utenti più "smaliziati".

Le iApplications, chiave di sviluppo dei prossimi mesi.

Aggiornati finalmente iMovie ed iPhoto nonchè iDVD per riportare la giusta distanza tra le brutte copie messe in piedi da Microsoft ed i programmi puliti e lineari studiati a Cupertino. Questi aggiornamenti insieme con le tantissime novità e con la presentazione di soluzioni come FinalCut Express dovrebbero far partire una nuova stagione di passaggio al Mac, che dovrebbe essere rafforzata con il rilascio degli aggiornamenti anche delle macchine da scrivania, aggiornamento che non tarderà a venire.

Quali ombre su Cupertino?

Il Macworld di San Francisco non ha spazzato e non avrebbe potuto farlo in ogni caso, tutte le ombre che si addensano su Cupertino. Il ritardo dei processori c'è ancora ed i prossimi mesi non saranno certo facili a meno che dalla Motorola non arrivino buone notizie in tempi brevi. Apple deve continuare la crescita o, quanto meno, il mantenimento della quota di mercato anche nel settore delle macchine da scrivania se non vuol dilapidare quanto di buono sta facendo nel mondo dei portatili.
Poi c'è l' iPod, MacOS X e tante altre aree su cui intervenire, ma, per oggi, abbiamo detto abbastanza.



Data di pubblicazione: 08-01-2003
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